Roberto Barzi - 31.10.2009

Le vicende e le indagini del commisario Micuzzi nella sua Milano. Un giallo classico ma che assume le tinte dell'hard-boiled all'italiana.
Sottotraccia - Le inchieste del commissario Micuzzi è il primo romanzo poliziesco del giornalista Massimo Cassani. Un'opera che narra una serie di vicende nella Milano quotidiana, che toccheranno nel profondo il commissario Micuzzi, fino alla loro soluzione finale.
"Verso l'una Micuzzi uscì dalla questura per cercare un posto dove mangiare un panino. Milano era immobile. Dopo l'animato via vai del mattino, bici, cani, aperitivi bevuti in piedi in bar ristretti e lunghi come corridoi, tutto si era fermato di colpo. Il cielo era limpido, ma il sole sembrava una lampadina al neon. Illuminava, ma non scaldava."
Micuzzi e la città di Milano, un binomio perfetto quello fra il commissario di pubblica sicurezza e la metropoli lombarda: tanto il primo appare di tutto tranne che un tutore della legge, quanto la città meneghina si presenta per ciò che in realtà è, e non nella sua forma patinata di Milano "da bere". Una città grigia, asfittica, fredda, a volte asfissiante, dura, nevrotica, che però sa ancora sciogliersi in un caldo sorriso, Milano. Passivo nella vita quotidiana, smemorato, gran bevitore di grappa Nardini, accanito fumatore di mezzi toscani, il commissario Micuzzi. Un uomo tutto d'un pezzo, certo, ma ormai scombussolato, sconsolato, negligente sia nel vestire sia, soprattutto, nel lavoro, forse per via della scomparsa - o abbandonata - da tempo voglia di emergere nella polizia. Una persona normale, Micuzzi, una come le tante che si possono incontrare per la strada, un individuo qualsiasi che puoi prendere per un ragioniere oppure per un medico. Invece quest'uomo fa il commissario di polizia e quando ci si mette d'impegno, quando gli torna la voglia di indagare e combattere sa essere un vero duro, alla maniera dell'hard-boiled, alla Philip Marlowe, per intendersi.
Una città, Milano, un commissario di polizia, Micuzzi, metteteli in relazione ad una storia dai vaghi sapori noir e un giallo classico in salsa meneghina apparirà di colpo dalla buona penna di Massimo Cassani, un giornalista professionista alla sua prima esperienza letteraria. Sì, un vero "giallo alla milanese", poiché Sottotraccia appare per quello che è in realtà, una vicenda trattata alla maniera dei classici polizieschi alla Maigret.
Proprio come per le famose inchieste del commissario parigino, Milano non poteva non apparire in tutto il suo grigiore di caotica città del nord, seppur Cassani, con la propria accurata scrittura, abbia saputo ben distribuire i vari ingredienti, facendoci intravedere la metropoli in tutte le sue sfaccettature: da quella "da bere" appunto, a quella da cartolina illustrata fino a quella quotidiana, fatta di sudore e fatica, grigia pur senza la nebbia.
Si è scritto di un romanzo dal sapore di giallo classico, ed effettivamente gli elementi vi sono tutti: dallo scrittore fallito che tenta di comporre il poliziesco del secolo, ad Arau, l'affermato giallista sudamericano misteriosamente scomparso, al conte intrallazzatore meneghino, all'efficientissima e paffuta poliziotta Rosaria Della Vedova, agli ispettori ben delineati da Cassani - come d'altronde tutti i suoi personaggi - dall'aspetto duro, ma dal cuore tenero, al tradizionale e mai violento ladro milanese anni '50, fino a giungere alle immancabili dark lady. Già, addirittura due per il commissario Micuzzi, un quarantenne in realtà piuttosto sfortunato in fatto di donne, tanto da essere stato abbandonato dalla moglie.
