Silvia Greco - 18.03.2008

Nel suo ultimo romanzo, Il coperchio del mare, Banana Yoshimoto si conferma scrittrice dei sentimenti.
Nell'affrontare il tema della solitudine, dell'arrivismo sociale e dell'amicizia, la Yoshimoto indaga l'animo umano con il pudore e la delicatezza che da sempre la contraddistinguino, risultando una narratrice piacevole da leggere e...da ricordare.
"Alla fine dell'estate chi è stato l'ultimo a uscire dal mare?
L'ultimo è tornato a casa senza chiudere il coperchio del mare
E da allora per tutto questo tempo il mare è rimasto scoperchiato
I ciliegi, le dalie, le creste di gallo
I girasoli, le margherite e i papaveri
Perché continuano a fiorire
Ancora e ancora
In questo mondo senza te?"
L'ultimo romanzo di Banana Yoshimoto, Il coperchio del mare, comincia con le strofe di una canzone, una litania, una specie di mantra che ci accompagna attraverso tutto il libro mentre assistiamo alla nascita di un'amicizia, alla costruzione di un piccolo sogno, alla caparbietà di una ragazza che affronta un dolore con dignità e dolcezza.
Ci sono momenti nella vita di ognuno di noi in cui nulla è più importante della vicinanza di un amico. Ci sono momenti in cui le parole non bastano e neanche l'affetto di chi ci è stato sempre vicino aiuta a lenire le deformità del nostro spirito dopo una perdita. Il coperchio del mare parla proprio di questo: dell'importanza che può rivestire uno sconosciuto capitato per caso nella nostra vita in un momento difficile.
Hajime è rimasta sfigurata dalle ustioni provocate da un incendio avvenuto a casa sua quando era piccola. La nonna per difenderla l'ha chiusa in un abbraccio avvolgente. Adesso però la nonna è morta e i genitori di Hajime decidono di mandarla a trascorrere le vacanze al mare dalla famiglia di Mari.
Mari ha da poco terminato gli studi all'Accademia di Belle Arti, ma ha deciso di tornare al paese della sua infanzia dove ha aperto un piccolo chiosco di granite, la sua più grande passione.
L'amicizia tra le due protagoniste nasce lentamente, con delicatezza, scandita dalle onde del mare, da una natura solenne e selvaggia in un paesino decadente, che per la corsa al benessere ha dimenticato le piccole bellezze che solo una città a ridosso sul mare può avere.
Banana Yoshimoto si conferma anche in quest'ultimo lavoro, come la scrittrice dei sentimenti, delle emozioni semplici...
La sua aggettivazione, le metafore, hanno il compito, assolto con perizia, di indagare l'animo umano con discrezione e pudore. In questo romanzo, l'autrice giapponese affronta con semplicità genuina il tema della solitudine, della sensazione di abbandono che ci assale quando perdiamo una persona cara, di quanto può essere importante entrare di notte all'improvviso in camera di una persona che piange e costringerla con la semplice presenza a distrarsi e a condividere il dolore per qualche minuto.
Il coperchio del mare sembra voler ricordare ad ognuno di noi, non solo che la vita continua anche dopo una grande sofferenza, ma che anche il dolore va cullato, compreso, vissuto, che bisogna aver il coraggio di abbandonarvisi come si fa con le onde del mare, con circospezione e paura ma anche con voluttà.
Titolo: Il coperchio del mare
Autore: Banana Yoshimoto
Traduzione: A. G. Gerevini
Editore: Feltrinelli
Anno: 2007
Versione stampabile
Commenta questo articolo