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Arte e poesie della Morte - Selezione di Brani e pitture

Antonio Colecchia - 10.12.2004



Cesare pavese (1908-1950)

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.




Anna Achmatova (1896-1966)

Tu verrai comunque
perché dunque non ora?
Ti attendo
sono sfinita
Ho spento il lume e aperto l'uscio
a te, così semplice e prodigiosa.
Prendi per questo l'aspetto che più ti aggrada
irrompi come una palla avvelenata
o insinuati furtiva come un freddo bandito
o intossicami col delirio del tifo
o con una storiella da te inventata
e nota a tutti fino alla nausea
che io veda la punta di un berretto turchino
e il capopalazzo pallido di paura.
Ora per me tutto è uguale
turbina lo Enisej
risplende la stella polare
e annebbia un ultimo terrore
l'azzurro bagliore di occhi addolorati




LA MORTE
F. De André (1940-1999)

La morte verrà all'improvviso
avrà le tue labbra e i tuoi occhi
ti coprirà di un velo bianco
addormentandosi al tuo fianco
nell'ozio, nel sonno, in battaglia
verrà senza darti avvisaglia
la morte va a colpo sicuro
non suona il corno né il tamburo.

Madonna che in limpida fonte
ristori le membra stupende
la morte no ti vedrà in faccia
avrà il tuo seno e le tue braccia.

Prelati, notabili e conti
sull'uscio piangeste ben forte
chi ben condusse sua vita
male sopporterà sua morte.

Straccioni che senza vergogna
portaste il cilicio o la gogna
partirvene non fu fatica
perché la morte vi fu amica.

Guerrieri che in punto di lancia
dal suol d'Oriente alla Francia
di strage menaste gran vanto
e fra i nemici il lutto e il pianto

davanti all'estrema nemica
non serve coraggio o fatica
non serve colpirla nel cuore
perché la morte mai non muore.




- La morta da "Il settimo sigillo" di Ingmar Bergman - 1956 -



'A livella
Antonio de Curtis /Totò (1898-1967)

'A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella.
'Nu rre, 'nu maggistrato, 'nu grand'ommo,
trasenno stu canciello ha fatt' 'o punto
c'ha perzo tutto, 'a vita e pure 'o nomme
tu nun t'he fatto ancora chistu cunto?
La morte è giusta, dice un poeta persiano,
ha la stessa maestà colpendo il povero e lo scià.
Hascìm, perchè ti stupisci?
Non hai mai sentito parlare di uno scià
morto in una stiva con un secchio di carbone?
La morte è giusta, dice un poeta persiano.
Hikmet Nazim (1902-1963)


Ora la morte era arrivata....ed egli sentiva l'odore del suo alito.
"Hai un fiato orribile - egli disse alla morte - "Puzzolente bastarda"
( E. Hemingway)




Otto Dix "Fiorire e morire" (1911)
Bautzen, Stadtmuseum


Hod Putt
Masters Edgar Lee (1869-1950)

Giaccio qui accanto alla tomba
del vecchio Bill Piesrsol,
che s'arricchì con gli indiani, e
poi con la legge sul fallimento
se la cavò più ricco di prima.
Io m'ero stancato di fatiche e miseria
e vedendo che il vecchio Bill e gli altri s'arricchivano,
una notte rapinai un passante dalle parti di Proctor's Grove,
ma senza volere lo uccisi,
perciò fui processato e impiccato.
Fu il mio modo di fare fallimento.
Ora noi che siamo falliti ciascuno a modo suo
riposiamo in pace fianco a fianco.



Caspar David Friedich

Sergio Corazzini (1886-1907):
Il cimitero

O morti ignoti, senza
croci, senza corone
fiorite ne le buone
primavere,

o morti, a di partenza
vostra non pianse occhio,
non si piegò ginocchio,
non bocca ebbe preghiere!
O morti, solo, io porto
fiori alle vostre fosse,
oggi, son rose rosse
-che tu buon sole aprivi!
E pure io sono il morto
fra questi ignoti spenti,
e voi, morti giacenti,siete i vivi!

Nei cimiteri
spesse zolle di terra, fra le croci
sassi e nicchie; dei nomi antichi assai
che sopra i freddi marmi bianchi e austeri
la lebbra de le pietre cancellò...
Monumenti, davanti alle cui porte,ove un lume di morti stride ed arde,
i ragni più feroci
hanno filato le sottili tele...
O vegliardi, o vegliarde
sono morti, son morte!...



Caspar David Friedich




Las Edades y la Muerte, di Baldung Hans (1547)


Salvatore Toma (1951-1987)
La morte ghermisce
ma forse è innocente
si muove senza malizia
perciò di innocenti
a volte si nutre
come di premure un malato.
Forse la morte è innocente
la sbandiera senza malizia
la sua falce beffarda e dolorosa
e da noi esala già forse concepita
quest'ossessione bellissima
che è vita.
Forse la morte è già in noi
quando senza malizia
una sera si annuncia da lontano
coi suoi sonagli d'oro.

