Gli interessi in comune, di Vanni Santoni

Federico Zagni - 15.02.2009 testo grande testo normale

Tags: toscana, valdarno, droga, storie

Vanni Santoni è uno scrittore emergente, ma oramai sono già diverse le sue pubblicazioni. Lo si può forse definire uno "scrittore generazionale". In questo ultimo libro ci parla di una banda di amici e delle loro "esplorazioni".

Io non so se Vanni Santoni sia stato veramente un robba, uno sfondato come parrebbe dover essere stato, per scrivere un libro così. Certo è che nel leggerlo, si ha l'impressione che lo abbia scritto uno di qui, della Pianura padana, invece che in Valdarno.
Perchè ci ritrovo raffigurata esattamente la realtà vuota e senza senso di alcune serate nebbiose in provincia. Prima di leggerlo pare che la protagonista del libro sia la droga, lo sballo. A me sembra invece che il filo conduttore sia il disagio, la mancanza di uno scopo, quell'idea che la vita sia "sopravvalutata" che il Mella espone a Iacopo nella serata acida che apre il romanzo. Lo sballo, inteso come divertimento, è marginale: lsd, ganja, ketamina, mdma, coca, hashish, sono più che strumenti per raggiungere uno stato di grazia, consapevolezza o piacere puro, esperimenti per spezzare il buio.

Tutti i protagonisti di Gli interessi comuni, Iacopo, il Paride, il Mella, Sandrone, il Malpa, il Dimpe, condividono soltanto un interesse, quello di esplorare ed esplorarsi grazie a tutto quello che può alterare le loro percezioni, senza ucciderli. Panicano, godono, sudano, soffrono, piangono, vanno in estasi. A volte l'acido li prende bene, più spesso il funghetto li fa strippare di brutto, e prevalgono le esperienze negative delle sostanze. Una costante dei capitoli che descrivono le sostanze più forti è lo sguardo all'orologio, che indica minaccioso quanto poco tempo sia passato dalla pasta, dall'acido, e quanto ne deve ancora passare prima che l'effetto si stemperi nel loro animo agitato. Si definiscono psiconauti, e nel leggere delle loro "esperienze stupefacenti" non viene una particolare voglia di imitarli.
Perchè la droga è descritta quasi sempre come una botta, più che un piacere. Darsi martellate sulle dita per sentire qualcosa, una necessità. Questo non è un trainspotting de noartri, emerge vuoto e non disperazione, mai vera e propria dipendenza da una precisa sostanza, e non è forse un caso che le siringhe non compaiano se non sotto forma di flebo, in ospedale, tra le ultime pagine.
In ogni caso, un "libro-manifesto", che ti atterra sullo stomaco, pesante e geniale, anche divertente in diversi punti. E dopo averlo letto non condivido il parere di chi dice che un simile libro possa essere "pericoloso", intanto perchè il romanziere non ha responsabilità, nè nella bugia nè nella verità. E inoltre perchè questi eroi del nulla, esploratori ma soprattutto naufraghi non fanno altro che dipingere e documentare una realtà precisa, che esiste in ogni provincia e città italiana, con o senza pubblicità.


Titolo: Gli interessi comuni
Autore: Vanni Santoni
Editore: Feltrinelli
Anno: 2008


  • Gli interessi in comune, di Vanni Santoni

Link Consigliati

Gli ultimi commenti

Commenta questo articolo

Nome: luidylia
Commento: gli interessi *in comune*


Dialoghi del silenzio - mostra personale di Pedro Zamora a cura di Massimiliano Bisazza
Città: Milano - Provincia: MI
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

Premio Letterario Nabokov e Premio Nabokov Racconti
Città: Lecce - Provincia: LE
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

“L’ultima Foglia Che Cade” il primo singolo di Federica Morrone
Città: Roma - Provincia: RM
dal: 03-04-2013 al: 01-01-2013

ArtExpo Barcelona 2
Città: Barcellona - Provincia:
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013