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In Mongolia in retromarcia. Intervista a Massimo Zamboni

Mario Vetrone - 09.03.2010 testo grande testo normale

La Mongolia di Massimo Zamboni, musicista e scrittore. "Viaggiare è essere viaggiati".

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A nove anni di distanza dalla prima edizione è tornato in libreria In Mongolia in retromarcia di Massimo Zamboni in una nuova pubblicazione aggiornata della NdApress di Rimini.
Nel 1996 Zamboni e Giovanni Lindo Ferretti membri e fondatori di uno dei gruppi fondamentali della scena musicale italiana degli anni ottanta, i CCCP - poi divenuti all'alba del decennio successivo C.S.I. (Consorzio Suonatori Indipendenti) –, intrapresero un lungo viaggio in Mongolia, esperienza che ebbe implicazioni artistiche importanti.
"Viaggiare è essere viaggiati", dice il testo. Nel libro ritroviamo un andare à rebours, alla ricerca "di quanto è già nostro e posseduto", ad un grado ancor più al di sotto, e oltre, il sogno del socialismo reale e delle sue strutture incapaci di accordarsi fino in fondo con i ritmi e il rapporto simbiotico con la terra e le cose di un'esistenza nomadica immutata nei secoli.
La scrittura di Zamboni non dà mai luogo a un crudo resoconto, nemmeno quando riporta elementi di una quotidianità che appare indubbiamente molto esotica; lo scrittore si attrezza piuttosto per una escavazione a tratti puramente lirica, perdendosi felicemente tra i segni e i gesti di una vitalità che appare incorrotta, e ogni cosa osservata sedimenta inevitabilmente a un livello introspettivo.

Aldilà delle nostre immediate impressioni di lettori abbiamo voluto sentire dallo stesso Zamboni qualcosa circa questa esperienza.

Ciao Massimo, ci racconti come nacque quell'avventura asiatica?
...Era un sogno antico, l'idea di esplorare i limiti dell'immaginario che sottostava alle canzoni e alla storia di CCCP e CSI: il fascino dell'Asia fredda, in bilico tra il vuoto di sempre, la vita nomade e i tentativi sovietici di stabilizzarla. Un luogo di grande richiamo. Quando il richiamo si è materializzato, con un invito da parte dell'Associazione Soyombo, abbiamo risposto "di petto", subito, lasciando impegni e obblighi. Poter seguire una troupe televisiva mongola per 5000 km incarnava quel sogno.

Nella presentazione del libro c'è scritto che questo viaggio ha ispirato Tabula rasa elettrificata, album molto importante per te e Ferretti, per il vostro progetto comune, e puoi dirci in che modo influì sul processo artistico del gruppo?
Tutto il gruppo ha fatta sua quell'esperienza nostra, abbracciando le suggestioni che via via proponevamo. E' stato un punto di arrivo molto alto per tutti noi, tanto alto da contenere già i germi della dissoluzione. Dal viaggio sono scaturiti, oltre al cd, un film di Davide Ferrario, una serie di documentari per Geo & Geo di Marco Preti, il libro, i concerti, tanti pensieri...

Leggo che questa riedizione è stata arricchita (tra l'altro di un bell'apparato fotografico). Dal punto di vista del racconto cosa è stato aggiunto?
Ho aggiunto una pre e una post fazione, (senza voler intaccare la struttura originale) per ricalcare maggiormente il senso autentico del libro, così come si era andato rivelando negli anni. Non un libro di viaggio, tutt'altro, ma un percorso interiore in retromarcia, fino all'essenza della nascita. Questo è un libro dedicato, "ai figli". Di uomo, di animale.

Oltre a questo hai pubblicato altri libri, cosa ti dà la scrittura di diverso dalla musica? Consideri la scrittura soltanto una specie di attività collaterale?
No, affatto, è una parte fondamentale del mio esistere, pubblico e privato. Tutto lo spazio espressivo libero dalla musica è occupato dallo scrivere. E' un esercizio solitario, compiuto per stare assieme agli altri, un partecipare nei due sensi di marcia. E' sempre un viaggio di approfondimento, ogni mio libro nasce da una domanda, espressa o meno, è il libro non è tanto la risposta, quanto il tendere a un equilibrio superiore.

A quali progetti ti stai dedicando ora?
Proprio in questa settimana sto mixando un nuovo cd, con cinque canzoni, un lavoro a tema, per la prima volta una riflessione sull'amore, esercitato e subito, praticato, atteso e dato... "L'Estinzione di un colloquio amoroso", che uscirà a aprile.

Che cosa sai della Mongolia di oggi? Hai più avuto notizie di qualcuno dei "figli"?
So poco, a dire il vero, e nulla sui "figli", la lontananza è davvero troppa. Ho notizie di viaggi, ritagli dai giornali; ma il senso vero che cercavo, adatto a me, è quello espresso nel libro e non ho bisogno di rinnovarlo. Certo che una bella vacanza sui monti Altai la farei, questo sì...


Titolo: In Mongolia in retromarcia
Autore: Massimo Zamboni
Immagini: Giacomo Baroni
Editore: NdA press
Anno: 2009


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