Dobbiamo parlare di Kevin

Marco Valerio - 17.02.2012 testo grande testo normale

Commenta questo articolo


Tags: Lynne Ramsay, Tilda Swinton, John C. Reilly, Ezra Miller

Un thriller teso ma povero di approfondimento psicologico.

A quasi dieci anni di distanza dal suo ultimo lungometraggio, Morven Callar, la regista scozzese Lynne Ramsay torna dietro la macchina da presa e lo fa con un film angoscioso e disturbante: …E ora parliamo di Kevin, presentato all'ultimo festival di Cannes dove è stato accolto da un buon successo di critica.
Eva Khatchadourian (Tilda Swinton, cerea e sofferente, candidata ai Golden Globe ma non agli Oscar) è una donna dal passato turbolente che ora cerca di rifarsi una vita. La sua esistenza è stata sconvolta dalla nascita del figlio primogenito, Kevin (Ezra Miller nella sua evoluzione più adulta), un ragazzo che fin dalla tenera età mostra anaffettività verso il mondo esterno, un pizzico di sadica crudeltà verso le creature più deboli e un inspiegato rancore verso la madre.
L'unica persona con cui Kevin sembra essere in sintonia è il padre (John C. Reilly) che minimizza qualsiasi comportamento poco ortodosso del figlio e sembra non rendersi conto della perfidia latente del suo primogenito, destinata ad esplodere in maniera tragica e indelebile.
L'ispirazione arriva da casi arcinoti di cronaca nera che hanno sconvolto gli Stati Uniti e il mondo intero nell'ultimo decennio (il richiamo più evidente è quello alla celeberrima strage del liceo di Columbine che ha già ispirato film come Elephant di Gus Van Sant e Bowling A Columbine di Michael Moore), sebbene la Ramsay non ci mostri il crimine efferato, ma ce lo faccia solo intuire grazie ad una decostruzione drammaturgica che spezza la linearità narrativa e procede per salti temporali, ellissi e associazioni di idee.
Lo spunto del massacro serve alla regista scozzese per raccontare un orrore nascosto, annidato nei meandri dell'animo umano e inquietante nella sua brutalità sottesa ma pronta a manifestarsi in tutta la sua straziante drammaticità. La Ramsay racconta la rabbia, il rancore e l'odio che covano nel contesto familiare, da sempre focolare di conflitti più o meno sopiti, ma in questo caso fucina di livore covato per lungo tempo.
La regista e sceneggiatrice delinea, infatti, in maniera assai precisa e convincente il rapporto conflittuale, di eterna tensione e sempiterna ostilità tra Eva e Kevin. Eva, infatti, si trova suo malgrado incinta, rinuncia alla sua carriera professionale e alla sua amata New York per trasferirsi in provincia, arroccata ad una vita familiare che ha sempre cercato di rifuggire. La radicale svolta che la nascita di Kevin ha portato nella sua vita, fa si che Eva fatichi non poco a manifestare affetto nei confronti del figlio, il quale a sua volta fin dai primi istanti di vita sembra provare antipatia per la madre (nelle cui braccia piange disperato, mentre in quelle del padre non fiata).
In realtà il film della Ramsay non cerca un colpevole unico responsabile per la conflittualità tra madre e figlio, ma pone a confronto due personaggi diversissimi e allo stesso tempo più simili di quanto non possa sembrare in prima istanza: accumunati da una diffidenza reciproca, una sostanziale sensazione di alterità rispetto al mondo esterno e un'inquietudine che Eva cerca di combattere con tutti i mezzi, mentre Kevin si abbandona ad essa lasciando covare in sé i semi dell'intolleranza, del risentimento e della follia.
Funzionale come thriller (sebbene la Ramsay sembri innamorarsi un po' troppo della struttura narrativa a incastri e a volte esageri senza necessità), …E ora parliamo di Kevin però è carente nell'aspetto dello scavo psicologico dei suoi protagonisti. Perché mentre Eva è delineata nei suoi vari aspetti, sfaccettata, contraddittoria e sofferente, Kevin invece appare fin da subito un'incarnazione del male fin troppo schematica e poco credibile. Fin da bambino Kevin appare come un piccolo genio perverso, calcolatore e risoluto, sfidando apertamente la madre e cercando lo sguardo indulgente del padre. Un Hannibal Lecter o Mike Myers ante litteram. Forse troppo.


REGIA: Lynne Ramsay
SCENEGGIATURA: Lynne Ramsay, Rory Kinnear
ATTORI: Tilda Swinton, John C. Reilly, Ezra Miller, Ashley Gerasimovich, Joseph Melendez, Siobhan Fallon, Lauren Fox, Ursula Parker
FOTOGRAFIA: Seamus McGarvey
MONTAGGIO: Joe Bini
MUSICHE: Jonny Greenwood
PRODUZIONE: Independent, BBC Films, Artina Films
DISTRIBUZIONE: Bolero Film
PAESE: Gran Bretagna, USA 2012
USCITA CINEMA: 17/02/2012
GENERE: Drammatico, Thriller
DURATA: 112'


  • Dobbiamo parlare di Kevin

  • Dobbiamo parlare di Kevin

  • Dobbiamo parlare di Kevin

  • Dobbiamo parlare di Kevin

  • Dobbiamo parlare di Kevin


zoomma video

Gli ultimi commenti

annunci gratuiti moto
Città: Milano - Provincia: MI
dal: 01-08-2013 al: 01-12-2014

Giacomo Toni in concerto a Montalto delle Marche (Ascoli Piceno)
Città: Montalto delle Marche - Provincia: AP
dal: 19-07-2013 al: 19-07-2013

Moustache Prawn: minitour in Puglia
Città: Lecce - Provincia: LE
dal: 01-01-2013 al: 01-01-2013

Cartosculture
Città: Fabriano - Provincia: AN
dal: 25-07-2013 al: 14-12-2014