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Chitarra battente

Francesco Rizza - 27.04.2005

Nel Marchesato crotonese, per fortuna negli ultimi anni, sono numerose le iniziative dedicate alla rivalutazione ed alla riscoperta della musica etnica e popolare. Tracce di quest'impegno è possibile trovarle nella grande rete due siti che segnaliamo ai lettori di Whipart.it . Il primo è www.liuteriaetnica.it. La scoperta che si fa' visitandolo è che, ancora nell'età dell'avanzamento delle tecnologie, esistono degli artigiani che continuano a costruire strumenti musicali secondo l'antica tradizione artigianale calabrese. L'altro sito che, secondo noi, merita una visita è www.hantura.it in cui è possibile apprezzare e conoscere le note di un gruppo musicale emergente, quello degli "Hantura" appunto, da quasi un decennio impegnato nella riscoperta e nella rivalutazione della musica popolare calabrese e del Crotonese in particolare.
"Trait d'union" fra i due siti l'importanza riconosciuta alla chitarra battente, strumento principe della musica popolare calabrese. Si tratta di uno strumento conosciuto in Calabria fin dal XVII secolo divenuto uno degli strumenti della tradizione musicale calabrese che è stato riscoperto, diffuso ed utilizzato da chi ha fatto della valorizzazione della musica popolare lo scopo della propria carriera musicale.
Un esempio fra questi cantanti e cantautori è quello di Eugenio Bennato che, nei propri concerti, ama accompagnarsi proprio con questo strumento e che nel complesso degli "Hantura" ha alcuni dei propri collaboratori calabresi più apprezzati all'interno del progetto "Taranta pawer".
"La cassa è lavorata a doghe di noce o castagno intercalate da sottili listelli di legni chiari. Il piano- spiegano Antonello Ricci e Roberta Tucci nel saggio dedicato agli "Strumenti musicali popolari in Calabria" descrivendo lo stesso strumento musicale - armonico di abete è piegato inferiormente ed è decorato con diversi motivi dipinti. La buca è coperta da una rosetta cilindrica di cartoncino colorato al centro della quale emerge un fiorellino di carta. Sulla tastiera di palissandro, o anche direttamente sul manico, sono infisse 9 barrette metalliche e un capotasto di legno". A differenza delle chitarre classiche che montano 6 corde, quella battente ne monta solo 4 corde tutte uguali e con un diametro massimo di 25 mm alcuni delle quali, alle volte, sono raddoppiate.
Una quinta corda, non sempre montata sulle chitarre battenti, è detta "scordino" ed è tirata da un pirolo che buca la tastiera fra la VI e la VII barretta. A cosa è dovuto il nome della gli studiosi Ricci e Tucci secondo che "la mano destra struscia con le dita il telo delle corde e contemporaneamente sfrega e colpisce il piano armonico creando un doppio effetto armonico-percussivo di particolare efficacia. Un movimento a ruota della mano destra, permette di realizzare le terzine. La mano sinistra esegue gli accordi sulle prime tre corde. La quarta corda non viene mai tastata e funge da bordone di dominante che, in presenza dello scordino, è raddoppiato all'ottava superiore".
Per chi intende perfezionarsi nella costruzione della chitarra battente segnaliamo l'Istituto tecnico per l'industria del mobile e dell'arredamento di Petilia Policastro, provincia di Crotone, che da alcuni anni ha inserito nel proprio programma un corso di specializzazione, che svolto nelle ore serali, è dedicato proprio alla costruzione della chitarra battente e della lira calabrese.

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