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Memorie dallo scantinato

Mariapaola Pesce - 10.03.2010 testo grande testo normale

1941, nel sotterraneo Clara con la poca luce ha tenuto un diario, in cui ha raccontato la vita quotidiana, le difficoltà e le paure di un'adolescente alle prese con una tragedia mondiale...

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Siamo nel luglio del 1941, nella piccola città di Zolkiew, in Polonia; per Clara, è una nuova estate da trascorrere con la chiassosa tribù familiare che da sempre la attornia.
Il padre, proprietario di un fiorente oleificio, ha assicurato a lei ed alla famiglia un avvenire agiato, la comunità ebraica a cui appartiene è ben insediata ed il nazismo appare ancora solo un problema destinato solo a far discutere gli adulti.
Purtroppo però è anche il momento in cui i nazisti arrivano nella piccola cittadina e la vita per la giovane Clara e per i suoi cari è destinata a cambiare per sempre. Mentre nei mesi successivi molte delle famiglie ebree intorno a lei verranno uccise o deportate, e gli amici a poco a poco spariranno, Clara e i suoi riusciranno a nascondersi insieme ad altri in una fossa scavata sotto la casa di una famiglia tedesca, i Beck.
Il signor Beck, ubriacone, donnaiolo e antisemita dichiarato, è un uomo imprevedibile, ed ogni giorno le sue azioni rischieranno di mettere in pericolo le famiglie nascoste sotto casa sua. Eppure, generosamente, con l'aiuto della moglie, che era stata la governante della famiglia di Clara, ancora affezionata ai padroni di un tempo, e della figlia, erede della fierezza del padre e della contagiosa bontà della madre, rischierà la vita per quasi due anni pur di salvarle.
Per tutto il periodo trascorso nel sotterraneo, Clara, sfruttando la poca luce del nascondiglio, ha tenuto un diario, in cui ha raccontato la vita quotidiana, le difficoltà e le paure di un'adolescente alle prese con una tragedia mondiale, ma anche con le durezze di una convivenza tutt'altro che facile, in cui le barriere sociali tra le famiglie costrette nel nascondiglio sopravvivono inalterate, e neppure la condivisione una latrina di fortuna riesce ad abbattere fino alla fine.

Aggrappandosi con determinazione al diario, Clara ha mantenuto la lucidità nei momenti dolorosi, ed ora, sessanta anni dopo, ha trovato la forza per riprendere i fili della memoria e ripercorrere quei giorni spietati e duri, vissuti tra la crudeltà e la viltà, senza mai arrendersi alla disperazione e all'ingiustizia.

La guerra di Clara di Clara Kramer trasporta il lettore in un ambiente affollato e buio, gelido d'inverno e soffocante d'estate, e ci costringe a trattenere il fiato con le persone che temono per la propria esistenza, giorno dopo giorno, per diciotto lunghi mesi, ci trasmette tutto il pathos dell'esperienza vissuta, e tramanda la memoria di piccoli eroi, che come Beck, come la madre di Clara che non esita a rinunciare ad un boccone se questo significa aiutare chi è in maggiore difficoltà, hanno rappresentato senza clamori la salvezza per molti altri sconosciuti.
Un nuovo Diario di Anna Frank? No, fortunatamente, perché la Kramer è ancora qui per raccontare le sue memorie, ma una nuova testimonianza di quanto è successo in un periodo particolarmente buio della nostra storia recente.

Note sull'Autrice:
Clara Kramer vive oggi negli Stati Uniti con la famiglia, e là presta la sua opera di testimone del passato, tenendo conferenze e incontrando i giovani, nella speranza che nessuna altra ragazzina come lei si trovi un giorno ad affrontare nuovamente lo stesso destino.


Titolo: La guerra di Clara
Autore: Clara Kramer
Editore: TEA
Collana: Esperienze
Anno: 2009

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