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E il musical fu! - Just now - Audrey II come un PC?

Isabella Sala - 09.02.2007

La compagnia milanese Live on Stage presenta fino al 18 febbraio, al Teatro Oscar di Milano, il musical La piccola bottega degli orrori, basato sull'omonimo film del 1960 di Roger Corman per la sceneggiatura di Charles Griffith, cui fece seguito la versione di Frank Oz del 1986.
La produzione di Live on Stage, in collaborazione con la Compagnia della Rancia, riprende fedelmente la vicenda originaria ambientata in un piccolo negozio di fiori a Skid Road, squallido quartiere della New-York anni '60. Il proprietario, signor Mushnik, sta per dichiarare bancarotta quando Seymour, suo timido e imbranato commesso, propone di esporre in vetrina una strana pianta, trovata in circostanze misteriose, durante un'eclissi di sole. Il buffo vegetale, battezzato Audrey II, dal nome della graziosa collega di cui Seymour è segretamente innamorato, costituisce un'enorme attrattiva per i clienti: gli affari di Mushnik tornano a crescere e il timido commesso diviene una celebrità radiofonica. Ma Audrey II è una pianta carnivora e Seymour è costretto a nutrirla con frequenti trasfusioni del proprio sangue. Cresciuta a dismisura, però, la pianta inizierà a reclamare interi corpi umani. Dapprima inciterà il giovane a donarle in pasto Orin, il violento fidanzato di Audrey, poi si ciberà del signor Mushnik e infine trangugierà la povera Audrey, sotto lo sguardo sconvolto di Seymour. A nulla varrà l'ultimo disperato tentativo del giovane di riportare il vegetale sotto il suo controllo. Audrey II, completamente emancipata e padrona di sé, avrà la meglio anche sul suo misero corpo.
L'adattamento di Federico Bellone e Lorenzo Lorenzi offre allo spettatore uno show ben congegnato, dove il ritmo scenico è sostenuto dalla comicità involontaria del goffo Seymour (Leonardo Martinelli), della stucchevole Audrey (Gaia Valentina Bellunato), e dalla parodia dei caratteristi Marco Massari e Luca Arrigoni (Mushkin e Orin). Gli interventi ben studiati delle tre coriste - ballerine, (Nadia Scherani, Valentina Piccione, Silvia Giuntoli) sottolineano ed enfatizzano "l'atmosfera musical" dello spettacolo, quel mix effimero di lustrini, pailettes e gambe in mostra, condito dagli arrangiamenti un po' rock'n roll e un po' melodici della musica originale di Alan Mencken e soprattutto dalle buone doti canore del cast.
Lo spettacolo si lascia godere e si consuma agilmente, come una coca-cola. Ciò fa passare quasi inosservati gli spunti critici e polemici, pur sparsi nello show, che invitano a riflettere sui sogni fantascientifici dell'umanità e il "peccato" di Seymour. Ossia sulla negligenza dell'uomo che, per orgoglio o vanità, si compiace del prodotto del suo ingegno fino a perderne il governo. Esplicito, a tale proposito, il richiamo all'attuale abuso di tecnologia senza controllo attraverso la comparsa in scena di un agente IBM (Istituto Botanico Internazionale), giunto per proporre a Seymour talee di Audrey II, da distribuire nelle case di ogni cittadino d'America, per far soldi a palate, senza troppi scrupoli.

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» sito web Teatro Oscar
» sito web ufficiale Live on Stage
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