Annarita Tucci - 05.07.2009

Scarpa con Stabat Mater (Einaudi) vince il 63° Premio Strega, a distanza di un solo voto da Scurati con Bambino che sognava la fine del mondo (Bompiani). Terzo anno consecutivo di vittoria per il Gruppo Mondadori...
Una lotta all'ultimo voto, così Tiziano Scarpa sbaraglia gli altri nominati e vince il 63° Premio Strega con Stabat Mater edito Einaudi, lasciando a un voto dalla vittoria l'autocandidato Antonio Scurati con il suo Il bambino che sognava la fine del mondo edito Bompiani.
Il romanzo di Scarpa ha vinto con 119 voti,uno solo in più rispetto al secondo classificato Scurati, al terzo posto si classifica Massimo Lugli con Listinto del lupo (58 voti) e di seguito troviamo Cesarini Vighy con L'ultima estate (36 voti) e Andrea Vitali con Almeno il cappello (28 voti).
Questa è la cinquina dei finalisti dell'ultimo Premio Strega, che ormai innesca polemica e dubbi da alcuni anni, perdendo la sua credibilità presso molti autori, soprattutto.
Restano fuori dalla cerchia dei finalisti Il tempo materiale di Giorgio Vasta edito Minimum Fax (33 voti), Come ho perso la guerra di Filippo Bologna edito Fandango Libri (26 voti), Cecilia di Linda Ferri edito e/o (20 voti), La vedova, il santo e il segreto del Pacchero estremo di Gaetano Cappelli edito Marsilio (15 voti), I nostri occhi sporchi di terra di Dario Buzzolan edito Baldini Castoldi Dalai (13 voti), In terra consacrata di Ugo Barbàra edito Piemme (10 voti) e I frutti dimenticati di Cristiano Cavina edito Marcos y Marcos (8 voti).
È il terzo anno consecutivo che vince un romanzo edito dal Gruppo Mondadori; ricordiamo nel 2007 Niccolò Ammaniti con Come Dio comanda e nel 2008 Paolo Giordano con La solitudine dei numeri primi. La polemica - se così vogliamo definire i soliti mugugni -, che ormai accompagna fedelmente questo premio inizia ancor prima della sua apertura, con un chiacchiericcio degno di piccole massaie di provincia, ma d'altronde c'è chi ha la nomina e chi i fatti. Infatti appena uscito il libro di Daniele Del giudice con Orizzonte mobile - sempre Einuadi - lo scorso marzo era stato già pre-annunciato come vincitore dello Strega(http://fortunato.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/03/03/ecco-chi-vincera-il-premio-strega/), spingendo l'autore a evitare ogni polemica: con un'eleganza dall'altri tempi egli ha rinunciato alla gara.
La stessa auto-candidatura di Scurati porta con sé alcune controversie, sia per l'atto stesso di autocandidarsi scegliendo di non voler essere proposto dal suo gruppo, ma ritornando al consiglio degli "amici della domenica" (http://www.fondazionebellonci.it/test/amici.html); sia perché alcune malelingue hanno insinuato che poteva essere tutto già predeterminato, ossia il solito puro marketing(http://rivistapop.wordpress.com/2009/06/25/quanto-rischia-antonio-scurati/).
Non voglio esprimermi nelle singole situazioni, il dubbio è un qualcosa di benefico che non si esclude mai e non dobbiamo dimenticare che l'editoria in questi anni sta diventando sempre più una azienda e sempre meno "casa": si pensa quasi esclusivamente al rendimento piuttosto che anche alla qualità del prodotto.
Il mondo con le sue classifiche e le sue premiazioni assomiglia sempre più al mondo della politica, tra strategie di mercato e conteggio di voti, le premiazioni rischiano di emulare una propaganda elettorale; è questa in realtà la polemica che scaturisce e che accompagna il premio Strega. Non vi è fiducia nei votanti, si contano gli amici (ma non per rispettare la tradizione), ma per vedere a quale gruppo editoriale siano più legati. E' questo il dubbio.
Con tutto ciò, però si spera vivamente che l'onestà intellettuale tenga fuori la qualità dei libri degli autori che non sono coinvolti in queste situazioni e che portano il loro contributo al di là delle polemiche: ossia giudichiamo il libro in base a ciò che è, solo per la sua qualità.
Versione stampabile
Commenta questo articolo