ABCiofeca. ''Bambola'', la sottomissione di una donna vittima di se stessa

Fabrizio Rigante - 01.07.2014 testo grande testo normale

Tags: ABCiofeca, Valeria Marini, Bigas Luna, erotico

Inguardabile film di Bigas Luna, con una Valeria Marini dall’espressività nulla.

Negli anni Novanta il cinema italiano, accanto a un trash indimenticabile come Il Macellaio, ha sfornato anche Bambola (1996), una perla che precede di due anni il film di Aurelio Grimaldi.
Rispetto al Macellaio, il film di Bigas Luna, con un'apatica Valeria Marini, risulta ancora più insensato e se il film di Grimaldi tendeva ad allungarsi per raggiungere l'apice nel finale e regalare il superlativo giochino erotico dello yogurt, in Bambola il pretesto è troppo debole per essere credibile. A questo si aggiunge una Valeria Marini peggiore (e questo sì che è un traguardo memorabile) perfino di Alba Parietti nel Macellaio.
Dopo la morte della madre, Bambola (Valeria Marini) e Flavio (Stefano Dionisi) gestiscono una pizzeria sul Lido di Comacchio, aiutati da Ugo, un amico di Flavio, innamorato non corrisposto di Bambola. Un giorno, i tre vanno all'Acquapark, dove Ugo ha uno scontro fatale con Settimio a causa di Bambola, di cui è geloso. Settimio finisce in carcere e Bambola e Flavio lo vanno a trovare. Proprio in carcere Bambola è adocchiata da un altro detenuto, Furio (Jorge Perugorrìa), che resta folgorato dalla sua incredibile bellezza. Per riuscire ad avere la ragazza, Furio perseguita Settimio, cosicché Bambola, per convincere Furio a lasciarlo stare, si concede a lui più di una volta. Rilasciato per buona condotta, Furio si trasferisce da Bambola sul lago e continua ad abusare di lei fino al tragico – ma catartico – epilogo.
Al di là dell'inconsistente recitazione della Marini – la cui voce fuori campo suscita una comicità che non ha nulla da invidiare all'epico «Nooo!» di Alberto Tomba in Alex l'Ariete e agli uccelli di Birdemic – l'aspetto più irritante del film di Bigas Luna è senza dubbio la sceneggiatura, piena di insensatezze.
Il primo aspetto è il rapporto tra Bambola e Settimio. Settimio dice a Furio che Bambola è la sua ragazza anche se, quando era successo l'incidente con Ugo, si erano appena conosciuti. La premura di Bambola e di suo fratello nei confronti di Settimio è ingiustificata proprio perché la loro conoscenza è superficiale, di conseguenza non è credibile che non solo vadano a fargli visita di frequente ma che Bambola, per salvaguardare Settimio – un uomo che conosce a malapena –, decida di sacrificarsi.
Proprio l'atteggiamento di Bambola è l'elemento più inverosimile di tutto il film. Quando Bambola va a trovare Furio per chiedergli di lasciare stare Settimio, il secondino che l'accompagna, anziché restare nei paraggi della cella, onde evitare che Furio aggredisca Bambola, va subito via. Bambola, del resto, non invoca l'aiuto del secondino quando Furio si butta su di lei. Il suo comportamento è rinunciatario, passivo, disposto all'umiliazione e alla sottomissione. Avrebbe senso se Bambola fosse innamorata di Settimio, ma così non è.
Non contenta di essere stata violentata in nome di un uomo che si scopre addirittura omosessuale (Flavio è innamorato di Settimio e sembra che sia corrisposto), quando Furio viene rilasciato per buona condotta Bambola lo accoglie quasi a braccia aperte, anziché chiamare la polizia o cacciarlo – come prevedrebbe una reazione logica, se si considera che Furio, nella cella, l'aveva violentata.
Bambola ammette di essere attratta dalla forza bruta di Furio, anche se tra i due non si sa chi meriti di morire per primo, per quanto sono odiosi. Purtroppo la sceneggiatura non è abbastanza sviluppata e coerente per spiegare le motivazioni che portano Bambola a sottomettersi totalmente a Furio e ad assecondare i suoi impulsi sessuali (Bambola ammette di essere innamorata di Furio, ma è chiaro che si tratta di un amore autodistruttivo e masochistico). Dall'altro lato la scelta di Valeria Marini come protagonista è tra le peggiori in assoluto, se l'intento era realizzare un film d'autore con un minimo di approfondimento psicologico. Valeria Marini, dal canto suo, riesce e a sprigionare erotismo ma a non sprigionare mai una sola emozione.
Per fortuna anche qui, come in Albakiara, la sceneggiatura concede un momento di liberazione e meritevole di una standing ovation dopo quasi un'ora e mezza di dialoghi banali e di recitazione tragicomica. È Flavio che, esasperato, si decide ad ammazzare Furio, mentre Bambola, che meriterebbe di fare la sua stessa fine, piange sul corpo di un uomo che l'ha violentata, picchiata e trattata come un oggetto sessuale.
Non ci sono altre parole per definire un film così brutto. Rispetto al Macellaio, come già detto, si è scelto di non tirarla avanti per le lunghe e di mostrare subito e più volte il lato migliore di Valeria Marini (con tanto di celebre scena trash dell'anguilla). Purtroppo il pretesto, a differenza del film di Grimaldi, si è rivelato troppo sconclusionato per essere preso sul serio. L'irritazione – anche per l'incapacità assoluta di Valeria Marini, che suscita però anche comicità – è inevitabile e aggiunge alla lunga lista delle ciofeche italiane un'altra perla.

