Tutto pronto per i quattro giorni del Festival della Letteratura: cambiamento e sempre più qualità

Stefano Fornaro - 09.06.2015 testo grande testo normale

Tags: #letmifest, festival, letteratura, milano

In accordo con il direttore artistico del Festival, Milton Fernandez, Christiana Zamparo ci ha rilasciato un'intervista esclusiva prima delle quattro giornate di apertura, dedicate ai "Diritti storti". Ecco la presentazione delle tematiche principali dell'organizzazione culturale.

Non più 170 eventi di alto livello culturale, come disse lo scorso anno Milton Fernandez, ma numerosi eventi scanditi nell'arco di tutto l'anno solare.
Infatti già da marzo il Festival della letteratura di Milano ha presentato alcuni eventi di alto livello, fra i quali "Donne pazze" (dedicato alla festa della donna), "En el umbral de la primavera – pesaren udaberria" (per celebrare la giornata mondiale della poesia), "El nost Milan", la presentazione del libro "Partita Doppia" di Maurilio Riva e la jam session poetica di "Parola nel mondo".

Concentriamoci ora sulle intense quattro giornate del Festival dedite al nucleo tematico dei diritti negati agli uomini.
Così il cuore del festival è tutto collocato nello spazio vasto e colorato della Biblioteca di Chiesa rossa, perché questa scelta?

Innanzitutto, perché, in questo modo per il resto delle giornate gli altri spazi verranno utilizzati per altre novità culturali come già accaduto a marzo e novembre e così la biblioteca sarà sfruttata per questa quattro giorni sui diritti.
Abbiamo cambiato la formula con un titolo ben delineato e abbiamo preferito localizzare in un punto unico anche la fiera dedicata alla piccola editoria. Diciamo per cambiare e allo stesso modo per aver un maggior controllo delle iniziative e riuscire a farci conoscere meglio, così da estendere e migliorare anche la comunicazione. Oltre a ciò c'è la possibilità di un festival diffuso in una bella location e di avere le possibilità di partecipare tutti i giorni anche personalmente. La dispersione un po' creava smarrimento e non consentiva di poter seguire dal vivo tutto. Invece in questo modo si potrà seguire personalmente una serie di eventi l'uno attaccato all'altro: uno viene alle 17-18 e poi può andarsene per le 22 e aver l'occasione di vivere il tutto in una tranche unica.

Dunque non rinneghi la scelta del biennio precedente?
Assolutamente no, ma adesso cambiamo, perché ci interessava provare questa formula.

Quindi nessuna indisponenza da parte delle istituzioni?
Premettiamo che Il comune non è mai stato disponibile più di tanto. Ad ogni modo noi non abbiamo chiesto nulla quest'anno, perché in parte gli spazi sono da usare per l'Expo e in parte perché non ci servivano.

Una scelta dettata anche dalle difficoltà di muoversi in più parti a Milano, specie per chi venisse da fuori, editori, scrittori e pubblico?
Non tanto, alla fine, le persone riuscivano ad organizzarsi. Credo che sia giusto seguire un po' tutto e gli eventi sono tutti lì, si possono seguire.

Non si corre il rischio di perdere la particolarità di spazi come il retro caratteristico del Didabar, in via Cardinal Federico, angolo via Torino?
Guarda sicuramente ci sarà una possibilità di organizzare presso questi luoghi nei mesi estivi, come luglio o agosto o fino al periodo fine expo.
Infatti una delle novità di questo Festival sarà che si andrà ben oltre giugno e si cercherà di coinvolgere il mondo della cultura anche nel periodo estivo, sfruttando la scia dell'Expo.

E che fine faranno eventi come "Milano in bionda"?
A parte il fatto che l'organizzatore Roversi è impegnato e non era pensabile organizzare con lui al momento. Poi, abbiamo scelto un'alternativa per cui durante "La furia dei libri", alcuni autori dei "Fratelli Frilli", che è questa casa editrice genovese che propone gialli molto belli e fatti molto bene, potranno presentare i loro romanzi. Poi ci riproporremo più avanti con Eclissi, i cui gialli sono fantastici.
C'è l'idea di far qualcosa in luglio e agosto, come l'evento del 14 luglio di un libro scritto in carcere nel carcere di Opera. Ad agosto si vedrà se si potrà fare qualcosa, per il fattore trainante di expo estivo.

