Nuove voci: Daniela Ambrosio. Lo scrittore Francesco Verso recensisce per Whipart ''Il sangue di una tartaruga feroce''
Francesco Verso - 14.03.2009

In Il sangue di una tartaruga feroce di Daniela Ambrosio troviamo una sequenza di racconti che narrano, con intensa sottigliezza psicologica, storie, situazioni e gesta di comuni individui, ognuno dei quali con i propri sogni, speranze, manie, avidità ed incubi.

Un mosaico di vite incrinate restituite attraverso l'acutezza e la leggerezza di una scrittrice esordiente che osa esplorare le ombre del nostro tempo da un punto di vista originale.
"La vita di Angela si stava sbriciolando come una zolletta di zucchero sotto ai denti."
Avete presente il rumore di qualcosa che va in frantumi nella bocca? Ecco, toglieteci il dolce, toglieteci anche il bianco e avrete un'idea della sostanza dei racconti di Daniela Ambrosio. Perché come recita la quarta di copertina "queste storie parlano di crudeltà" ma non solo. E, in ogni caso, non si tratta di una crudeltà qualsiasi, quella per intenderci che straborda dalle pagine e dagli schermi della nostra attualità. Al contrario dalle 14 brevi parabole discendenti tracciate dall'autrice, non emerge la violenza, la cattiveria e la brutalità degli aguzzini, dei perfidi e astuti criminali, bensì le misere vittorie e le sconfitte più brucianti delle loro vittime: i fallimenti della loro umanità, la disperazione che si accompagna alla fragilità di sentirsi "diverso", "altro" da ogni realtà imperante. Dietro a ogni trama e accanto a ogni personaggio, si nasconde l'incomunicabilità degli esseri umani e l'incongruità di fatti all'apparenza normali ma che si dimostrano pur sempre inconciliabili. Senza contare l'intervento puntuale del destino più cieco, del raccapriccio più insolito, e di una quasi totale assenza di salvezza che preclude ogni epilogo.
I protagonisti di questo firmamento sono le stelle cadenti o quelle decadute, persone che popolano luoghi e città non meglio definite e fatiscenti (una Milano e una Napoli a tratti riconoscibili) e schegge di senso impazzite che vagano spaesate fino all'inevitabile implosione esistenziale. In questo senso la pungente distesa di parole che fa da elemento portante dei racconti di Daniela Ambrosio, attraverso un linguaggio asciutto ed essenziale, pare non riuscire a coprire tutto il male del mondo e dalle incancellabili ferite e cicatrici, prendono forma visioni evanescenti e oscuri presagi sulla composizione della nostra contemporaneità.
I personaggi borderline che via via s'incontrano sono quelli della porta accanto, al tempo stesso comuni e surreali. Sono donne dal desiderio fagocitante tipo Virna, la cicciona cannibale d'amore, oppure splendide ragazze disincantate quali Ambra, ignara puttana per una borsetta da 350 euro. Oppure è gente che campa di sotterfugi come Samantha la poetica Trans spacciatrice morta suicida, o il pittore Florian, operaio romeno che accarezza il sogno fuggevole della fama repentina per poi ricadere nella fame più nera.
Attraverso più generi narrativi quali il noir, l'horror e il realismo di uno spaccato di vita quotidiana, Il sangue di una tartaruga feroce tratteggia il presente di una realtà italiana mediante una carrellata di 14 eventi, viziati sempre dal medesimo comune denominatore: la debolezza umana, le sue conseguenze, e i suoi esiti, a volte scontati, a volte sorprendenti. Cogliere i motivi e le ragioni dell'agire umano, si rivela spesso un compito al di là della nostra ragionevole capacità di comprensione e accettazione. Daniela Ambrosio fotografa così delle istantanee esistenziali dalla prospettiva di una soglia scivolosa che le fa da grandangolare. E ci restituisce in mezzo al sangue di una tartaruga feroce, le inquietudini e le passioni, le follie e le angosce, che agitano il vento interiore della generazione di un Millennio che incombe.
Titolo: Il sangue di una tartaruga feroce
Autore: Daniela Ambrosio
Editore: Cicorivolta
Anno: 2008
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