Verso l'Oscar - quinta puntata

Giulio Brevetti - 21.02.2012 testo grande testo normale

Commenta questo articolo


Tags: Oscar, Clooney, Pitt, Oldman

La gara tra i 5 candidati al premio di migliore attore

2 statunitensi, 1 inglese, 1 francese e 1 messicano. Sembra l'incipit di una barzelletta, invece è la composizione della cinquina per il miglior attore protagonista, quest'anno aperta praticamente a tutti i candidati. Dopo Philip Seymour Hoffman (2006), Forest Whitaker (2007), Daniel Day-Lewis (2008), Sean Penn (2009), Jeff Bridges (2010), Colin Firth (2011), chi sarà il prossimo trionfatore?

Demián Bichir A better life
Il 48enne attore messicano, poco noto al grande pubblico internazionale ma celebre nel suo paese per aver partecipato a telenovelas e a decine di film, viene candidato per il ruolo dell'immigrato clandestino che lavora come giardiniere e ha un difficile rapporto col giovane figlio. Il furto del furgoncino contenente gli attrezzi del lavoro e la conseguente disperata ricerca li farà riunire. Esplicito il richiamo a Ladri di biciclette, pochissime, se non nulle, le possibilità di vittoria. Ma si sa, l'Academy ama riservare di tanto in tanto, nelle categorie principali, un posto ad attori e registi di paesi lontani, spesso poveri o "emergenti", giusto per mostrarsi democratica ed ecumenica. Basti pensare alla brasiliana Fernanda Montenegro per Central do Brasil (1999), alla giovane neozelandese Keisha Castle-Hughes per La ragazza delle balene (2004), al regista brasiliano Fernando Mereilles di City of God (2004), alla colombiana Catalina Sandino Moreno per Maria Full of Grace (2005). Ovviamente, sono tornati tutti a casa con le tasche vuote.

George Clooney Paradiso amaro
Chi l'ha detto che Clooney è solo un cinquantenne glamorous e buono solo per il gossip? Ottimo attore, è in realtà una delle personalità più colte, vivaci e impegnate della Hollywood degli ultimi quindici anni, come ben dimostrano le sue regie. Quest'anno, dopo aver vinto nel 2006 l'Oscar come attore non protagonista per Syriana, viene candidato sia per l'interpretazione del padre smarrito alle Hawaii che come sceneggiatore per il suo Le idi di marzo. Conferma della vitalità di una delle menti più brillanti del cinema americano. Forse è per questo che stridono non poco le sue appariscenti, pleonastiche, poco plausibili e volgarotte fidanzate sbandierate per tacere voci malevole. E noi italiani ne sappiamo qualcosa… Ha ottime probabilità di vittoria, cosa che lo consacrerebbe come re di Hollywood (sempre che ce ne fosse bisogno).

Jean Dujardin The artist
Quasi quarant'anni, questo attore di commedie brillanti fino al ruolo di George Valentine era conosciuto solo in patria. Ora, dopo aver vinto molti premi prestigiosi, come Palma d'oro a Cannes, Golden Globe, il Sag (Sindacato attori) e il Bafta (l'Oscar ingelse), sembra avviato ad una carriera internazionale. La sua mimica facciale e il suo saluto alla Douglas Fairbanks fa impazzire la Hollywood di oggi, che tramite lui potrebbe premiare quella di ieri. Sembra in testa ai pronostici, tuttavia un'intempestiva volgare campagna pubblicitaria del suo ultimo film in Francia e una certa spacconeria dimostrata in interviste e premiazioni non potrebbero giovare al rush finale. Se vincesse, sarebbe il primo attore francese a ricevere l'Oscar.

Gary Oldman La talpa
Finalmente, a 53 anni, uno dei più grandi attori inglesi conquista la sua prima nomination per il ruolo dell'agente George Smiley, già interpretato in passato da Sir Alec Guinness. Ruolo, dunque, che per definizione necessita di un mostro della recitazione. Oldman domina un cast strepitoso con una performance sottotono, giocata in sottrazione, riempiendo la scena senza fare niente, soltanto con la propria presenza. Una dote assai rara e preziosa. E così, dopo essere stato snobbato per i suoi mitici personaggi, da Sid Vicious a Lee Oswald, da Rosencrantz a Dracula, da Beethoven a Sirius Black, l'eventuale vittoria sarebbe un ideale risarcimento per le sue creazioni passate. Di tutti i premi distribuiti finora non ha vinto praticamente nulla, ma l'Academy, che a volte ama sorprendere positivamente, potrebbe ricompensarlo, magari con standing ovation inclusa. Il nostro preferito, senza ombra di dubbio.

Brad Pitt L'arte di vincere
E poi il bello che qualche volta balla, mister Angelino, che giunge qui alla sua terza nomination. Veste i panni di uno sfigatissimo manager di una squadra di baseball che riesce, grazie a intuito e determinazione, a risollevare le proprie sorti e quelle del team. Ha avuto tra le critiche migliori della sua ormai più che ventennale carriera e questa volta ha buone possibilità di farcela. Così la cara mogliettina non sarà più l'unica a sfoggiare in casa la preziosa statuetta.

  • Verso l'Oscar - quinta puntata

  • Verso l'Oscar - quinta puntata

  • Verso l'Oscar - quinta puntata

  • Verso l'Oscar - quinta puntata

  • Verso l'Oscar - quinta puntata

  • Verso l'Oscar - quinta puntata

  • Verso l'Oscar - quinta puntata

  • Verso l'Oscar - quinta puntata

  • Verso l'Oscar - quinta puntata

  • Verso l'Oscar - quinta puntata


zoomma video

Gli ultimi commenti

Arcadia, passione e sport : Può un’idea contagiare il mondo? Scritto da : Selene Cascella .
Città: torino - Provincia: TO
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

II° mostra del nuovo GRUPPO BOILER
Città: Venezia - Provincia: VE
dal: 27-09-2013 al: 28-11-2013

reloaded again
Città: milano - Provincia: MI
dal: 24-09-2013 al: 15-10-2013

Il nuovo romanzo di Concesion Gioviale
Città: Roma - Provincia: RM
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013