LE FRASI PEGGIORI

«Alle femmine gli devi dare minchia, minchia, minchia e botte!»

«Cosa vuoi da me?»
«Voglio le tue mutande.»
«Le mie mutande? Ma per chi mi hai presa?»

«Le cose stanno cambiando. Non sono più come quando eravamo bambini.»

«Flavio, mi dispiace! Vuoi che me ne vado?»

LA CRITICA

«Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano Bigas Luna.» (Morando Morandini)

«Mai sono uscito da una sala con un malessere così profondo.» (Paolo Mereghetti)

TITOLO ORIGINALE Bambola
PAESE DI PRODUZIONE Francia, Spagna, Italia
ANNO 1996
DURATA 95 min
COLORE colore
AUDIO sonoro
GENERE drammatico, erotico
REGIA Bigas Luna
SCENEGGIATURA Cesare Frugoni, Bigas Luna
FOTOGRAFIA Fabio Conversi
MONTAGGIO Gianfranco Amicucci
MUSICHE Marco Bertoni Enrico Serotti Lucio Dalla
CAST Valeria Marini (Mina, detta "Bambola"), Stefano Dionisi (Flavio), Jorge Perugorría (Furio), Manuel Bandera (Settimio), Antonino Iuorio (Ugo), Anita Ekberg (Mamma Greta)


  • ABCiofeca. ''Bambola'', la sottomissione di una donna vittima di se stessa

  • ABCiofeca. ''Bambola'', la sottomissione di una donna vittima di se stessa

  • ABCiofeca. ''Bambola'', la sottomissione di una donna vittima di se stessa

  • ABCiofeca. ''Bambola'', la sottomissione di una donna vittima di se stessa


zoomma video

Gli ultimi commenti

Commenta questo articolo

Nome: Marinella Antelmo
Commento: BELLISSIMO VORREI COMPRARLO PER FAVORE MI DITE DOVE POSSO AVERLO?. PASSIONE AMORE EROTICO EMOZIONANTE GRAZIE DI AVERLO FATTO CIAO


Dialoghi del silenzio - mostra personale di Pedro Zamora a cura di Massimiliano Bisazza
Città: Milano - Provincia: MI
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

Premio Letterario Nabokov e Premio Nabokov Racconti
Città: Lecce - Provincia: LE
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

“L’ultima Foglia Che Cade” il primo singolo di Federica Morrone
Città: Roma - Provincia: RM
dal: 03-04-2013 al: 01-01-2013

ArtExpo Barcelona 2
Città: Barcellona - Provincia:
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013