Giovani illustratori: intervista a Philip Giordano

Davide Calì - 27.02.2007 testo grande testo normale

Tags: giovani illustratori, illustrazione, philip giornado, mamma chi sono io

Philip Giordano è nato a Savona nel 1980. Ha studiato animazione a Torino dove al momento divide con un gruppo di amici un appartamento sul lungo Po. Di recente ho recensito Mamma chi sono io?, pubblicato dalla Zoolibri. Un mese fa ci siamo incontrati a Torino per un tè e ne ho approfittato per farmi raccontare qualcosa di lui.

Philip Giordano è nato a Savona nel 1980. Ha studiato animazione a Torino dove al momento divide con un gruppo di amici un appartamento sul lungo Po. Di recente ho recensito Mamma chi sono io?, pubblicato dalla Zoolibri. Un mese fa ci siamo incontrati a Torino per un tè e ne ho approfittato per farmi raccontare qualcosa di lui.

La prima volta che ho visto i tuoi disegni è stato quando sei stato selezionato dalla Mostra degli Illustratori della Fiera di Bologna del 2004. Da allora cosa hai fatto di bello?
Ho pubblicato un libro per la Hodder Children's Book di Londra e uno per la Zoolibri di Reggio Emilia, sono stato selezionato ad una mostra in Francia e ho iniziato un corso di yoga per non farmi prendere dal panico quando sono senza lavoro…

So che l'esperienza del tuo primo libro è stata un po' traumatica. Vuoi raccontarci come è andata?
Si non è stato facile. La Hodder ha notato i miei disegni sul catalogo di Bologna e mi ha chiesto di fare delle tavole di prova per un libro. E' andata bene e ho preso il lavoro ma ho avuto molte difficoltà perché si trattava del primo libro e avevo eccessivamente paura di deludere l'editore e di non essere all'altezza.
Ho fatto molta fatica e rifatto più volte molte tavole modificandole mille volte. Alla fine nonostante tutto il libro è stato pubblicato, l'editore è contento e da poco sono uscite la versione portoghese e coreana.

Mamma chi sono io? è il tuo secondo album, il primo italiano. Il tuo stile di disegno è cambiato sia rispetto al libro inglese sia rispetto alle tavole selezionate a Bologna. Vuoi raccontarci qualcosa a questo proposito?
Sì, diciamo che potrebbe essere un a via di mezzo tra le rane con le quali ero stato selezionato alla Mostra degli Illustratori di Bologna e libro inglese. In più in Mamma chi sono io? ho approfondito l'uso della matita al tratto su fondi colorati.

Ci racconti qualcosa della tua tecnica? So che è piuttosto elaborata.
In questo periodo uso molto la matita-grafite e il collage: con questa tecnica sono stato selezionato alla mostra Figure Future del salon livre-presse-jeunesse di Montreuil.
E' una tecnica che mi da molte soddisfazione forse più immediata e divertente rispetto all'uso del solo acrilico, tecnica per me molto più laboriosa e a volte noiosa: si tratta di stendere strati su strati di acrilico di diverse tonalità e aspettare ogni volta che il colori asciughi, è un processo infinito!

Philip ci racconta delle sue origini, dello studio grafico in cui lavora, di Torino, la sua città, mamma anche della sua voglia di andare via.

Al momento lavori in uno studio grafico con altri amici. A cosa vi dedicate di solito?
Realizziamo sorpresine per la Kinder: è un lavoro molto divertente, spero sia una collaborazione duratura.

C'è qualcosa che puoi anticipare ai collezionisti sulle nuove serie?
Le prossime usciranno tra poco, penso in primavera, ma mi è stato proibito severamente di fare anticipazioni!

Mi incuriosiscono molto le tue origini miste: mamma filippina, papà svizzero, tu sei nato in Italia. Come convivono queste diverse origini in famiglia e come hanno condizionato la tua cultura, il tuo modo di essere?
Penso che all'inizio, da piccolo, mi abbiamo creato un po' di problemi. Non è facile, ti rendi conto veramente che una parte di te è diversa da ciò che ti circonda. Forse da bambino qualche volta ho desiderato avere genitori italiani che cucinassero spaghetti tutti i giorni e non sempre riso! Solo adesso inizio ad apprezzare davvero le mie origini miste, mi ritengo molto fortunato.

Che genere di città è Torino? Ti piace starci? Ultimamente tutti quelli con cui parlo vorrebbero lasciare la città in cui vivono (me compreso) e cambiare aria, possibilmente trasferirsi all'estero. E tu?
Io vorrei tanto partire, un mio amico il prossimo anno si trasferirà in Giappone e mi ha chiesto di andare con lui… ci sto pensando.
Torino comunque è una bella città vivibile perchè non troppo grande e caotica. Sono fortunato perché vivo lungo il po' e posso fare passeggiate lontano dai rumori, ma avrei voglia di cambiare. A volte ho come l'impressione che qua sia tutto fermo immobile e che le novità in città vengano percepite e assimilate sempre con qualche anno di ritardo.



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