Malati d'Ikea?

Silvia Pellegrini - 29.01.2007 testo grande testo normale

Tags: ikea, soffro, d'ikea

Ecco l'antidoto contro l'Ikea-dipendenza: da leggere per liberarsi dal bisogno di andarci ogni weekend, per capire meglio un colosso dell'economia e, perché no, per difersi dalle sue tentazioni...

Sintomi inconfondibili, diagnosi semplice: con il mal d'Ikea non si può sbagliare.
Senti un'irresistibile attrazione per il giallo ed il blu, specialmente se abbinati? Ti rechi periodicamente da solo o in compagnia all'Ikea? Vieni colto da un'indefinibile e irresistibile voglia di andare a fare un giro da Ikea, anche senza scopo preciso? Sai cos'è Vaslo? Quali piatti puoi gustare al bar? Hai mai assaggiato i biscotti che si trovano in prossimità delle casse?
Se hai risposto di sì a meno di tre domande, sei un portatore sano. Se le tue risposte positive sono più di tre, sei un Ikea-dipendente e, molto probabilmente, hai appena accantonato il catalogo 2007.
Nata nel 1943 dal genio imprenditoriale di Ingvar Kamprad, Ikea oggi è un colosso mondiale dell'arredamento. Prima di creare il suo impero, pare che il signor Kamprad girasse in bicicletta vendendo fiammiferi; i suoi primi guadagni furono reinvestiti estendendo il suo giro d'affari al commercio di pesce, decorazioni natalizie e oggettistica varia fino a diventare un grossista factotum.
Con il tempo, gli ordini si fecero così numerosi che egli dovette permettere ai suoi stessi clienti di toccare con mano e acquistare direttamente ciò di cui erano in cerca: vide così la luce il primo megastore Ikea.
Oggi Ikea è presente in almeno in 29 paesi e, in particolar modo, nelle case degli abitanti di queste nazioni, addirittura con gli stessi mobili! Ikea e il suo life style sono un perfetto esempio di globalizzazione: basti pensare che il catalogo Ikea supera di vari milioni di copie la tiratura della Bibbia – che sia un segno?
Per conoscere o guarire da questa malattia, il libro Soffro d'Ikea è un'utilissima guida. Il formato è tascabile e accattivante, anche se dalle misure inusuali: chissà che non sia stato pensato per chi, già intossicato d'Ikea, vuole portarselo dietro per riguadagnarsi la libertà.
I saggi contenuti nel libro analizzano i vari aspetti che Ikea contamina con i suoi prodotti: il primo tratta il disturbo Ikea e la sua sintomatologia, segue una breve storia del creatore del marchio, un'inchiesta sui reali bisogni dei consumatori e le loro opinioni e alcune argute illustrazioni di Héctor Navarrete. Nella sezione InchiestIkea, intolre, c'è un'attenta e impedibile analisi del prodotto medio di Ikea da parte di una artigiano italiano del legno.
Il testo si chiude con un interessante spaccato di Ikea contro l'identità nazionale italiana e alcune indicazioni bibliografiche di testi o siti internet dedicati – è curiosamente alto il numero di questi ultimi!
Nonostante i toni siano piuttosto vivaci, Soffro d'Ikea non è CONTRO Ikea: l'indagine degli autori è molto sottile e mira a combatterne l'abuso. Alcuni provocatori esempi sono gli acquisti superflui, le intere famiglie che campeggiano nei centri commerciali e, il più eclatante, le reazioni dei bambini dinanzi ad un oggetto identico ad uno di loro proprietà. Il bambino, illuso di avere un oggetto unico, è ignaro della sua riproducibilità e lo ricerca come proprio, mosso da una sorta di imprinting.
Per contro, è difficile biasimare coloro che scelgono Ikea: come spiegano sia alcuni acquirenti sia il falegname interpellato, Ikea offre mobili mediocri a buon prezzo ed è l'ideale per chi cerca soluzioni provvisorie, specialmente per i bambini.
Il giudizio sull'Ikea tentacolare cambia se si analizzano gli altri fattori in gioco, come dimostrano i saggi contenuti nel libro con i dati alla mano: da dove viene il legno utilizzato? Quali sono le condizioni di lavoro delle persone che producono i mobili? Non è forse vero che andare da Ikea significa ricevere migliaia di inviti al consumismo più sfrenato? Perché Ikea mira a soddisfare la fame di consumo dei bambini? E tale brama è reale o è suscitata nei genitori? La sorpresa è proprio qui: dietro ai mobili colorati e minimalisti, c'è lo sfruttamento dell'ambiente e del lavoratore in nome di una omologazione di massa.
Se è impossibile riproporre di rivolgere i propri acquisti ai piccoli artigiani, non è fantascientifico pensare di trovare una giusta sobrietà, raggiungibile dopo la scoperta del vero volto di Ikea svelato da questo libro.

Titolo: Soffro d'Ikea
Autore: Erik Gunnar Trjo [pseudonimo di Aldo Sciacca, Daniele Titta e altri]
Prezzo: € 12,00
171 p. ; 15 x 21cm
Editore: Le conte


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