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A spasso per le vie di Kabul

Nicola Amato - 23.02.2006

Cultura e arte a Kabul - Afghanistan


Cultura e arte a Kabul - Afghanistan L'Afghanistan é la nazione del Medio Oriente che é situata al suo estremo Ovest.
Con un'area di circa 650.000 chilometri quadrati é vasta quasi il doppio della Germania. Si estende per circa 1550 chilometri da Sud-Ovest verso Nord-Est e per circa 850 chilometri da Nord-Est a Sud-Est. Il suo territorio é prevalentemente montagnoso; infatti l'Hindu Kush, con le sue vette di oltre 7000 metri, copre i due terzi dell'Afghanistan. La guerra contro l'Unione Sovietica prima e le condizioni di terrore imposte dai Talebani poi, hanno fatto collassare l'economia ed hanno ridotto l'Afghanistan in condizioni davvero precarie dal punto di vista della sicurezza, portandola in uno stato di condizione sociale priva di legge e ordine precostituito. Sebbene non esista una statistica veramente affidabile, considerato anche l'alto tasso di mortalità prematura, l'attuale popolazione afghana é stimata in circa 22 milioni di persone, di cui un dieci per cento circa vive a Kabul, la capitale.

Cultura e arte a Kabul - Afghanistan

Cultura e arte a Kabul - Afghanistan


Kabul é arroccata strategicamente su un altopiano ai piedi delle montagne ad una altezza di circa 1800 metri sul livello del mare. La sua collocazione scaturisce dalla necessità di protezione dei suoi primi abitanti che si insediarono dunque in prossimità di queste montagne altissime e nelle vicinanze di un fiume per poter inoltre usufruire di acqua corrente. I documenti piu' antichi di origine indiana che parlano di Kabul risalgono addirittura al 3000 a.C.. Molte leggende si sono succedute sull'origine del nome Kabul. Una di queste dice che la città fu fondata da Caino ed Abele, figli di Adamo ed Eva. Secondo questa leggenda il nome di Kabul era formato dalla prima sillaba di Caino e dalla seconda di Abele. Secondo un'altra leggenda invece il suo nome deriva dal materiale utilizzato per consentire l'attraversamento del fiume da una parte all'altra ("Kah" che vuol dire "stuoia" e "pul" che significa "ponte").

Chi si avventura per la prima volta per le strade di Kabul non puo' fare a meno di notare delle "non ben definite" figure umane vestite di blu, talmente velate dalla testa ai piedi da essere difficilmente riconoscibili come donne. Nei paesi islamici le donne, secondo i canoni religiosi, devono indossare un velo che le copre integralmente quando sono fuori di casa o in presenza di estranei. A seconda del paese di riferimento, questo capo di abbigliamento puo' assumere forme e nomi diversi. In Afghanistan viene utilizzato il Burqa, che copre integralmente il corpo dalla testa ai piedi. In particolare, il volto é coperto da un fitto tessuto con pochissimi fori in prossimità degli occhi, solo per consentire alle donne di vedere il minimo indispensabile senza essere guardate in volto. Sebbene il Corano non prescriva letteralmente che le donne debbano indossare il velo, esorta comunque a non esporre la loro figura femminile (Sura 24:31) e invita a indossare lunghe vesti onde evitare di di essere molestate (Sura 33:59). Ci sono prove che testimoniano che le donne del Medio Oriente hanno indossato il velo per secoli e secoli allo scopo di proteggersi dalla polvere, dal vento e come segno di decenza e religiosità. Questa usanza divenne tipica dei mussulmani intorno al nono secolo e raggiunse il suo apice nel sedicesimo secolo, fino ad arrivare ad una cinquantina di anni fa quando l'Afghanistan divenne uno stato moderno, sotto il presidente Mohammed Daoud, il quale diede una sferzata di modernità e riuscì a cambiare, oltre l'economia, anche lo stile di vita del paese. La gente di Kabul iniziò allora, timidamente, a vestire in maniera occidentale. Vi sono addirittura testimonianze di alcune donne in minigonna. L'invigorirsi dell'Islam però, durante la guerra contro l'Unione Sovietica, portò all'abolizione di queste libertà appena conquistate. La drastica interpretazione dell'Islam da parte dei Talebani ha costretto le donne ad indossare di nuovo il burqa, proibito loro di frequentare le scuole e avere lavori che implicano la presenza in pubblico, ha perpetrato inoltre discriminazioni tali da escludere le donne da ogni attività sociale relegandole esclusivamente alla conduzione familiare.

