L'uragano Hesher è stato qui

Marco Valerio - 31.01.2012 testo grande testo normale

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Tags: Hesher, Joseph Gordon-Levitt, commedia, dramma

Un film che ostenta il proprio brand indie e anticonvenzionale, ma non convince.

La tragica morte della madre in un incidente stradale, porta il tredicenne T.J. e suo padre a trasferirsi dalla nonna per cercare riparo dal tremendo dolore che li affligge.
L'elaborazione del lutto è quanto meno difficoltosa: T.J. diventa presto il bersaglio preferito di un bullo a scuola, mentre suo padre si abbandona alla propria sofferenza, trascorrendo le giornate steso sul divano, guardando la televisione e ingurgitando meccanicamente pillole.
La possibilità di riprendersi per T.J. arriva nella forma più inaspettata e imprevedibile: quella rappresentata dall'incontro con Hescher (Joseph Gordon-Levitt), un solitario metallaro sporco e malnutrito con l'hobby di dare fuoco alle cose e dalla sigaretta sempre accesa. T.J. rimane affascinato dal carisma e dall'anticonvenzionalità di Hesher, elemento fondamentale che aiuterà lui e suo padre a impadronirsi nuovamente delle loro vite.
Con il brand indie (orgogliosamente) marchiato addosso, Hesher è stato qui è un film che con tutte le proprie forze cerca di essere cool e fresco, risultando però fin un'operazione fin troppo imposta e programmatica alla ricerca dell'eccentricità fine a se stessa.
Il personaggio interpretato da Joseph Gordon-Levitt è un disadattato che irrompe con irruenza in un microcosmo formato da altrettanti disadattati che del sogno americano hanno visto solo il lato oscuro. Perdenti che hanno perso qualsiasi voglia di affrontare le difficoltà della vita: o attaccandosi morbosamente ad un'auto distrutta (T.J.), o imbottendosi di pasticche contro le depressione (il padre di T.J.), o abbandonandosi all'autocommiserazione (la commessa di cui T.J si innamora, interpretata da Natalie Portman).
Hesher è una scheggia impazzita in questo sistema sclerotizzato che, malgrado evidenti problemi relazionali e diversi disturbi della personalità, si ostina a non darsi per vinto e decide di affrontare una sfida pericolosa e affascinante: andare avanti nonostante le enormi difficoltà e privazioni (affettive, culturali, sociali) che la vita pone di fronte al cammino di ognuno di noi.
Certo Hesher ha i suoi modi, refrattari a qualsiasi compromesso o mezzo tono: distrugge, impreca, prende di petto le situazioni, sposando le più imprevedibili soluzioni.
Eppure c'è qualcosa che non convince in questo personaggio evidentemente studiato a tavolino come freakiest in un universo di freak, ma dotato di insospettabile e profonda saggezza. La sua carica eversiva e rivoluzionaria viene incarnata emblematicamente in una mise da metallaro, (con tanto di capelli lunghissimi, tatuaggi posticci e irriverenti e postura perennemente a torso nudo) che però rientra nel novero di una sostanziale banalizzazione della natura anticonvenzionale del protagonista. L'anticonvenzionalità diventa convenzionalità, fioccano le situazioni che sanno di già visto e l'originalità rimane esclusivamente apparente.
Hesher è stato qui rivendica con tale insistenza il proprio essere fuori dagli schemi da risultare più volte scontato e finire risucchiato in quella canonicità che, almeno in teoria, rifugge. Perché l'alterità rispetto a modelli consolidati del film dell'esordiente Spencer Susser rimane sulla carta e le ambizioni delle pellicola si ridimensionano sempre di più verso il finale così come si spegne lentamente ma inesorabilmente la frenesia di Hesher, personaggio tanto studiato quanto poco vero e con cui è assai difficile entrare in empatia.
Un'empatia che è pressoché irraggiungibile nei confronti degli altri personaggi principali della vicenda: apatici, disperati e inermi di fronte alla propria solitudine e al senso di inadeguatezza. Un dramma che vorrebbe virare al comico e una commedia che punta a tingersi di toni tragici: il risultato è un pastrocchio dimenticabile.


REGIA: Spencer Susser
SCENEGGIATURA: Spencer Susser, David Michôd
ATTORI: Joseph Gordon-Levitt, Devin Brochu, Rainn Wilson, Natalie Portman, Piper Laurie, John Carroll Lynch, Audrey Wasilewski
FOTOGRAFIA: Morgan Susser
MONTAGGIO: Michael McCusker, Spencer Susser
MUSICHE: Francois Tetaz
PRODUZIONE: The Last Picture Company, CatchPlay, Corner Store Entertainment, Dreamagine Entertainment, Handsomecharlie Films
DISTRIBUZIONE: Bolero Film
PAESE: USA 2011
USCITA CINEMA: 03/02/2012
GENERE: Drammatico
DURATA: 100'


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