Il cuore nero d'America: J. Edgar

Andrea Limone - 01.01.2012 testo grande testo normale

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Tags: J. Edgar, Clint Eastwood, Leonardo DiCaprio

Il biopic di Clint Eastwood sulla vita di John Edgar Hoover è un'immersione nelle paure inconfessabili degli USA

A ottant'anni suonati, con una carriera stellare e tre premi Oscar alle spalle, a un uomo sarà pure concesso di prendersi dei rischi. È il caso di Clint Eastwood, che dopo aver celebrato la morte del suo personaggio cinematografico in Gran Torino sembra aver deciso di dedicarsi a soggetti per lui inconsueti; prima con Invictus, un'ode a Nelson Mandela nella forma di film sportivo, poi con Hereafter, coraggioso e da molti incompreso tentativo di raccontare l'indicibile per eccellenza, l'esperienza della morte. Per la sua nuova regia il californiano ha inseguito un progetto simile, un film biografico su uno degli uomini più potenti (e temuti) nella storia degli Stati Uniti d'America, il fondatore dell'FBI John Edgar Hoover; impresa ardua sulla carta, dal momento che della vita privata di Hoover si conosce pochissimo, e molto invece è dovuto a voci di corridoio su di un uomo che ha avuto non pochi nemici.
Per J. Edgar Eastwood, e con lui lo sceneggiatore Dustin Lance Black, lascia che a raccontarsi sia lo stesso Hoover (interpretato da Leonardo DiCaprio), che ormai vecchio decide di raccontarsi tra le quattro mura del suo ufficio, dettando ai giovani agenti del "suo" bureau delle memorie che non vedranno mai la luce. Ripercorriamo così una vita professionale fatta di successi: l'opposizione ai dissidenti comunisti, la guerra contro John Dillinger e il fenomeno del gangsterismo, la soluzione del sequestro Lindbergh sono tutti frutti della visionarietà di Hoover, i cui metodi di investigazione anticipavano quelli della moderna polizia scientifica ma si basavano anche su una raccolta e una gestione di informazioni al limite della legalità. Nel contempo emergono anche frammenti della sua vita privata: il rapporto morboso e soffocante con sua madre (Judi Dench), quello professionale con la sua segretaria Helen Gandy, custode dei suoi archivi segreti (Naomi Watts), la passione tormentata per Clyde Tolson, suo amico e braccio destro (Armie Hammer).
Ad emergere da questa autobiografia è tutt'altro che una celebrazione. DiCaprio è molto efficace nell'incarnare quest'uomo più sfaccettato di quanto non si direbbe, divorato dall'ossessione per le apparenze e la rispettabilità pubblica, eppure incapace di reprimere del tutto quello che è il suo più grande segreto, la sua omosessualità: paradossale, o forse no, per un uomo che ha costruito la sua intera vita sul sotterfugio e il ricatto più o meno velato nei confronti della politica, terrorizzata dal suo archivio segreto. Eastwood (vecchio cuore repubblicano, non dimentichiamolo) non riesce a non far trasparire, nonostante le sue bassezze, una certa simpatia per il suo personaggio e non solo per umana pietas: la visione della vita di Hoover, riassunta nel film stesso con la lapidaria sentenza "mai abbassare la guardia", suona del tutto giustificata in un contesto narrativo così oscuro e ambiguo, in cui i confini tra bene e male, tra pubblico e privato non sembrano esistere.
È proprio questa "oscurità" ad affascinare lo spettatore: la bellissima fotografia di Tom Stern, da cui i colori sembrano quasi sparire, ci immerge nei tormenti di Hoover in modo davvero esemplare. Quello che a J. Edgar manca in termini di coesione narrativa, è ottimamente compensato dall'intepretazione di DiCaprio: è l'ego di Hoover il vero filo conduttore della narrazione e le sue paure inconfessabili, le sue manie, le sue contraddizioni coincidono un po' troppo con la storia degli USA per essere state solo le sue.


REGIA: Clint Eastwood
SCENEGGIATURA: Dustin Lance Black
ATTORI: Leonardo DiCaprio, Naomi Watts, Josh Lucas, Lea Thompson, Ed Westwick, Armie Hammer, Dermot Mulroney, Judi Dench, Jeffrey Donovan, Stephen Root
FOTOGRAFIA: Tom Stern
MONTAGGIO: Joel Cox
MUSICHE: Clint Eastwood
PRODUZIONE: Imagine Entertainment, Malpaso
DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Pictures Italia
PAESE: USA, 2011
USCITA CINEMA: 04/01/2012
GENERE: Biografico
DURATA: 137'




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