Federico Zagni - 24.07.2009

Il biglietto da visita di Zandegù: grafica intelligente e originale, editing eccellente, impaginazione curata, quello che non ti aspetti da una piccola casa editrice nata nel 2005 e portata avanti ad organico ridottissimo (e giovanissimo)...
La collana I Fichissimi raccoglie testi con un comune denominatore: romanzi ironici, a tratti perfino buffi, ma con quella punta aspra di malinconia.
E romanzi surreali, in cui il vivere quotidiano sia contaminato da spunti imprevisti cosi' paradossali da apparire fiabeschi. Il grottesco e l'ironia, si sa, vanno proprio d'accordo. Conversazioni con un water di ceramica, abeti natalizi con un grande spirito di iniziativa, palloncini con un'anima (immortale? mah...), amori non corrisposti (ne esistono altri?)... Ma sto mischiando troppi ingredienti. Andiamo con ordine.
I sassi vanno matti per le sasse di Roberto Tossani, è un piccolo romanzo da comodino molto originale, a tratti assurdo, che descrive la vita di Bonifacio Quaresima e le sue sfortune amorose. La particolarità del protagonista è quella di essere sfuggito alla normalità assoluta a cui era destinato, impregnandosi di eternità, che si risveglia e trova sfogo attraverso purulenti bubboni che emergono dal suo corpo. Bonifacio fa il volatore di palloncini, è in pratica un pastore, ma di palloncini colorati. Sfortunato in amore, come è destino statistico dei disadattati protagonisti letterari, pagina dopo pagina ci conduce verso sesso ed eternità, un po' di pus e strane coppie. E i sassi? I sassi arriveranno più avanti, custodi di ricordi ormai perduti in che possono essere letti solamente da pochi eletti.
In generale, un buon romanzo, forte, teatrale, solamente nel finale ci si perde un po' nella fatica della lettura, quando la storia vira bruscamente abbandonando l'ironia in favore di una dealbazione filosofica e onirica delle mille vite, e mille morti, di Bonifacio Quaresima. E una piccola delusione è la presenza in fondo di un solo, piccolo, sasso.
Se di questa prima recensione non avete capito molto, ma vi ha incuriosito, beh, capirete molto di più - ma non tutto - dalla lettura del libro.
Fabio Lubrano è invece l'autore di Malinverno, molto più ironico e al tempo stesso struggente, con piccoli dettagli paradossali che strappano un sorriso agrodolce. E' una sorta di fiaba innevata, piena d'amore e di lucette natalizie. Ma scritta con un occhio disincantato e a tratti quasi cinico che non fa mai sospettare di essere finiti in un romanzo d'amore.
Se rido, vuole dire che non è una storia romantica. In Gianni Malinverno c'è tanta introspezione, e il personaggio, così particolare, scatena da subito un moto di simpatia. Ma, anche se la storia inizia scanzonata e divertente, sfocia spesso nella malinconia sospesa. E anche in questo romanzo trovo originalità, piacere di lettura e dei personaggi quantomeno peculiari, seppur non circensi come quelli del romanzo di Tossani.
Il filo conduttore che unisce questa narrativa di Zandegù sembra essere fortemente caratterizzante, e raccoglie in una nicchia preziosa lavori con un comune denominatore dettato dal gusto della giovane editrice Marianna Martino. Ammirevole il suo lavoro, insieme a quello degli autori che scrivono per Zandegù, perché in grado di dare un impronta marcata ad un panorama letterario che troppo spesso ormai ricorda i supermercati.
Titolo: I sassi vanno matti per le sasse
Autore: Roberto Tossani
Editore: Zandegù
Anno: 2006
Titolo: Malinverno
Autore: Fabio Lubrano
Editore: Zandegù
Anno: 2008
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