Millennium – Uomini che odiano le donne, violenza e passione
Sonia Avemari - 02.02.2012

Tags: Millennium, Fincher, girl, dragon
Il giornalista Mikael Blomkvist e la hacker vendicatrice Lisbeth Salander, creati dalla penna di Stieg Larsson, tornano sul grande schermo dopo la trilogia svedese nel nuovo film di David Fincher: Millennium – Uomini che odiano le donne (The Girl with the Dragon Tattoo), nelle sale dal 3 febbraio.

Dopo la trilogia svedese del 2009 anche il cinema americano ha deciso di cimentarsi con un ulteriore adattamento dedicato a uno dei romanzi thriller di maggior successo degli ultimi anni, la saga Millennium di Stieg Larsson. La nuova pellicola Millennium – Uomini che odiano le donne (The Girl with the Dragon Tattoo) è diretta da David Fincher, già regista di successo di film culto come Fight Club e Seven, candidato all'Oscar lo scorso anno con The social network. La trasposizione cinematografica delle vicende del giornalista Mikael Blomkvist e della hacker punk Lisbeth Salander non era certo una sfida facile per Fincher e lo sceneggiatore Steven Zaillian, i quali oltre a doversi confrontare con il precedente rifacimento svedese di Niels Arden Oplev si sono dovuti misurare con l'infinito pubblico di estimatori di Larsson che ha venduto ben 65 milioni di copie in 46 paesi. Infatti, la nuova pellicola non muta di una virgola il plot originale mantenendo l'attenzione posta dallo scrittore svedese sulla corruzione collettiva, aziendale e personale con cui Mikael e Lisbeth si devono confrontare man mano vanno più a fondo nelle le loro indagini. Zaillian si è ispirato proprio alle parole di Larsson e come ha dichiarato il regista: "La sceneggiatura riprende alla lettera il romanzo". Quello che forse è mutato è la lettura data ai due protagonisti, visti non soltanto come degli investigatori alle prese con i misteri sepolti di una ricca famiglia svedese ma analizzati soprattutto nel loro rapporto e nella loro diversità anagrafica e caratteriale.
All'inizio del film ci viene presentato Mikael Blomkvist (Daniel Craig), giornalista di successo, in un momento decisamente particolare della sua vita: è stato appena accusato di diffamazione per un articolo scomodo pubblicato dalla redazione del suo giornale, Millennium. Nonostante la sua stella si stia spegnendo riceve un interessante incarico da parte di un magnate dell'industria svedese, Henrik Vanger (Christopher Plummer), il quale gli chiede di trasferirsi sulla gelida isola dove risiede la sua famiglia per indagare sulla scomparsa dell'amata nipote Harriet avvenuta ben quaranta anni prima e ancora irrisolta. Quello che Blomkvist non sa accettando questa sfida è che se la dovrà vedere con omicidi efferati, corruzione, segreti inconfessabili e demoni sepolti. La famiglia Vanger, tra le più ricche e influenti della Svezia, nasconde non pochi scheletri nell'armadio. Il giornalista è ignaro anche del fatto che nella sua vita sta per piombare una vera e propria bomba a orologeria: l'investigatrice Lisbeth Salander (Rooney Mara). La ragazza appena ventiquattrenne ha già alle spalle una serie di sofferenze e tragedie che l'hanno portata a chiudersi in se stessa, a costruirsi una solida corazza che non permette a nessuno di penetrare. Via via che i due scavano nel mistero della sparizione della giovane Harriet, tra loro si instaura una certa alchimia che va al di là della semplice attrazione fisica. Per la prima volta dopo tanto tempo Lisbeth sente che si può fidare di un altro essere umano con il quale varcherà le porte di una realtà di inaudita violenza. La vera natura che sta alla base dei rapporti della famiglia Vanger è la stessa che si può rapportare all'intero paese dove corruzione e perversione sono ormai radicate nella società come un virus. Blomkvist sceglie di andare fino in fondo nell'indagine a suo rischio e pericolo, proprio come Larsson aveva sempre seguito la sua etica e non si era mai fatto zittire dalle intimidazioni.
David Fincher non risparmia al pubblico scene crude e violente che tuttavia non sono fini a se stesse ma sono necessarie per entrare nella psicologia di uno dei personaggi più interessanti visti al cinema negli ultimi tempi: Lisbeth Salander. Tutt'altro che facile per la produzione è stato anche trovare l'attrice giusta, alla fine la parte è andata a Rooney Mara, la quale si è dovuta sottoporre a una serie infinita di provini oltre che vere e proprie prove. "Ciò che mi ha convinto di lei durante l'audizione è che si è comportata come mi aspettavo da Lisbeth: non si è arresa. Cercavo una persona indomabile" ha rivelato Fincher. "Alla fine del processo di casting sapevo che avrebbe fatto di tutto". L'ultimo verdetto sull'eroina informatica punk e su questa nuova versione di Millennium – Uomini che odiano le donne spetta ai numerosissimi fan della saga, intanto l'Academy Awards ha dato ragione a Fincher regalando la nomination come migliore attrice protagonista proprio a Mara.
Millennium – Uomini che odiano le donne (The Girl with the Dragon Tattoo)
REGIA: David Fincher
SCENEGGIATURA: Steven Zaillian
ATTORI: Daniel Craig, Stellan Skarsgård, Rooney Mara, Robin Wright, Christopher Plummer, Steven Berkoff, Goran Visnjic, Yorick van Wageningen, Joely Richardson, Geraldine James, Ulf Friberg, Bengt C. W. Carlsson, Donald Sumpter, Tony Way
FOTOGRAFIA: Jeff Cronenweth
MONTAGGIO: Kirk Baxter, Angus Wall
MUSICHE: Trent Reznor, Atticus Ross
PRODUZIONE: Scott Rudin Productions, Yellow Bird Films
DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Pictures Italia
PAESE: USA 2011
GENERE: Drammatico, Thriller
DURATA: 160 Min
USCITA CINEMA: 03/02/2012
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