Io pornodipendente. Sedotto da Internet. Presentazione del libro a Roma

Francesca Paolini - 27.02.2007 testo grande testo normale

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Tags: pornodipendenza, internet,seduzione,libro,erotico,roma,bibli,io

Esiste una forma di dipendenza più subdola ed insinuante di quella conosciuta e causata dall’uso di droghe, alcool, fumo: la dipendenza da pornografia su internet. Chi ne soffre resta inchiodato per ore ed ore davanti ad un monitor, mentre il resto della vita scorre via senza controllo.

“La musica dà sensazioni di vita, la pornografia, invece, dà sensazioni di morte”. Così Vincenzo Punzi introduce l'accompagnamento musicale alla presentazione del suo libro Io pornodipendente. Sedotto da internet (Edizioni Costa&Nolan, 2006)
Esiste una forma di dipendenza più subdola ed insinuante di quella conosciuta e causata dall'uso di droghe, alcool, fumo: la dipendenza da pornografia su internet. Chi ne soffre resta inchiodato per ore ed ore davanti ad un monitor, mentre il resto della vita scorre via senza controllo.
L'autore di questa appassionata testimonianza ripercorre le tappe più cupe della sua caduta, con la perdita degli amici, dell'amore e di se stesso, fino alla lenta risalita. Scavando senza pudori nelle pieghe della propria dipendenza, si è messo a nudo più volte, partecipando tra l'altro a diverse trasmissioni radio e televisive, convinto che la sua storia serva a dare un nome ad una patologia di cui molti soffrono e che in pochi conoscono.
La possibilità di parlare di una malattia socialmente bandita come questa ha fatto affiorare storie di sofferenze, di frustrazione e di sostanziale incomprensione di sé, che confluiscono nel libro mantenendo la forma originale e spontanea della conversazione via e-mail: quella avviata da Punzi stesso con la fondazione del gruppo www.it.groups.yahoo.com/group/noallapornodipendenza

Il primo intervento è di Simonetta Bisi, sociologa autrice della prefazione. Afferma che ogni dipendenza trascina con sé il concetto di sofferenza, causata dalla condizione di essere passivo, di essere agito da un qualcosa di estraneo alla propria persona. Il senso di estraniamento è ancora maggiore considerata la natura del medium, in questo caso la rete Internet, che comporta la totale assenza della realtà. La forza dell'autore è stata quella della ribellione dal suo non essere, grazie ad uno scatto di rabbia nei confronti di se stesso.
Un altro punto preso in considerazione è stato il difficile rapporto contemporaneo uomo-donna. La difficoltà di trovare un registro di dialogo è alla base della ricerca della , la quale non ha nulla della persona, presentandosi invece come oggetto sottomesso. Anche solo guardando, l'uomo è in grado di esercitare, in questi termini, un certo grado di potere su di lei.
Gianni Lanari, lo psicoterapeuta che ha seguito il caso, ha posto l'accento su come sia stata possibile per l'autore l'uscita dalla pornodipendenza. La chiave è stata la trasformazione del problema in risorsa, quando, cioè, Vincenzo ha deciso di creare un gruppo di aiuto per tutti quelli nella sua stessa situazione. In questo modo l'allontanamento dalla realtà è stato contrastato attraverso il contatto con altri uomini e donne, riuscendo ad alzare il livello della propria autostima fortemente indebolita.
Vincenzo Punzi parla apertamente della sua dipendenza, con grande consapevolezza. “Molti consumano pornografia, ma solo pochi capiscono dove inizia la pornodipendenza. C'è una grande difficoltà nell'ammetterlo, anche per la paura di essere considerati dei gay latenti, impotenti e segaioli”. Da ciò che è emerso nelle discussioni del gruppo, questa sembra differenziarsi dalle altre forme di dipendenza, data la mancanza di crisi da astinenza: in assenza del mezzo di fruizione - il computer - il pornodipendente si sente sollevato e non prova affatto il desiderio di vedere certe immagini.
Non c'è, in definitiva, un atteggiamento compulsivo.
Cos'è allora che spinge queste persone a rovinare la loro vita per passare ore a masturbarsi di fronte ad uno schermo? “La realtà è che ci piace”, continua Punzi, affermando che un passo importante verso la comprensione del problema è l'assunzione della responsabilità del piacere.
Il gruppo Noallapornodipendenza nasce dall'esigenza di rompere il muro di vergogna e di silenzio intorno a questo problema, sviluppatosi parallelamente alla diffusione di Internet, come l'autore tiene a sottolineare, che rende la diffusione di immagini pornografiche semplice e capillare. Allo stesso modo, il libro vuole essere una testimonianza ed insieme un atto di solidarietà per chi crede di essere solo.

Presentazione del libro "Io pornodipendente. Sedotto da Internet" di Vincenzo Punzi
15 febbraio 2007 - ore 21,00
Roma, Centro Culturale Libreria Bibli (zona Trastevere)
via dei Fienaroli 28
Intervengono insieme all'autore:
Padre Mario Gonzalez;
Simonetta Bisi, sociologa;
Gianni Lanari, psicoterapeuta;
Accompagnamento musicale, Andrea Feroci, pianoforte




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