Non è nostra intenzione svelare al lettore la trama di Sottotraccia, ci limitiamo a informarlo che di ben due inchieste distinte si tratta, anche se, come in tutti "gialli" che si rispettino, le indagini tendono ad intersecarsi fra loro. Due inchieste, dunque, la prima tratta di una serie di omicidi "rituali" di giovani travestiti, la seconda prende le sue prime mosse dal misterioso omicidio di un professore universitario, Susanni, ordinario di Storia moderna all'Università di Milano, anch'egli ritrovato cadavere in strada, seminudo e con addosso una parrucca femminile. Un intrecciarsi, anzi un intricarsi di piste faranno da filo conduttore alle inchieste del commissario Micuzzi. Le sue indagini lo porteranno addirittura sulle tracce di alcuni elementi appartenenti alla setta esoterica dei Rosacroce di seicentesca memoria, una società segreta studiata dallo stesso Susanni. Proprio in quest'ultimo fattore sta la bravura di Massimo Cassani, nel convogliare cioè il lettore a ridosso degli elementi mistereosofici in una Milano troppo moderna. Ma non solo, poiché Arau, il giallista di successo misteriosamente scomparso, rapito forse, aveva appena terminato la stesura definitiva del suo ennesimo romanzo poliziesco, basato proprio su alcune sette esoteriche.
E' però la scrittura il vero elemento distintivo dell'interessante racconto del neofito letterato milanese d'adozione, una scrittura lineare che sa però sagacemente unire un buon italiano - cosa rara, a volte, a leggersi - con alcune frasi idiomatiche in stretto milanese.
Uno stile senza fronzoli, quello di Massimo Cassani, che però all'improvviso si fa barocco con quelle frasi ad effetto degne della cosiddetta "Scuola dei duri" di hammettiana memoria, frasi come questa, in cui Rondanini, lo scrittore fallito "[...] si sedette accanto a un dipinto, sporco di fumo e di bestemmie che pareva uno specchio in cui si rifletteva il locale [...]". Il locale in questione è L'Albero fiorito, un vecchio trani, una delle ormai quasi del tutto scomparse osterie milanesi - ricordate la vecchia canzone "Trani a gogo" di Giorgio Gaber? - nella quale si può ancora gustare un pasto caldo. Ebbene, di questi tipici quanto distintivi elementi milanesi il romanzo è pieno, anche se bisogna cercarli con attenzione, incastonati come sono tra un palazzo ultramoderno e un negozio di lusso. Ecco, ciò che distingue il lungo racconto a tinte gialle di Cassani è proprio l'intensa milanesità che emerge pagina dopo pagina nel bel libro, una milanesità da potere tagliare a fette come la nebbia, anch'essa ormai quasi del tutto scomparsa fra le luminarie a giorno dell'attuale metropoli notturna.
Nota sull'Autore:
Massimo Cassani, giornalista, è nato a Cittiglio, in provincia di Varese, nel 1966. Ha iniziato la carriera di giornalista collaborando con il quotidiano di Varese "La Prealpina", parallelamente agli studi universitari. Nel 1987 si è trasferito a Milano per frequentare L'Istituto per la formazione al giornalismo Carlo De Martino, grazie al quale è diventato giornalista professionista. Nel 1990 ha cominciato l'attività di freelance, scrivendo per vari periodici e quotidiani, fra i quali il "Corriere della Sera". In questo periodo si è avvicinato all'editoria specializzata, attività che l'ha condotto a lavorare per l'Editrice Abitare/Segesta, in qualità di redattore. Conclusa questa esperienza, nel 1996 ha cominciato a collaborare con il "Sole 24 ORE", dal quale è stato assunto in qualità di responsabile di redazione per la linea periodici e libri. Nel 2007 è stato nominato responsabile periodici dell'Area Edilizia. Per il momento scrive romanzi gialli, poi si vedrà.
Titolo: Sottotraccia - Le inchieste del commissario Micuzzi
Autore: Massimo Cassani
Editore: Sironi editore
Anno: 2008
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