Magari si potrebbe rivolgere all'attenzione ad artisti e scrittori di lingua inglese o altro? Pur rispettando il tema centrale?
Premesso che il tema fissato non è obbligatorio tutto l'anno. L'idea era diritti storti per questi solo per questi giorni, poi durante l'anno l'attenzione s'è spostata e si orienterà anche verso altre aree di interesse.

Perché "diritti storti"? Noi abbiamo da sempre rivolto particolare attenzione nei confronti del sociale e poi cosa c'è di più fondamentale dei diritti calpestati. Noi ne abbiamo scelti cinque, ma ce ne sarebbero mille. Questi sono quelli che stanno più a cuore e abbiamo scelto di collaborare con associazioni quali Emergency e Amnesty, che si occupano di problematiche che toccano noi come persone. E' giusto difendere le categorie sociali deboli, destituite dei loro diritti. Queste tematiche le abbiamo sempre tirate fuori anche negli eventi precedenti.

Si può parlare di uno strumento che possa modificare l'idea o l'ignoranza del popolo influenzato da con atteggiamenti e pensieri indotti dalla politica?
Fare cultura serve a cambiare la società, anzi ne un principale modo. Poniamo il caso che, un sostenitore della Lega Nord, passi di lì, butti un occhio e ascolti, magari coglie quei dettagli che sfuggono all'opinione pubblica e magari chissà...
Le tematiche scelte sono importanti per noi e per chi si troverà lì. Ai nostri ritrovi si può ascoltare storie di migranti, sentirle recitare a voce o sentire racconti di viaggi disumani. È un modo per annullare lo slogan principe della campagna politica: adesso arrivano, e ci rubano il lavoro.Noi raccontiamo storie e speriamo che i giudizi cambino sulle persone. Per noi è importante tutto questo.

Possiamo dire che si sta passando da un festival a un movimento culturale e artistico vero e proprio?
E' da qualche anno che una serie di persone si uniscono e combattono in una direzione univoca. Continueremo a lavorare sul territorio e impegnarci come sempre abbiamo fatto.

Quali sono le differenze fra la "Furia dei libri" e il Salone della piccola editoria?
Il primo cambiamento è lo spazio dato agli editori per fare presentazioni fuori dal normale. Ad esempio ci sarà il cabarettista Brivio, che collaborava tempi fa con Nanni Svampa ed è presentato da Meravigli Edizioni. Poi c'è il microfono aperto di poeti sulla scia di "Parole nel Mondo" e spazio per chi vorrà essere creativo.Insomma se vorranno sbizzarrirsi, potranno farlo.

Forse maggiore interesse verso il libro? Una veste creativa e l'idea di coinvolgere editori e lettori stessi. Da alcune critiche rivolte al Salone della Piccola Editoria si evidenziava la mancanza di pubblicità e di conoscenza. Qualcuno aveva sottolineato l'assurdità di orari d'apertura alla mattina alle 10 per esempio.
Come detto prima i fondi sono pochi. Anzi quasi nulli. Il motivo è risaputo: la pubblicità costa. Noi cerchiamo di fare il possibile con la comunicazione social, via mail e di semplice volantinaggio, ma non sempre riusciamo a far sapere a un pubblico di lettori vasto come quello milanese, che c'è un'esposizione di libri. Posso comprendere il rammarico di questi editori e infatti non ci permettiamo di chieder loro chissà quali quote per poter mostrare le loro collane. E' una critica che si può sentire anche fra i banchi della fiera di Chiari, sebbene qui l'organizzatrice sia brava e abbia maggior esperienza. C'è da aggiungere che non siamo simpatici all'opinione pubblica, perché non ci genuflettiamo. Sì Noi del Festival, a conclusione della manifestazione abbiamo discusso sui risultati e le difficoltà, ma non ci siamo certamente soffermati sull'orario, è ridicolo.

Ridurre le presentazioni degli autori può contribuire a concentrarsi con maggior attenzione ai singoli autori e non alla complessità dell'esposizione?
Assolutamente sì, può convogliare l'attenzione.

Come mai la stampa locale e i siti di webnews parlano poco del Festival a dispetto di un anno fa?
Quest'anno la comunicazione è minore e non dimentichiamo che quest'anno c'è un mondo di cose correlate all'Expo. Per cui la stampa milanese e locale dà maggior importanza ad altri eventi.

