Finalmente la felicità? Ma anche no...
Marco Valerio - 16.12.2011

Tags: Pieraccioni, Natale, cinepanettone
Talmente superficiale e sconclusionato da irritare: questo è il nuovo (si fa per dire) film di Pieraccioni.

Dicembre negli Stati Uniti e in nove decimi del globo terracqueo è periodo di grandi uscite cinematografiche, di grandi film che saranno protagonisti degli Oscar e dei vari premi collaterali.
In Italia, da anni, il periodo prenatalizio è invece il tempo di un ormai posticcio e ripetitivo derby tra i cinepanettoni marca De Laurentiis-De Sica e l'alternativa comica a questi ultimi.
Negli anni pari tocca al trio milanese Aldo, Giovanni e Giacomo; in quelli dispari al toscanaccio Leonardo Pieraccioni, il cui film natalizio ogni due anni assume le fattezze di una macignosa tassa, indigesta e insopportabile quasi quanto un'Imu o un canone Rai qualsiasi.
Finalmente la felicità ripete per l'ennesima volta i logori e stantii topoi dell'intera filmografia pieraccioniana: un Peter Pan sognatore in cerca dell'amore che riesce a coronare la propria ricerca della felicità con la super bellona di turno (la cui capacità recitativa a quanto pare è un optional trascurabile).
Il film è quindi un'accozzaglia di gag terrificanti (non si ride mai, neanche per sbaglio!) e di scenette talmente maldestre e grossolane nella loro totale idiozia, da suscitare quasi tenerezza. Un sentimento che viene immediato spazzato via dall'egocentrismo esasperante e ammiccante di Pieraccioni che gioca costantemente a fare il simpaticone, riuscendo invece a risultare, subito dopo pochi istanti, insopportabilmente sornione e piacione.
La sceneggiatura si barcamena tra battutacce da caserma, riflessioni sulla vita della stessa profondità di una pozzanghera, sketch triti sulle vecchiette sorde, strafalcioni in spagnolo aggiungendo s a casa (cose che neanche i ragazzini delle medie…) e altre facilonerie alla lunga urticanti. Così come è difficile restare impassibili di fronte alla superficialità della confezione, di una messa in scena frettolosa e a tratti dilettantesca, segno di una sfrontata arroganza da parte di un cineasta (o presunto tale) che pur ammiccando e lanciando battutine agli spettatori mostra in concreto di non riservare loro il benché minino rispetto.
Come se non bastasse questo Finalmente la felicità si fa latore (inconsapevole?) di un maschilismo volgare e reazionario: le donne sono macchiette, senza un briciolo di spessore, complessità psicologica o anche solo di carattere e manicheamente divisibili tra sante e troie (cit.). Inoltre il regista/attore/voce narrante ad un certo punto, rivolgendosi allo spettatore, ci fa sapere che una bella ragazza sullo sfondo ci sta sempre bene anche quando non è utile a fine narrativi.
Perché Pieraccioni è così. Superficiale e fiero di esserlo, orgogliosamente refrattario (a parole) alla volgarità che non disdegna di centellinare gratuitamente, sdrammatizzando tutto con un sorriso e quindi mostrandosi doppiamente ipocrita.
Dispiace poi che uno degli attori comici più talentuosi e, oggettivamente, più bravi del panorama italiano contemporaneo come Rocco Papaleo si faccia coinvolgere in progetti del genere che sarebbero fuori luogo per un Massimo Ceccherini, che infatti compare in un cameo di due secondi e riesce a risultare cane anche in questo limitatissimo tempo, mostrando quindi una straordinaria predisposizione.
Da evitare come la peste.
REGIA: Leonardo Pieraccioni
SCENEGGIATURA: Leonardo Pieraccioni, Giovanni Veronesi
ATTORI: Leonardo Pieraccioni, Rocco Papaleo, Ariadna Romero, Thyago Alves, Andrea Buscemi, Shel Shapiro, Maurizio Battista, Michela Andreozzi
FOTOGRAFIA: Mark Melville
MONTAGGIO: Stefano Chierchiè
MUSICHE: Gianluca Sibaldi, Mark Melville
PRODUZIONE: Levante Film; in collaborazione con Medusa Film
DISTRIBUZIONE: Medusa
PAESE: Italia 2011
USCITA CINEMA: 16/12/2011
GENERE: Commedia
DURATA: 93'
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