Cultura e arte a Kabul - Afghanistan

Cultura e arte a Kabul - Afghanistan

Bala Hissar - La fortezza di Kabul
Il viaggio all'interno di Kabul mi porta a Sud della parte vecchia della città, circa cinquanta metri sopra l'agglomerato urbano, ove sovrasta un vasto castello con mura di cinta visibili da lontano tali da dominare la scena. E' chiamato Bala Hissar, che in sanscrito non vuol dire altro che "città dall'elevata altitudine". E' situato in un acuto contrasto tra il marrone ed il grigio delle alte rocce circostanti e il profondo verde della collina su cui é eretto, che mostra in primavera quando la fitta flora prospera. Le mura della città, alte piu' di sei metri, iniziano e finiscono a Bala Hissar che é parte integrante dell'intera fortificazione. Tutt'oggi é ben visibile cio' che rimane delle mura della città la quale subì seri danni durante il diciannovesimo secolo. Le mura di Bala Hissar risalgono al quinto secolo d.C. e, le varie dinastie che si sono succedute, hanno di volta in volta, a seconda delle esigenze militari dell'epoca, adeguato e manutenzionato le mura. Bala Hissar ha resistito alle invasioni islamiche del settimo secolo, all'invasione dei Mongoli prima sotto Genghis Khan e poi sotto Tamerlan. La città e la fortezza di Kabul ebbero comunque il massimo splendore storico durante il sedicesimo secolo, sotto la giurisdizione dei Mongoli e soprattutto sotto Muhammed Babur. Nel pittoresco linguaggio del suo poeta di corte, egli riporta che rimaneva estasiato alla vista delle montagne e il deserto, osservati dall'alto di Bala Hissar. In effetti durante questo periodo la fortezza non serviva solo per scopi militari ma, soprattutto, veniva utilizzata come residenza e luogo di ristoro per tutta la corte. Nella parte inferiore del castello, chiamata Bala Hissar Pahin, c'erano tre palazzi ed un migliaio di case, la maggior parte di legno e costruite e dipinte in maniera artistica. Erano presenti inoltre dei maneggi, secondo l'antica tradizione equestre afghana, un bazaar, una piazza che serviva come luogo di incontro e numerosi giardini. Nella parte superiore dell'installazione, chiamata Bala Hissar Bala, sulla cima della collina, c'erano invece gli arsenali, le installazioni militari ed il famoso "buco nero", le terribili prigioni sotterranee di Kabul.

Due volte, nel 1839 e poi nel 1842, durante la prima battaglia degli Inglesi contro gli Afghani, Bala Hissar venne utilizzata per ospitare le truppe britanniche.
Una generazione piu' tardi, i ribelli Afghani fecero un raid nell'ambasciata britannica situata nella fortificazione, uccisero tutti i suoi occupanti, bruciarono ed abbatterono i palazzi, dando cosi' inizio alla seconda guerra tra Inglesi ed Afghani. Nell'autunno del 1879 le forze britanniche conquistarono Kabul e per vendicarsi delle razzie che avevano subito precedentemente dagli Afghani nella fortezza, ordinarono la distruzione di Bala Hissar. Fortunatamente l'intento non ebbe un esito completamente positivo, anche se da allora comunque Bala Hissar é rimasto un rudere. Sebbene le forze armate Afghane utilizzarono cio' che rimane della fortezza per alloggiare l'accademia militare tra il 1939 ed il 1969, Bala Hissar non fu mai piu' utilizzata come sede governativa.

Cultura e arte a Kabul - Afghanistan
Le mura cittadine della fortezza di Bala Hissar

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Bazaar e ruderi della fortificazione

La citta' vecchia
La parte vecchia di Kabul é dominata da strade stracolme di negozi tipici e market situati in prossimità dell'area residenziale, che é divisa da linee di demarcazione etniche e religiose. Le case antiche sono per la maggior parte fatte di paglia e fango con mattoni fatti a mano e non cotti. I soffitti ed i tetti piatti sono composti da sottili strati di pietra intervallati da vari materiali, anche gommosi, e coperti infine con delle canne ed uno strato finale di calce mista con farina di mais e sale. I muri che si affacciano sulla strada sono prevalentemente senza finestre ma dai montanti scolpiti e disegnati artisticamente. Case cosi' costruite, con muri ben spessi, sebbene forniscano un buon grado di isolamento dal caldo e dal freddo, sono comunque estremamente vulnerabili all'umidità. Inoltre, il materiale utilizzato, nonché le condizioni climatiche ed i frequenti terremoti, influiscono negativamente sulla durata delle case stesse le quali si rendono abbisognevoli di continue ed incessanti riparazioni strutturali. Sicuramente vivere nella sovraffollata città vecchia di Kabul non é un vero diletto. La toponomastica é praticamente inesistente, non esiste un sistema di drenaggio dell'acqua, le fogne sono a cielo aperto e non é presente alcun sistema di concentrazione e raccolta dei rifiuti urbani, che quindi sono costantemente sparsi ovunque nelle strade.