Il fatto che una location come l'ex fornace a ridosso dei navigli potesse creare interesse nei passanti e muovere in loro l'interesse? La Chiesa Rossa riuscirà a creare lo stesso effetto?
La Chiesa Rossa ha un buon pubblico di base, pubblico della zona e soprattutto speriamo di avere un nostro pubblico. Poi ci sono quelli che passano per il parco, portano i figli a giocare e sicuramente passeranno a trovarci.
Speriamo che funzioni e l'impegno c'è stato. Sicuramente ci saranno delle cose interessanti in tutte le giornate.

Potrebbe influenzare negativamente la mancanza di reading o spazi di letture dedicate ai grandi della letteratura classica e moderna?
Un evento sulla letteratura sacra c'è e non c'è bocciatura alcuna, soltanto una proposta differente! Nuova formula, senza nessuna rinnegazione.

I numeri del biennio del festival come possono essere stimati?
In realtà io ho fatto una stima del festival del 2013, ma non contano i numeri. I report si possono fare, ma sono sterili. Si dà maggiore attenzione alla qualità dell'evento. Forse per la comunicazione incidono e altrettanto i numeri dei social, ma cosa dicono dell'aspetto qualitativo?
Ci vuole un attimo per prendere e radunare in piazza Duomo un vasto pubblico, ma che qualità c'è? Uno dei nostri eventi vale più dei numerosi eventi nati da talk show o dalle trasmissioni in televisione.
Se fossimo legati a un pubblico pagante allora sì si pone la necessità di rivendere il festival con i numeri, ma qua la questione è qualitativa.

Quali son secondo te gli eventi più interessanti?
Non faccio una lista di priorità, perché sarebbe sbagliato nei confronti degli altri incontri.
Personalmente mi hanno colpito quello di venerdì alle 20:45, quando sarà presente Karl Louis Guillen, il ragazzo scrittore del Tritacarne, laddove parla della sua condanna a morte sfiorata in Arizona e dell'esperienza carceraria.
Poi c'è sabato "La scuola e gli adolescenti": prove di comunicazione. E' collegato al diritto alla cultura e all'istruzione. Con Francesco Dell'Oro, che medita sulle vicende della scuola e sul rapporto adolescenti-scuola. In particolare sui ragazzi che smettono di studiare perché non sanno cosa cercano o il percorso scolastico non dà loro idee chiare. Ci saranno lui con dei ragazzi e un dirigente scolastico. E' un tentativo di andare a fondo su ciò che funziona e non funziona nel mondo scolastico. Si ascolteranno le varie parti in causa fuori dalla semplice polemica della riforma.
Poi domenica sarà la giornata dedicata alle donne e ci sono eventi in collaborazione con l'Associazione Soccorso Rosa e poi con @uxilia ONLUS, organizzazione non lucrativa. In quest'occasione una ragazza, Silvia Moro presenterà un progetto in collaborazione con l'associazione Soccorso Rosa, legato alla Bosnia dopo la guerra.
Lei e Manlia Bianchi hanno tessuto coperte variopinte, fra cui una a forma di utero gigante, creata con sacchetti di plastica intrecciati, un mega utero cucito dalle donne incontrate per strada o lungo il percorso nel paese balcanico.
Poi il primo giorno riproporrà il tema resistenza fra documentari e libri, con chiusura finale del coro dell'ANPI di Crescenzago.
Dopo due anni torna lo spettacolo Viola per Enza, realizzato dall'Associazione Zeronlus e dalla Casa della Poesia di Monza. Per chi nel 2013 se lo fosse perso, c'è l'occasione di conoscere una serie di donne che con il loro coraggio hanno fatto la storia dei popoli.
Non dimentichiamo la giornata con Emergency in Viaggio Italiano Emergency Programma Italia e la presentazione-spettacolo Il coraggio e la ragione, per conoscere la realtà sull'Amazzonia.
A seguire uno degli spettacoli curati da me Sotto il cielo di Lampedusa. Qui assisteremo a letture di poesie sofferenti, di realtà strazianti. Il ricavato delle vendite peraltro andrà a delle associazioni; lo scorso anno era un'associazione eritrea, Eritrean Youth Solidarity for National Salvation.

Cosa ti aspetti da questi 4 giorni?
Mi aspetto come al solito una grande qualità degli eventi e un ulteriore crescita con altre persone, che li incontri finalizzino nuovi progetti o fare passi avanti, allargare la comunità. Passo per un ingrandimento sempre maggiore.

Altre parole non servono, facciamo solo un augurio a tutto lo staff del Festival e a tutti i suoi partecipanti perché la cultura anche quest'anno sortisca il suo effetto pedagogico-sociale positivo.

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