La vita per innocenza
va goduta dormendo
e lui si è solo girato di fianco.
Sì meglio dare il fianco
alla morte
insegnarle il perdono
che darle le spalle per viltà
o il petto per arroganza.

quad.XVIII,14
Dal canzoniere della morte (Ed Einaudi)



Las Edades y la Muerte, di Baldung Hans (1547)

Il suicidio è in noi

Il suicidio è in noi
fa parte della nostra pelle
in essa vibra respira si esalta
appartiene alla nostra vita
plana sui nostri pensieri
spesso senza motivo:
a volte l'idea sola
ci conforta ci basta
l'effetto al momento è identico
ci pare di rinascere
una nuova forza stordente
per un poco ci possiede
ci fa sentire immortali.
Perciò io ho rispetto
di chi muore così
di chi così si lascia andare
perché solo chi si nega la vita
sa cosa significa vivere.

L'assuefazione il contagio
il tirare avanti
la sopravvivenza son solo cose
per chi ha paura di frugare
e di guardarsi dentro.




Ho voglia di donare
le mie carni al sonno,
d'esser sorpreso
dall'umido incubo
che in me
risani la morte.
Stanchezza maledetta
rappresa in un cumulo di cenere
ti ho dentro
come il pianto,
come un amore perso
nell'immane spazio
d'una fiamma.


Foto e poesia di Luciano Michilin




M.C. Escher 1898-1972

Uom, se' tu grande, o vil? Muori, e il saprai
da Rime di Vittorio Alfieri



Giuseppe Ungaretti (1888-1979)
Sono una creatura

Come questa pietra
del S. Michele
così fredda
così dura
così prosciugata
così refrattaria
cos' totalmente
disanimata

Come questa pietra
è il mio pianto
che non si vede

La morte
si sconta
vivendo



Agonia
Di Giuseppe Ungaretti

Morire come le allodole assetate
sul miraggio
O come la quaglia
passato il mare
nei primi cespugli
perché di volare
non ha più voglia
Ma non vivere di lamento
come un cardellino accecato




Memento
Igino Ugo Tarchetti (1839-1869)

Quando bacio il tuo labbro profumato,
cara fanciulla, non posso obliare
che un bianco teschio v'è sotto celato.
Quando a me stringo il tuo corpo vezzoso,
obliar non poss'io ,cara fanciulla,
che vi è sotto uno scheletro nascosto.
E nell'orrenda visione assorto,
dovunque o tocchi, o baci, o la man posi.
sento sporger le fredde ossa di morto.




UOMINI DENTRO
di Turoldo David Maria (1916-1992)

Uomini dentro
non avete che morte
morte che vi circonda nel sangue
morte nel cuore
negli occhi nelle mani......


SOGNAI LA MIA GENESI
Thomas Dylan 1914-1953

Nel sudore del sonno sognai la mia genesi, erompendo
Per la rotante conchiglia, forte
Come nel trapano muscolo di motore,
Nella visione e nel nervo di ferro.

Dalle membra che avevano la misura del verme, respinte
Dalla carne increspata, limate
Da tutti i ferri che sono nell'erba, metallo
Di soli nella notte che liquefa gli uomini.

Erede a vene ardenti che contengono la goccia dell'amore, preziosa
Una creatura nelle mie ossa,
Girai il mio globo d'eredità, viaggio
Attraverso l'uomo, in prima marcia, che ha la notte a guida.

Sognai la mia genesi e nuovamente morii, shrapnel
Piantato nel cuore in marcia, strappo
Nella ferita ricucita e nel vento che si aggruma, morte
Con museruola sulla bocca che il gas inghiottì.

Nella seconda mia morte nitidamente segnai le colline, raccolto
Di cicuta e di stoppie, ruggine
Il sangue mio sui morti raddolciti, a forza
Dall'erba liberandomi per la seconda volta.

E alla mia nascita fu contagioso il potere, seconda
Resurrezione dello scheletro e
Secondo vestimento del nudo fantasma. Virilità
Sprizzò da dal ravvivato dolore.

In sudore di morte sognai la mia genesi, caduto
Due volte nel mare che si nutre divenuto
Del mare di Adamo stantio finché, visione
Di nuova forza umana, cerco il sole.




Guernica di Picasso (1937)


"Non c'è dolcezza che possa uguagliare la Morte
Più più più
intendi chi ancora ti culla:
intendi la dolce fanciulla
che dice all'orecchio: più più"
Da i Canti Orfici di Dino Campana




Il trionfo della morte


"Non è ver che sia la morte
Il peggior di tutti i mali
È un sollievo dei mortali
Che son stanchi di soffrir"
Da Adriano in Siria di Pietro Metastasio


"Ed è il pensiero
della morte che al fin aiuta a vivere"
da Ultime cose di Umberto Saba




"Laudato si', mi' Signore, per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:"
Dal Cantico delle creature San Francesco d'Assisi




Memento Mori
Lusisti satis, edisti atque bibisti
Tempus abire tibi est.
Dalle epistole di Orazio


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