Sacro e profano nelle incisioni da Guercino

Giulia Tarroni - 01.12.2006 testo grande testo normale

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Tags: bologna, sacro, profano, guercino

A Bologna si è appena conclusa il 26 novembre la mostra “Sacro e profano nelle incisioni da Guercino”, presso Garisenda, storico negozio di incisioni e libri antichi, famoso nel panorama nazionale ed internazionale. Il pittore cui si fa riferimento è Giovan Francesco Barbieri da Cento, detto appunto il Guercino, pittore della scuola bolognese che operò attorno al 1600, portavoce del rinnovamento epocale che si verificò con l’arte barocca.

A Bologna si è appena conclusa il 26 novembre la mostra “Sacro e profano nelle incisioni da Guercino”, presso Garisenda, storico negozio di incisioni e libri antichi, famoso nel panorama nazionale ed internazionale. Il pittore cui si fa riferimento è Giovan Francesco Barbieri da Cento, detto appunto il Guercino, pittore della scuola bolognese che operò attorno al 1600, portavoce del rinnovamento epocale che si verificò con l'arte barocca. È proprio partendo dalle sue opere che incisori come Pasqualini (1595-1631), Mucci (1621-1665), Mingarini (1603-1669) oppure Bartolozzi (1728-1815), Strange (1721-1792), Piranesi (1720-1778), Rosaspina (1762-1841), si ispirarono per realizzare le lastre in mostra. Il metodo tradizionale dell'incisione era effettuato attraverso intaglio su rame, anche se due tecniche specifiche altrettanto famose e presenti alla mostra, sono quelle dell'acquaforte e del bulino. Il Guercino incise con certezza due sole lastre all'acquaforte, “S. Antonio da Padoa” e “Lite tra due donne”, anche se altre due gli vengono espressamente attribuite (“Pesaggio” e “S. Girolamo”): la scarsità della sua produzione incisoria è motivata dagli impegni di lavoro che non gli permisero sperimentazioni su rame, se non appunto l'acquaforte. Tra le opere proposte, si possono rinvenire incisioni più strutturate, come “Circe” di E.V. Modena ('800 circa), oppure “Frontespizio” di G.B. Piranesi (1764), considerato la più alta espressione tecnica della stampa di riproduzione, la cui caratteristica principale è di essere stampata con un inchiostro nero mescolato al rosso scuro. Altre opere invece appaiono più fresche e leggere in quanto tratte da schizzi del Guercino: in tal senso la produzione maggiore è attribuita al Bartolozzi, in seppia e sanguigna. L'allestimento della mostra ha voluto evidenziare le differenze tra autore ed autore, per far emergere il contributo dato dall'incisore nell'interpretare l'arte di un grande artista, il Guercino appunto, e per offrire una panoramica di ciò che si può ottenere con l'incisione.

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