Bookjockey Day e l'arte della copia. Copiare fa bene?

Roberta Ranaldi - 30.11.2009 testo grande testo normale

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Tags: Marcos y Marcos, Tiennale Milano, Milano, letteratura

Il 28 Novembre 2009 alla Triennale di Milano è in scena, il BookJockey Day, singolare evento organizzato da Marcos y Marcos. Il concetto di "cover" musicale è applicabile anche alla letteratura?

Milano, 28 Novembre 2009.

Sono quasi le nove e trenta di mattina e davanti alla Triennale di Milano c'è un insolito via vai di gente. Ci sono dei ragazzi, probabilmente una classe del liceo e una donna che ha tutta l'aria di essere la loro prof. Mi tolgo ogni dubbio quando le sento dire: "Beh dato che dobbiamo stare qui tutta la giornata almeno cerchiamo di impegnarci e di vincere!"

C'è il BookJockey Day, singolare evento organizzato da Marcos y Marcos. Prima di entrare ho ancora qualche dubbio relativo a come si articolerà di fatto la giornata, so anche che ci sarà un concorso "in diretta" (Lampi di genio) e se ne lancerà un altro a medio termine (E tu ce li hai i numeri?)

Alle 10.00 l'evento comincia. La sala congressi della Triennale è piena e fa davvero piacere che ci sia tanta gente interessata alla cultura e alla riflessione, mentre mezza Milano affolla le vie del centro per il pre-shopping natalizio.
Il tema della giornata è il concetto di "rinnovabilità" e in un certo senso di sostenibilità che poco a poco si sta estendendo a tanti ambiti della nostra vita di tutti giorni. L'interessante spunto di riflessione proposto da Marcos y Marcos riguarda la possibilità di estendere questo concetto anche alla letteratura. Il concetto di "cover" musicale è applicabile anche alla letteratura? E' possibile fare letteratura di qualità “copiando”, rivisitando, ispirandosi a qualcosa di già esistente?

Nel corso delle ore si alternano diversi contributi, intramezzati da interessanti scelte musicali, ispirate alla cover musicale negli anni, a cura di Dj L'Ariele, e al "mix" e collage di suoni, rumori e parole, a cura di Valerio Millefoglie aka, Dj a Parole.
Il primo intervento è quello di Attilio Azzola, regista cinematografico che dimostra come la "cover" cinamatografica possa raccontare la stessa vicenda cambiandone la percezione attraverso il cambio di tempi scenici e inquadrature. Allo stesso modo, il cinema, come la scrittura, possono dare la possibilità di fare citazioni, più o meno visibili ad occhio nudo.
Maurizio Matrone, scrittore che ha già messo in pratica l'arte della cover letteraria riscrivendo il romanzo di Massimo Bontempelli La vita intensa, cerca di sfatare il mito che copiare fa male, come invece ci hanno inesgnato a scuola. Copiare può far bene, soprattutto se l'atto è finalizzato ad interiorizzare e imparare da qualcuno o qualcosa, un autore piuttosto che un brano, un romanzo o una poesia, che ci piacciono particolarmente e che ci rappresentano come se fossero stati scritti da noi.
Massimo Villa (direttore di RadioAlt) e Tina Venturi (speaker radiofonica e attice), ci mostrano come la traduzione in letteratura sia a tutti gli effetti una cover attraverso la lettura di brani di Kafka, Falubert, Carroll.
Lo scrittore Paolo Nori ne approfitta invece per dimostrare come la stessa lettura ad alta voce di un brano in modi diversi ne possa cambiare il senso e la percezione.
La parte centrale dell'evento è dedicato ad un esperimento di "riscrittura". Il pubblico, diviso in quattro gruppi, è invitato a riscrivere dei brani dedicati ai temi di Amore, Paura, Avventura e Fantasia. E' davvero un piacere vedere gente di tutte le età impegnata a scrivere, scarabocchiare appallottolare fogli negli angoli più disparati della triennale, abituati come siamo ad associare la scrittura al ticchettio dei tasti dei nostri personal computer. Ne ha risentito probabilmente la calligrafia? Pare di si, a giudicare dalla difficoltà di Tina Venturi e Massimo Villa nella lettura di alcuni brani sorteggiati dal pubblico.
L'intervento di Matteo B. Bianchi, conciso ed incisivo, è incentrato sul fatto che nella continua interpretazione e re-interpretazione delle storie e delle trame, quello che davvero conta è la loro percezione.
Vincenzo Costantino Cinaski, poeta, ci regala una sentita lettura di una poesia di Pedro Pietri. Vinicio Capossela invece ci propone la sua cover di un romanzo di un interessante scrittore russo, Erofèev Venedìkt (versione russa di "Vinicio"): mentre Venedikt ci racconta le sue avventure mentre è in viaggio Tra Mosca e Petuski, Vinicio ci offre la lettura di brani e di vicende notturne e alcoliche scandite dalle fermate dei mezzi pubblici di Milano.
La giornata si è conclusa con la premiazione della vincitrice, Marcella Fadda, che si è aggiudicata una ri'bike, bicicletta artisticamente reinterpretata su soggetto di Giacomo Balla.
Una giornata piuttosto impegnativa ma sicuramente molto interessante. Un evento piacevole e ben riuscito, che ha coinvolto con piacere e ha offerto numerosi spunti di riflessione.


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