Il silenzio ha voce nella poesia di Eugenio De Signoribus

Annalisa Cameli - 19.05.2009 testo grande testo normale

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Tags: eugenio de signoribus, grottammare, poesie, premio viareggio

Eugenio è una persona riservata, silenziosa, ma che quando parla riesce a svelare con poche parole il suo mondo, fatto magari di timori e speranze, ma pieno di luce.

Dice di aver vissuto una vita banale, ma di certo non è in alcun modo banale il suo mondo interiore, fatto di portentosi paesaggi poetici in grado di far entrare il lettore in un mondo nuovo, magico, grazie alla sapienza nell'accostare segni e parole, in grado di materializzare l'inesprimibile.
A Eugenio De Signoribus sarà dedicato il convegno Le voci sulla poesia di De Signoribus, che si terrà il 22 maggio al Teatro dell'Arancio di Grottammare (AP) dove diverse voci, appunto, hanno reso omaggio alla sua poesia: lo scrittore e critico Enrico Capodoglio, Stefano Verdino dell'Università di Genova, il giovane Paolo Zublena dell'università di Milano, Rodolfo Zucco, dell'università di Udine e la voce di Piergiorgio Cinì, lettore attento delle poesie di De Signoribus.
L'antologia Poesie (1976-2007) , pubblicato dall'editore Garzanti nel 2008, è vincitrice del prestigioso Premio Viareggio”.

L'antologia "Poesie" raccoglie le sue opere dal 1976 al 2007: chi era De Signoribus nel '76 e chi è oggi?
Non sono molto cambiato, era un periodo diversamente feroce da questo, nella poesia c'era la giovinezza in vari passaggi, ironia o meglio un'infelicità più scoperta e ironica, utilizzata per difendermi dai periodi difficili. Nel tempo quell'ironia è scomparsa, il mondo non è cambiato, anzi, è peggiorato. Ora il sentimento che provo è di pietà e compassione per le persone che soffrono. Ecco, in questo senso sono cambiato, non userei più un certo tipo di linguaggio, sarebbe troppo facile. Il mio è quasi un compenetrarsi nel mondo in modo inerme per poi restituirlo in forma poetica.
Non è una poesia facile, poiché lo stesso percorso è di per sé difficile. Per dare conto di qualcosa in un verso occorre un approfondimento che può risultare faticoso. È stata una crescita in questo senso e ciò che sono oggi è ciò che potevo essere.

La poesia può essere considerata solo per una nicchia?
Non dovrebbe essere così, ma alla fine lo è purtroppo. Io spero che se anche la poesia segue un percorso sotterraneo, possa comunque emergere quando meno te lo aspetti, anche nei punti più impensabili e improbabili. E quando accade mi sembra un miracolo. Malgrado da casa mia sembra io possa vedere solo un deserto, ci sono delle fonti, delle persone sensibili, giovani e anziane, che mi fanno pensare che ci sia una possibilità di futuro per la poesia.

Come si rapportano i giovani con la sua poesia?
Sono insegnante ma a scuola non ho mai parlato della mia poesia. Ho però tenuto qualche incontro con i giovani, sia nelle università (a Genova) che delle superiori, a Fermo. Ero scettico, perché i giovani d'oggi hanno molto da pensare, i giovani capaci di 25/30 anni possono risultare invisibili per la società, hanno quindi problemi ben diversi che stare a pensare alla poesia, e ne hanno tutte le ragioni. Invece ti ascoltano, a loro volta ti danno qualcosa e non è un ascolto passivo, è una vera vibrazione che ti prende nel profondo. I giovani mi hanno aiutato a capire che non tutto ciò che appare è negativo, ma che qualcosa di positivo c'è.

Com'è la vita di un poeta
Nella mia vita ho speso tanto tempo aspettando, nell'attesa. Se ci penso non dormo la notte. I luoghi dove sono stato si contano sulle dita di una mano, ho vissuto una vita banale, senza biografia. Scherzando dico spesso che la mia biografia coincide con la mia bibliografia.

La letteratura e nello specifico la poesia, possono modificare la vita di chi la scrive? E di chi la legge?
Di certo ha modificato la mia. La vita di un poeta è una vita appropriata, o per lo meno per me è così. Sono al servizio della poesia, servizio che mantengo con partecipazione e onestà intellettiva, e non per imposizione. Ognuno offre quello che ha.
Sarei presuntuoso nel dire che la mia poesia potrebbe modificare la vita di chi la legge, non lo direi mai. Ovviamente si spera sempre che ci siano delle corrispondenze, che sono l'unica garanzia che la poesia si perpetui nel tempo.

Quando dice che lei è al servizio della poesia, significa che questa la domina?
La poesia è contro il dominio assoluto, è la più impotente fra tutte le forme dell'arte. Chi pensa che la poesia domini probabilmente pensa ai tempi antichi, quando la poesia era il canto dei potenti, dei politici. La poesia è solo una voce che si aggira qua e là ed aspetta di essere ascoltata

Biografia Eugenio De Signoribus
E' nato nel 1947 a Cupra Marittima, in provincia di Ascoli Piceno, dove attualmente vive. Ha pubblicato cinque percorsi poetici: Case perdute, Altre educazioni, Istmi e chiuse, Principio del giorno e Ronda dei conversi. Oltre ad aver ricevuto, tra gli altri, il premio Montale e il premio Campana, con la raccolta Poesie (1976-2007) ha vinto il premio Viareggio nel 2008. Redattore della rivista Marka, ha diretto poi Hortus. Successivamente ha dato vita al semestrale Istmi, in collaborazione con Feliciano Paoli e con Enrico Capodaglio. Dal 1997 cura, in qualità di direttore letterario, i Quaderni della Luna, periodico di letteratura e arte incisoria. Varie le collaborazioni con artisti che hanno dato vita a plaquettes e libri d'arte, tra i quali: Alla prima luna, versi agli amici (Scuola del libro, Urbino 2006), Feritoie (Quaderni di Orfeo, Milano 2007), L'acqua domestica (Cento amici del libro, Milano 2008). Suoi testi sono stati tradotti in francese, inglese, spagnolo, tedesco e pubblicati su riviste e antologie italiane ed europee; alcune sue poesie sono state tradotte in arabo e in giapponese.



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