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La Moschea Sha-do-Shamshera
La parola moschea deriva dal termine arabo "masgid" che vuol dire luogo di preghiera. Le moschee sono simili alle nostre chiese, nel senso che sono luoghi di preghiera e sono inoltre luoghi di incontro e istruzione religiosa per i giovani. Il valore e la bellezza delle decorazioni delle moschee indicano chiaramente il potere finanziario degli abitanti della zona e comunque dei fedeli che frequentano la moschea. Lo Stato inoltre sostiene i costi del personale delle moschee in virtu' del fatto che non vi é nessuna netta divisione tra stato e religione.

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Una delle piu' famose moschee di Kabul é Sha-do-Shamshera, il cui completo nome, Masjid-i-Sha-do-Shamshera, é scritto su una intersezione del fiume nel centro della città vecchia e che vuol dire Moschea del Re dalle due spade.
Costruita su due piani, fu commissionata dalla madre di Amanullah Khan, un re che apportò diverse riforme e che governò l'Afghanistan negli anni Venti.
Sha-do-Shamshera ha sostituito una delle più antiche moschee di Kabul che fu inaugurata nel 1544 e la cui targa che ne commemora la sua apertura era conservata nell'Afghan National Museum, che purtroppo andò successivamente distrutto.
La moschea, che fu restaurata con il supporto della Turchia nel 2002, consta di due larghe stanze per pregare adornate di preziosi tappeti, una al pian terreno e l'altra al primo piano. La navata centrale rivolta verso la Mecca ed il pulpito alla sua destra costituiscono un elemento tipico e comune anche a molte altre moschee. Nell'anticamera inoltre, i fedeli e visitatori hanno uno spazio a disposizione per togliersi le scarpe prima di accedere alla moschea. All'interno poi ci sono uffici ed aule per istruire i giovani. Ci sono inoltre locali per il cerimoniale della vestizione degli indumenti sacri (tipo una nostra sacrestia).

Cultura e arte a Kabul - Afghanistan
Stanza della preghiera sita al pian terreno.

Sulla stessa strada, ma dalla parte opposta della moschea c'é il mausoleo Ziarat-i-Shah-do-Shamshera il cui aspetto esteriore ed i colori la fanno assimilare allo stesso complesso religioso della moschea. L'entrata del mausoleo è decorata con corna di stambecco ed adornata da vari inserti. Antiche fonti islamiche riportano che nel settimo secolo, in quell'esatto luogo, c'era un importante tempio Indù.
Il mausoleo fu costruito in onore di uno dei leader militari arabi che andarono in Afghanistan per divulgare l'Islam. La leggenda dice che il re fu ucciso in una battaglia contro gli Indi e che continuò a combattere con due spade pur essendo stato decapitato in battaglia.

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Il mausoleo.

Dar'ul Aman: il sogno di un Re
Un'ampia strada, lunga molti chilometri, ci conduce dalla parte Sud-Ovest della città vecchia verso un palazzo severamente danneggiato e che é conosciuto come il palazzo reale. Negli anni Venti, il re Amanullah si propose di portare avanti il progetto ambizioso della costruzione di una nuova capitale, che era stata già pianificata dal suo predecessore. Il nome della capitale doveva essere Dar'ul Aman o anche città di Amanullah. Il palazzo del parlamento, che fu collocato su una piccola collina e circondata da ampi parchi ben curati, doveva essere il centro della capitale e costituire un'attrazione per i visitatori e passanti. Lo stile architettonico e l'apparenza esterna dell'infrastruttura ricorda la Reichstag di Berlino. Purtroppo non venne mai utilizzato per gli scopi per cui era stato costruito e progettato. Infatti ospitò solo un ministero fino a quando scoppiò un incendio nel 1969 che lo distrusse parzialmente.

Cultura e arte a Kabul - Afghanistan

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La fine di un sogno: Il palazzo del parlamento.

Dalla parte opposta, attraversando una strada pavimentata, si giunge in un palazzo che attualmente ospita quello che resta dell'Afghan National Museum e che a suo tempo doveva rappresentare il Municipio di Dar'ul Aman. Il palazzo non fu mai usato per tali scopi. Dopo il 1979 le forze sovietiche lo utilizzarono come quartier generale prima che il governo comunista ne prese definitivamente possesso. Tutt'oggi la sua terrazza offre una fantastica veduta di Kabul attraverso la valle Chahrdeh.

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Quello che resta di una parte interna del Museo

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