Si accendono le luci di Domenico David
Di: Claudia Esposito
Data: 04.11.2008
Argomento: Arte contemporanea - pittura


Il cinquantacinquenne catanzarese, docente di pittura dell'Accademia di Brera Domenico David, presenta nei locali della galleria Vulcanoarte (Caivano-Napoli), i frutti della sua ultima produzione artistica: . Dal titolo sembrerebbe affrontare temi scottanti, inafferabili, insiti in un substrato territoriale completamente da esplorare. Suggerirebbe l’imbattersi nel tema della revisione di ciò che non emerge immediatamente in superficie, osservando una metropoli in movimento, in fermento, in continuo fare. Ma non è assolutamente così, David è un pittore che indaga tutt’altri aspetti. E la sorpresa non lascia spazio a delusioni, la realtà supera l’immaginazione. Infatti, questa personale, mostra dei lavori paragonabili a scatti fotografici notturni, in cui il soggetto indiscutibilmente protagonista è la luce, che illumina forme geometriche raffiguranti principalmente edifici avvolti nel buio.
David, nonostante l’oscurità di cui è caratterizzata la vita, intesa come insieme di persone, circostanze, momenti, emozioni vissute, cerca sempre di fare chiarezza, di dare spunti di riflessione su quelli che possono essere i bagliori di luce che ci guidano nell’incertezza delle tenebre che ci circondano. Oltretutto sostiene che non potrbbero esserci paesaggi notturni senza l’ausilio della luce artificiale che permetta all’occhio umano di percepirli. E’ vero, l’uomo nonostante la propria autosufficienza dei pensieri e dei gesti, necessita in determinate condizioni, di ausili esterni al proprio essere, al suo io, per ottenere una visione più chiara e definita degli eventi. L’artista da sempre ha agito con quest’intento, lo dimostrano suoi precedenti lavori come "Va' pensiero - Arte italiana 1984/996" (a cura di Edoardo di Mauro), in cui è rappresentato il tentativo intrapreso di fare chiarezza, dal punto di vista sia filologico, che della fenomenologia degli eventi, sul periodo di riferimento (al titolo dell’opera) dell'arte italiana.
Anche per questo la sua pittura è definita ontologica, cioè incentrata sullo studio dell’essere, dei suoi caratteri introspettivi e pone le basi per ricondurre ad una domanda che collega tra loro soggetto ed oggetto ed il rapporto che li unisce, cioè l’interrelazione che si crea tra l’io e il mondo. Dato che l’essere è costituito da una serie fondamentali di categorie, qual è l’elemento che le caratterizza e che permette la connessione con tutto ciò che è al di fuori del proprio io?
Di certo David non avrà la risposta a tutte le domande, è un pittore, non un indovino. Eppur completamente paragonabile ad un filosofo, sicuro riguardo al punto di vista da esprimere rispetto alle proprie convinzioni. Ed il suo è un pensiero che nasce e si sviluppa a partire dagli anni ottanta, operando insieme a tanti altri protagonisti della scena emergente milanese e torinese (come Galliani, Lodola, Arcangeli). Si è reso disponibile e partecipe alla creazione di lavori collettivi (Palazzo del Tessile 2007 Los Angeles, Museo d’Arte Moderna 2007 Pechino), senza trascurare le diverse personali come quelle di Torino alla Fusion Gallery, Chiasso alla Galleria Folini, Innsbruck alla Galerie Bertrand Kass e MiArt 2008 con la Galleria Antonio Battaglia.

“Vulcano Arte” (Via Matteotti, 37/a) a Caivano (Napoli) presenta la personale “Astratto metropolitano”, di Domenico David a cura di Alessandra Redaelli. La mostra rimarrà aperta fino al prossimo 24 novembre.
Orari: lunedì-venerdì ore 17.30-20. Sabato su appuntamento.




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