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Sentimenti sinistri nelle opere di Daniele Cascone

Dario Lanzetta - 18.07.2006

 
Sembra difficile guardare le opere di Daniele Cascone e, contemporaneamente, recepire le emozioni che esse trasmettono. Sembra difficile – quasi impossibile – collocare la provenienza dell'artista in una terra calda e accogliente come la Sicilia. Infatti se guardassimo, seguendo un itinerario pressoché logico, al forte sentimento di tragicità contenuto ed espresso in tutte le sue opere, potremmo ascriverle liberamente a un artista dalle origini nordiche. 
La razionalità, in certi casi, soprattutto quando si parla di arte, ci porta purtroppo a delle conclusioni spesso completamente sbagliate e poco proficue per la nostra cultura artistica. La logica molte volte, rischia di distruggere pienamente quello che è il surreale mondo degli artisti, per lo più costituito da visioni deliranti e sogni folli.
Quante volte a un artista capita di ragionare irrazionalmente e passare per "pazzo" rischiando di essere lasciato da parte in situazioni serie che si presentano nella quotidianità? Senza fare, con questo, un discorso che condanna i "comuni mortali", ovvero le persone che non si interessano minimamente di arte o filosofia e quant'altro. Il desiderio è quello di parlare della curiosa produzione di un artista che appunto, esprime la sua melanconica intimità tramite le ultime tecnologie multimediali.
Daniele Cascone nasce a Ragusa ed entra in diretto contatto con il mezzo digitale da subito; percepisce immediatamente che questo sarà il suo principale mezzo d'espressione e inizia la sua infinita sperimentazione. Il monitor diviene la sua tela e il mouse il "pennello elettronico" il quale gli permetterà di creare senza problemi.
 
 
Nonostante la scelta di lavorare con questi strumenti multimediali, Cascone non dimentica assolutamente i "classici" approcci con il materiale pittorico. Sente l'effettivo bisogno o meglio un sentimento nostalgico nei confronti della pittura di "sporcarsi" le mani con i colori e provare l'inimitabile sensazione che questa fa provare. Infatti, molte volte vediamo che dell'acrilico è applicato sulle sue stampe digitali, dando quella unicità all'opera stessa, un elemento in più che va a completare la sua personale espressione. Nelle sue immagini è chiaramente visibile una negatività iniettata direttamente nei nostri sensi per provocarci un fantasmagorico delirio.
La soffocante sensazione, si trasforma in una fobia martellante e per una frazione di secondo ci costringe a distogliere lo sguardo dall'opera e ci conduce a riflettere amaramente su situazioni della nostra esistenza. Il cuore aumenta i suoi battiti, prossimo a esplodere mentre aleggia nell'aria circostante una fredda e vaga sensazione di morte. Nel bellissimo trittico Masquerade Series sembra quasi si riesca a udire l'urlo di una donna nel tentativo di liberarsi da una sorta di sacchetto applicato sul capo. Non comprendiamo se è stata mascherata o se è la stessa sua identità a nascondersi da una vita vissuta nella totale solitudine. Resta il fatto che rimane irriconoscibile e bloccata in quella sua solenne disperazione. Le tre immagini affiancate, ci fanno capire che non ci sono vedute positive perché le vie d'uscita sono state chiuse alla speranza.  
Daniele, come ogni buon artista, usa l'arte per scacciare le sue paure miscelate a un'infinita tristezza. Non l definirei un'esagerazione, ma una sensibilità diversa con la quale si confronta con alcuni sentimenti nonché una azione che un vero artista è obbligato a compiere. 

Le sue emozioni una volta plasmate vengono assorbite e "vomitate" all'esterno, creando così quella che possiamo definire senza paura un'opera d'arte. Perché proprio questa va creata ascoltando pienamente la propria interiorità. I personaggi di Cascone sono per lo più donne che vivono in un mondo nel quale tutto è diverso, triste e senza orizzonti nel quale poter guardare e sperare.
Figure deformate, pallide che si stagliano nella composizione e molte volte ci osservano con i loro grandi occhi, mentre in un secondo momento si nascondono dietro strani oggetti somiglianti a antichi strumenti di tortura. Elementi che contribuiscono alla comprensione delle opere sono sicuramente le scritte che l'artista effettua sulle stampe.
Parole graffiate, quasi a simboleggiare una metafora di un autolesionismo che non avviene sul proprio corpo. Il grigio colore della pelle porta all'esasperazione la totalità della sua poetica, trasformandola in un vero incubo post-nucleare.
Il mondo di Daniele Cascone è unico, determinato solamente da una situazione che un giorno potrà riversarsi su tutta l'umanità. Quel giorno non è lontano e, quando giungerà il momento definitivo, quelle donne non si sentiranno più sole.

Immagini

1. Nervous, 2004.

2. Prison, 2004.

3. Masquerade Series, Trittico, 2005.


  



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