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''L'amore. Parole tra le dita''. La poetica di Andrea Buonaspeme

Cinzia Rosati - 07.04.2008 testo grande testo normale

Passioni, sentimenti, emozioni in una raccolta di versi che, con tratti leggeri, disegnano l'esistenza di un poeta alla sua prima pubblicazione, in cui l'amore per la scrittura si è legato anche ad un'iniziativa di solidarietà.

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Non cercherò altro che lo scintillìo dell'amore
tra le impervie dune di questo vivere
e non attraverserò altro che il pensiero libero
tra i giorni impavidi di questa triste esistenza.

L'amore in tutte le sue possibili sfaccettature è il tema portante della raccolta L'amore. Parole tra le dita di Andrea Buonaspeme. Un volume nato nel 2005 grazie all'iniziativa di un gruppo di amici che hanno voluto palesare l'abilità di Buonaspeme di tradurre in versi emozioni e sentimenti.
Realizzata con la collaborazione della Cooperativa "Il Ponte", la raccolta è stata concepita dall'autore come un'opera senza fini di lucro, i cui proventi sono stati destinati interamente alla Comunità Internazionale di Capodarco, che li ha impegnati presso un centro che assiste le persone disabili in Albania.
40 componimenti in cui tema portante l'amore: da quello travagliato e difficile vissuto per una donna a quello profondo e intimistico sentito per un familiare, da quello atavico per la propria terra a quello viscerale per i propri sogni e illusioni, frutto di speranze e di tormenti, che emergono dai versi e sembrano quasi materializzarsi.
Elemento ricorrente tra le righe dei componimenti è il mare di Martinsicuro, che raccoglie le emozioni dell'autore, le custodisce e si fa portavoce dei suoi stati d'animo e dei suoi pensieri, come un amico che in ogni momento di difficoltà è sempre pronto ad ascoltare.
Pagine bianche di "appunti" sono l'elemento ricorrente e caratteristico dell'intero volume, che nell'intento di Buonaspeme vogliono essere uno spazio per il lettore in cui lasciare i propri pensieri, le proprie idee e sensazioni dovute alla lettura dei versi: appunti, schizzi o disegni frutto della propria personale interpretazione. Una ufficializzazione, insomma, delle fitte note - o disegni - a margine delle pagine che spesso si lasciano in un libro nel corso della lettura e un invito dell'autore ad andare oltre le parole delle poesie per cercarne altre dentro se stessi e manifestarle in libertà.
L'amore per la propria terrà, culla di ogni individuo, si palesa immediatamente attraverso il primo componimento dell'opera, dedicato proprio a Martinsicuro:


Questa terra

Mi hanno dato un mare
affinché potessi sognare,
questo mare.

Mi hanno dato una terra
affinché ogni sogno si potesse realizzare,
questa terra.

A componimenti in cui rivivono travagliate storie d'amore e momenti di vita vissuta in giro per il mondo, si alternano poesie più malinconiche: i ricordi d'infanzia, l'amore per un felice tempo passato che si contrappone ad un più incerto presente e futuro trovano un eccelsa rappresentazione ne "L'incapace", dove versi e prosa si alternano e si completano vicendevolmente, mentre il senso di vuoto e di smarrimento corrono lungo i versi di Sperato di:

In un eterno silenzio
tra le onde del mare
dietro gli sguardi del vento
fra le stelle del cielo
e i ricordi del sole

in una giornata triste
con i sentieri impotenti
e le spade dentro i foderi
le mani congiunte
e gli occhi abbassati

in un profondo abisso
dove luce non arriva
dove voci non penetrano
dove il calore si perde
e le speranze non si guardano

in un passare lento del giorno
dove tutto sembra sfuggire
dove le paure si siedono
dove il declino si adagia
e le tue vene non battono più

in un camminare ingenuo
tra le piante del tuo lungomare
tra i ricordi del giorno che fu
dietro i tuoi spazi
e dentro le solite credenze
mi ritrovo solo a non conoscere il mio mondo.



L'amore. Parole tra le dita è una raccolta estremamente intimistica, nella quale Buonaspeme descrive sapientemente i meandri della propria anima, mette a fuoco emozioni e sentimenti che nascono dalle situazioni più diverse, che si generano da passioni spesso contrastanti fra loro, da situazioni reali, siano esse quotidiane o occasionali, ma che sono lo spunto per un'nalisi introspettiva che spesso sfocia in una vena di malinconia per la constatazione della propria fragilità e dell'estrema difficoltà nel poter cambiare le cose.


E' come non riconoscere più il giorno

...è come non riconoscere più il giorno
tra le righe del tempo
come se tutto iniziasse a svanire
e la scadenza dei sogni non ricordi più luce

è come non riconoscere più alcuna gioia
dentro lo scorrere degli attimi
come se tutto si fosse spento già da tempo
e il ricordo dei sogni non affiori più

è come non lasciarsi più andare
non averne voglia
non sentirne più la forza

è come chinarsi lentamente
abbandonarsi alla semplicità delle cose normali
e non avere più spirito
e non avere più reattività

non saltiamo più
non voliamo più
non ci innamoriamo più dell'impossibile
perché non abbiamo più sangue caldo dentro le vene
e i giorni diventano tristi...



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» Martin Sicuro


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