Vincenzo Costantino Cinaski: la poesia parla e si racconta

Roberta Ranaldi - 17.11.2010 testo grande testo normale

Tags: Vincenzo, Costantino, Cinaski, poesia

Vincenzo Costantino Cinaski ha presentato a Milano la sua ultima raccolta di poesie dal titolo "Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare". La poesia ha parecchie cose da raccontare...

Venerdì 12 Novembre 2010, Milano. La sala conferenze al secondo piano della FNAC ospita la presentazione dell'ultima raccolta di poesie di Vincenzo Costantino dal titolo estremamente accattivante e stimolante: Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare.
Vincenzo Costantino, detto Cinaski, milanese. Poeta, narratore, ma più che altro reader e comunicatore. Cinaski è promotore di un nuovo modo di fare poesia, una poesia vicina al pubblico, contaminata dai suoni, dalla voce e dalla musica che non sminuiscono il valore e il significato delle parole, ma le caricano di nuove sfumature e di emozioni.

La presentazione è aperta dalle parole degli editori, Claudia Tarolo e Marco Zapparoli. Marcos y Marcos ancora una volta ha dimostrato di essere uno degno di essere definito "editore per passione" e si conferma come punto di riferimento per voci non del tutto convenzionali e schiave delle logiche commerciali. Modera la presentazione Matteo Speroni, giornalista del Corriere della Sera.
Dall'ingresso di Cinaski sul palco in poi si ha l'impressione di assistere ad una piacevole chiacchierata tra vecchi amici. Si parla di città, di vecchi amici, di bar e di aneddoti e perché no, di poesia.

Si parla in primis di Milano, città strettamente legata a Vincenzo Costantino come poeta e come uomo. Cinaski la considera una città che "si nutre di solitudini e disperazioni", una bella donna "da corteggiare a lungo", che tuttavia negli ultimi tempi appare un po' sotto tono ("vestita male"). Milano come teatro di una società che non attraversa un momento facile, in cui l'intelligenza deve fare a pugni con l'ignoranza arrogamente.

Ho visto la stessa intelligenza tenere a
bada l'arroganza ignorante con un
sorriso armato di esperienza e con i
pugni sollevati per sostenere le cadute
di stile.

("Annoiato")

E' inevitabile che la conversazione si sposti sul tema del "bar". E gli occhi di Cinaski si illuminano, mentre gli angoli della bocca si sollevano leggermente, al pensiero dei tanti aneddoti e dei tanti ricordi legati al mondo del bar, perché "Il bar non ti regala ricordi/ ma i ricordi ti portano sempre al bar" (Il bar).
I tanti ricordi testimoniano ormai i tanti anni passati e le esperienze vissute. Costantino, incitato dalle domande di Matteo Speroni, dà la propria interpretazione della differenza tra la "roba da grandi" e "roba da bambini", come nella poesia "La rosa tatuata". Di interessante emerge la considerazione che essere coerenti e non scendere mai a compromessi di questi tempi non è né roba da grandi né da bambini, è roba da geni.

La presentazione si conclude con un reading di Cinaski, accompagnato dai suggestivi suoni della chitarra e della sega melodica di Francesco Arcuri.
Cinaski legge due poesie pescando dall'ultima raccolta: "Scuola di vita" e "Le cento città".
La voce è calda, suadente e sognante come sempre. La poesia prende la scena e rapisce gli spettatori e Vincenzo Costantino dà una ulteriore dimostrazione che la poesia può essere per tutti, può parlare alla gente con parole semplici e significati tanto profondi ma altrettando universali.
Come ultimo regalo, Cinaski canta un inno alla libertà, attraverso le splendide parole di "Bird on the wire" di Leonard Cohen.

Oh like a bird on the wire,
Like a drunk on a midnight choir
I have tried in my way to be free



Titolo: Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare
Autore: Vincenzo Costantino
Editore: Marcos y Marcos
Anno: 2010


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