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A ritmo di Schiele. I capolavori dell’artista tedesco a Palazzo Reale di Milano fino al 6 Giugno

Valentina Castellano Chiodo - 08.03.2010

Le mani si staccano dalle figure come se fossero in primo piano, le ossa sono vive, gli occhi magnetici.
Le pose originali sembrano raccontare una Vienna d'altri tempi dove i corpi delle ragazze si muovevano al ritmo di un eros troppo futurista, a cavallo di un Novecento che si preparava a quella catastrofe umana e psicologica che è la guerra.
Schiele e il suo tempo è il titolo della mostra inaugurata a Milano il 24 Febbraio a Palazzo Reale, che resterà esposta al pubblico fino al 6 Giugno.
Chi cerca il celebre "abbraccio" resterà deluso, ma percorrerà tutta la vita nella storia di questo artista eternamente giovane, che nell'arco di soli 28 anni è riuscito a creare il proprio mito, legandolo a scandali ed egocentrismi propri di un talento palesemente fatto e indiscutibile. In tutto 40 opere, una raccolta che arriva dal Leopold Museum di Vienna a cui si aggiungono gli altri grandi pittori a cavallo fra Secessione ed Espressionismo: primo fra tutti Klimt con il suo Il cieco e L'arrivo del temporalepoi Moser, Kokoschka e altri che chiameremo minori.
Pannelli di fotografie passate alla storia, (realizzate dall'amico Johannes Fischer) raccontano i volti di questo genio, in bilico fra gli specchi e i suoi quadri, fra le accuse di pedofilia e quella sensibilità che prendeva forma da colore, matite e pennelli, da un passato di orfano e giovane outsider, fra la sua Edith e i corpi sinuosi delle sue innumerevoli donne inginocchiate e accovacciate, distese e danzanti.
Sullo sfondo le note di Strauss, Mahler, Schinitzler fanno tornare alla memoria i caffé letterari e i saloni d'Asburgo e danno il tempo, nell'eco di luoghi e tempi di sfarzo e sfrenatezza, di valzer e sfilate in divisa.
L'autoritratto con alchechengi vi guarderà con quegli occhi un po' sorpresi, un po' coscienti di chi va verso la sua morte e sa che sarà esposto in tutto il mondo, la Madre cieca vi stupirà con quella carica lirica e universale, con quella posa disperata ed eterna, finché giungerete alle piccole città, alle periferie fitte e anguste, quadrate e cupe, come staccate dal fondo. Saluterete il percorso come attratti dagli sguardi-calamita, così simili, così dissestati delle Due donne accovacciate.
Senza dimenticare il senso profondo di Schiele, il suo grido per ancorarsi fino in fondo alla vita, come emerge da questo suo scritto del Diario del carcere, finalmente edito in Italia da Skira: "Nella condizione in cui mi trovo, sradicato dal mio terreno creativo, con dita tremanti inumidite dalla mia saliva amara, mi sono messo a dipingere per non impazzire del tutto".

Schiele e il suo tempo
Palazzo Reale, Piazza Duomo 12, Milano
(Orari: Lunedì 14.30-19.30, Martedì, mercoledì, venerdì e domanica 9.30-19.30, Giovedì e sabato 9.30-22.30)
La mostra promossa e prodotta dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e da Skira editore è stata curata da Rudolf Leopold e Franz Smola.

Ulteriori informazioni su www.mostraschiele.it o Infoline 02.92 800 375


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