Luca Pantanetti - 08.10.2007

Una realtà magica quella descritta da Elena Torre nel suo ultimo libro. Una magia in cui chiunque può imbattersi semplicemente vivendo la propria vita e aprendosi a esperienze "quotidiane" e uniche insieme.
È un mondo di magia quello descritto da Elena Torre. Una magia terrena, odierna, quotidiana, che non si esercita in affascinanti mondi paralleli, ma proprio nel nostro. La vita nasconde momenti pieni di mistero e fascino quando è possibile squarciare il velo della routine e del "solito" per aprirci ad esperienze uniche e inimmaginabili, che rimarranno per sempre ancorate in fondo al nostro essere.
Al largo di strane convinzioni è il secondo libro della scrittrice viareggina Elena Torre, ed è una raccolta di racconti disposti in un impianto narrativo che segue le ore canoniche della preghiera di un monaco. Si comincia con il "Mattutino", e si prosegue con l'"Hora Prima", l'"Hora Terza", l'"Hora Sesta", l'"Hora Nona", per concludersi con i "Vespri" e l'"Angelus" (o "Compieta"). A ogni momento di questa giornata immaginaria corrispondono quelli della vita dell'uomo, e quindi abbiamo i racconti della nascita (Mattutino), dell'infanzia, dell'adolescenza, dell'età adulta e della vecchiaia. Il ciclo si conclude poi con i racconti della Metafisica (Vespri) e dell'Oblio e rinascita (Angelus), che rimandano direttamente al momento iniziale con una storia inaspettata.
Il libro è stato definito dall'autrice, nel corso della sua presentazione a Marina di Campofilone (AP), come un ringraziamento alla Creazione. La Torre dice di credere in Dio (...ma non quello dei cattolici); ma soprattutto di credere nelle persone. È convinta che la vita sia un dono, e allora nei suoi racconti parla non di esperienze avulse dalla nostra realtà, ma di esperienze che si possono vivere, che qualcuno, probabilmente, ha realmente vissuto nel corso del suo cammino su questa Terra.
Si va dalle audaci esplorazioni del bambino alle prime esperienze sessuali vissute dall'adolescente, dalla noia del vivere che coglie certe persone di mezz'età alla nostalgia che dei semplici oggetti possono suscitare in anziani pensionati che credono di essere ormai lontani dalla "vita vera".
Ma i temi trattati sono molteplici, così come molteplici sono le esperienze che possono essere vissute da persone diverse. La Torre affronta allora argomenti "pungenti", come il lavoro minorile, l'anoressia, la droga, l'amore disatteso, la solitudine e la decadenza senile. Tra i racconti della Metafisica da segnalare quello dedicato a una famosa scrittrice dei primi del Novecento (una delle più amate dall'autrice, ma preferiamo non rivelare quale), sulla cui vita viene fornita un'introspezione audace ed evocativa.
La prosa è immediata, "semplice ma non banale", con metafore ardite ma di sicuro impatto visivo ed emotivo. Ogni racconto, che può essere letto nel volger di pochissimi minuti, colpisce il lettore con un tocco lieve, che pure tarda ad allontanarsi una volta girato pagina: segno che qualche corda interiore è stata toccata, qualche riflessione è scaturita o sta per scaturire.
Nell'immagine:
la scrittrice Elena Torre
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