Re della Terra Selvaggia, il caso cinematografico dell’anno

Sonia Avemari - 03.02.2013 testo grande testo normale

Tags: Re della Terra Selvaggia, Benh Zeitlin, Quvenzhané Wallis, Sundance Film Festival

Incoronato da Time Magazine e Entertainment Weekly come uno dei dieci migliori film dell’anno, Re della Terra Selvaggia (Beasts of the Southern Wild) ha avuto un percorso sorprendente, quasi quanto la storia che vuole raccontare. Un film emozionante, magico, un piccolo gioiello nel dorato mondo del grande cinema.

Strano ma vero a volte per fare dell'ottimo cinema non servono budget stratosferici o gli attori più in voga del momento, ma solamente una forte e genuina creatività… e perché no, anche un pizzico di coraggio. E Benh Zeitlin ha messo tutte queste doti nel suo primo lungometraggio Re della Terra Selavaggia, opera prima che è nata da un'esigenza ben precisa, quella di raccontare una favola; il giovane regista non poteva certo immaginare che il suo lavoro vincesse il Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival del 2012, la Caméra d'Or a Cannes, come miglior esordio registico in tutte le sezioni, che arrivassero decine di altri premi internazionali e, tanto per avere un lieto fine definitivo, anche quattro nomination agli Oscar per miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura non originale e miglior attrice protagonista, la strepitosa Quvenzhané Wallis, dieci anni il prossimo 28 agosto.

Il film narra la storia di Hushpuppy (Quvenzhané Wallis), una bambina di sei anni che vive con il padre Wink, severo ma affettuoso, nella comunità soprannominata Bathtub (La Grande Vasca), una zona paludosa di un delta del Sud americano. Wink, che ha contratto una grave malattia, sta preparando Hushpuppy a vivere in un mondo dove non ci sarà più lui a proteggerla. Inoltre la Grande Vasca e alla vigilia di una catastrofe di epiche proporzioni: gli equilibri naturali si infrangono, i ghiacci si sciolgono e arrivano gli Aurochs, misteriose creature preistoriche che si sono liberate dalla morsa del ghiaccio in cui erano intrappolate. A Hushpuppy non resta che cercare di sopravvivere e mettersi alla ricerca della madre, che per lei è solo un vago ricordo…
"Nella mia vita, così come nei miei film, voglio essere circondato da persone selvagge, coraggiose e di buon cuore. Se questo, a volte, conduce a situazioni di caos, non importa. Almeno queste situazioni si attraversano con persone che si amano". Queste parole di Ben Zeitlin sintetizzano perfettamente quello che ha voluto portare dentro alla sua pellicola, che è un concentrato di passione, coraggio e generosità. Re della Terra Selvaggia è liberamente tratto dalla pièce teatrale Juicy and delicious di Lucy Alibar, di cui il regista ha deciso che la portata e lo spirito, per non dire quella storia in particolare, meritavano una trasposizione sul grande schermo. Così è nato questo progetto che poco a poco ha conquistato chi lo ha visto.
La colonna portante del film è il suo piccolo eroe, una bambina di sei anni dotata di un coraggio fuori dal comune: un coraggio emozionale, quel particolare tipo di forza che è necessario per dire addio a qualcuno che si ama. Quando il mondo attorno a Hushpuppy comincia a sgretolarsi e allo stesso tempo suo padre si ammala gravemente, la portata della pellicola è ampliata, fino a rappresentare la perdita di un luogo, e insieme quella di una persona. Il personaggio di Hushpuppy è totalmente disarmante, a una bambina è conferita una saggezza che pochi uomini sono in grado di possedere. Per non parlare del mondo intorno alla piccola, composto dagli abitanti della Grande Vasca, gente dotata di una genuinità e altruismo incredibili. Il regista non si è ispirato ad alcuna comunità o città specifiche, ma piuttosto a una concentrazione in un unico posto di tutti gli elementi culturali della Louisiana del Sud. Zeitlin si è soffermato sulla tenacia e la fierezza proprie degli abitanti della Louisiana, caratteristiche che ritroviamo soprattutto nel personaggio di Wink, il padre di Hushpuppy. Tra uragani, maree nere, terra che si sgretola sotto ai piedi, tutto contribuisce a trasmettere la sensazione che un giorno, inevitabilmente, questo mondo sarà cancellato. Il giovane cineasta voleva fare un film che si interrogasse sul modo di reagire di fronte a una tale condanna a morte soffermandosi su una questione in particolare: come fa la gente della Louisiana a trovare la forza di vedere morire la terra che li ha resi unici, senza perdere la speranza, la gioia e lo spirito incredibile di festa che li contraddistingue.

Il 24 febbraio ci sarà la cerimonia degli Oscar e scopriremo se il meraviglioso anno per Zeitlin diventerà leggendario, magari stringendo qualche statuetta d'oro per il suo primo film, se dovesse vincere come miglior regista batterebbe il record di Norman Taurog premiato nel 1931 a soli 32 anni. E allo stesso tempo chissà come la sta vivendo la piccola Quvenzhanè, la più giovane candidata agli Oscar della storia. Una cosa però è già certa, Re della Terra Selvaggia ha saputo conquistare fan del tutto particolari come Oprah Winfrey, il grande Emir Kusturica e persino il Presidente Obama.

Re della Terra Selvaggia (Beasts of the Southern Wild)
REGIA: Benh Zeitlin
CAST: Quvenzhané Wallis, Dwight Henry, Levy Easterly, Lowell Landes, Pamela Harper, Gina Montana, Amber Henry, Jonshel Alexander
SCENEGGIATURA: Lucy Alibar, Benh Zeitlin
FOTOGRAFIA: Ben Richardson
MONTAGGIO: Doob Crockett
MUSICHE: Dan Romer, Benh Zeitlin
DISTRIBUZIONE: Satine Film, Bolero Film
NAZIONALITA': U.S.A.
DURATA: 92 min
USCITA CINEMA: 7 febbraio 2013

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