Francesca Paolini - 10.02.2007

Pornografia o romanzo erotico? Il libro Opus Pistorum di Henry Miller non si cela dietro una maschera. Per Miller si trattava di scrivere semplice pornografia a buon mercato, ma il risultato é stato un piccolo testo che racchiude le potenzialità espresse completamente in Tropico del Cancro.
Pornografia o romanzo erotico? Il libro Opus Pistorum di Henry Miller non si cela dietro una maschera: è la raccolta di scritti pornografici commissionati nel ‘42 dal libraio Milton Luboviski, amico di Miller; un'attività che permise all'autore di fronteggiare, almeno temporaneamente, i suoi quotidiani problemi economici.
L'assenza di una trama narrativa ne é conseguenza diretta: pagina dopo pagina, il lettore segue il protagonista Alf nelle sue avventure erotiche, offerte da una Parigi più lussuriosa che mai. Orge, incesti, messe nere con risvolti sessuali fino ad uno stupro di gruppo, sono gli scenari entro i quali l'autore ha dato vita alle proprie fantasie più sfrenate riguardanti il sesso, usando il linguaggio crudo e diretto che l'impresa stessa richiedeva. Nessuna vicenda, nessuna storia tradizionalmente intesa coinvolge i personaggi, che restano, in definitiva, nomi e soprattutto corpi alla ricerca della pura soddisfazione sessuale.
Il protagonista, tuttavia, emerge dallo sfondo e, nonostante non possa dirsi un personaggio a tutto tondo, mostra un certo tratteggio psicologico. E' questa figura che fa percepire la presenza di un vero scrittore, nonostante l'argomento in sé privo di fini letterari: Alf è dotato di acume, cinismo e ironia pungente. I suoi commenti colpiscono per la concisione spesso inversamente proporzionale all'intensità, scavalcando a volte l'ambito sessuale, a cui comunque fanno riferimento, per arrivare all'essere umano, alla Vita. Pur guardando un corpo di donna, o una sua parte, viene colto spesso qualcosa di più profondo, l'essere che si esprime attraverso il sesso: "Vorrei entrarci tutto, in quella caverna, e aggirarmici, ed esplorarla [...] Me li immagino, i cadaveri degli uomini che hanno tentato di possederla, accatastati lì dentro, in decomposizione, verminosi, ma ancora frementi di desiderio inappagato".
Visioni apocalittiche come questa non sono rare e contribuiscono a dare l'idea del rapporto sessuale come una battaglia all'ultimo respiro, quasi il gesto estremo prima del buio della morte, una presenza che incombe inquietante: "Non voglio morire [...] ci sono troppe cose da vedere, troppe cose da fare, e fintanto che sei vivo dovrebbe essere impossibile stancarsi di possedere quella piccola scintilla di coscienza...Fintanto che sei vivo! Ma viviamo in un mondo di fantasmi. Il mondo è mezzo morto prima di nascere".
Considerando la marginalità sociale dei personaggi che popolano questa Parigi di carta -prostitute e perdigiorno senza un quattrino - l'unico orizzonte di affermazione sembra restare solo l'esperienza sessuale. L'esistenza sfugge via tra le dita, ma l'erotismo sfrenato dona l'illusione necessaria per sentirne ancora il controllo. Sembra di osservare uomini e donne alcolizzati di sesso, poiché ne sono di volta in volta storditi ed inebriati. Infatti, Alf commenta così l'ennesima esperienza con due ragazze: "Fine di una lunga, lunga cavalcata. Finito, tutto finito. Adesso incomincio a chiedermi dov'è che sono salito su questa giostra, e perché mai ne sono sceso proprio in questo posto... Bah, un posto vale l'altro, suppongo. Il trucco consiste nel non soffrire troppo di vertigini mentre la giostra gira, dimodoché tu possa camminare diritto quando scendi. Da questa parte per le Montagne Russe... per l'Otto Volante! Vi porteranno da nessuna parte, in maniera ancor più inebriante, lasciandovi senza fiato".
Nonostante si trattasse di scrivere solo pornografia, Miller ha dimostrato di non poter limitare il suo essere un grande autore.
Opus Pistorum
di Henry Miller
ed. Feltrinelli,1984
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