Festival del cinema di Berlino - Nymphomaniac: il nuovo film scandalo di Lars Von Trier

Luisa Giannitrapani - 11.02.2014 testo grande testo normale

Tags: berlinale, nymphomaniac, lars von trier, recensione

Nymphomaniac (Vol. I), del regista Lars Von Trier, non è un "porno di qualità" né l'ennesimo giochino provocatorio del regista. Piuttosto, una riflessione sulla tematica sessuale quasi filosofica, molto personale e sincera.

Che Lars Von Trier fosse da sempre ossessionato dalla tematica sessuale, e da quella femminile in particolare, non è mai stato un mistero, né nei suoi film né soprattutto nelle sue dichiarazioni (ha più volte ripetuto che avrebbe voluto girare un porno di "qualità"). E così, il tanto atteso "porno di qualità" è arrivato, diviso in due capitoli, la cui prima parte è stata presentata in versione integrale al Festival di Berlino.
Dopo un incipit memorabile, la storia parte dai flashback della protagonista, Joe (Charlotte Gainsbourg), che inizia a raccontare la sua infanzia e adolescenza da "ninfomane". Come negli altri film, il racconto è diviso in capitoli, che si differenziano anche a livello stilistico. L'ascoltatore è un signore di mezz'età, Seligman, pacato e aperto, che non solo ascolta senza giudicare ma interviene con le sue riflessioni sulla pesca, l'ebraismo, la matematica e la musica per calmare quella donna sconvolta che continua a dichiararsi cattiva e sporca.
Di fatto questo primo capitolo del film, pur vantando scene esplicite, tra cui un catalogo anatomico dei diversi peni, non è un porno ma una riflessione sulla sessualità con parallelismi religiosi, musicali, letterari e non è l'ennesimo giochino provocatorio a cui il regista ci ha abituato. Sembra quasi una sua auto analisi che svela la sua visione contrastata della figura femminile, che negli altri film lo ha reso misogino in modo evidente.
Ci sono anche dei momenti molto umoristici, come la scena affidata a una memorabile Uma Thurman. Di fondo però il tema rimane la tristezza inguaribile di Joe - il film è infatti l'ultimo della trilogia sulla depressione inaugurata con Antichrist e Melancholia.
Alla fine di questo primo capitolo vengono mostrate alcune immagini del secondo, sulla vita da adulta della Gainsbourg (che di fatto in questa prima parte è solo la narratrice) da cui si può intuire che sia questa seconda parte la più veramente "hard". La versione integrale dovrebbe essere presentata al Festival di Cannes.


SCHEDA FILM
Regia: Lars Von Trier
Sceneggiatura: Lars Von Trier
Fotografia: Manuel Alberto Claro
Montaggio: Molly Malene Stensgaard
Musica: Rammstein
Produzione: Zentropa International, Slot Machine, Caviar
Cast: Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgard, Stacy Martin, Shia LaBeouf, Christian Slater, Uma Thurman


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