The Artist: words are very unnecessary

Marco Valerio - 09.12.2011 testo grande testo normale

Commenta questo articolo


Tags: The Artist, Cannes 2011, Michel Hazanavicius, Jean Durjardin

Un anacronistico, ma riuscito, atto d'amore verso la magia della settima arte.

Hollywood 1927. George Valentin (Jean Dujardin) è un divo del cinema muto. La vita sembra sorridergli finché l'avvento del film sonori lo condannerà all'oblio. Peppy Miller (Bérénice Bejo), giovane comparsa, sta invece per essere lanciata nel firmamento delle star del cinema. I loro destini si incrociano più volte: è George a lanciare la carriera di Peppy e poi sarà la donna a salvarlo dalla spirale di autodistruzione da cui l'uomo si è fatto travolgere.
Ha conquistato Cannes (dove è stato salutato calorosamente da pubblico e critica, oltre ad aver vinto il premio per la miglior interpretazione maschile andato a Dujardin) e si prepara a conquistare il resto del mondo cinematografico. The Artist di Michel Hazanavicius è un curioso esperimento, una scommessa vinta in maniera netta e indiscutibile: fare un film muto nell'era del digitale e del 3D, come a ricordarci come la poesia del cinema stia più nella semplicità di una storia ben raccontata piuttosto che in un effetto speciale particolarmente strabiliante.
L'idea di fare un film (quasi) completamente muto nel 2011 oltre che utopistica pareva sinceramente rischiosa; eppure Hazanavicius ha vinto la sua scommessa realizzando un'opera che non è una semplice operazione nostalgica, ma una vera e propria dichiarazione d'amore nei confronti del cinema, in modo particolare di quell'età della giovinezza rappresentata dal cinema muto degli anni venti.
The Artist è, infatti, un film profondamente cinefilo, quasi filologico nella propria ricostruzione di messa in scena e sorprendente per il modo in cui la cura al dettaglio non risulti semplice operazione fine a se stessa ma si integri alla perfezione con una sincera e verace passione per la settima arte, percepibile lungo tutti e 100 i minuti della pellicola e in grado di coinvolgere lo spettatore.
Curiosamente il film di Hazanavicius esce sette giorni dopo Midnight in Paris: come il film di Woody Allen, The Artist non è un'operazione nostalgica, ma ricostruisce un'epoca cinematografica mitizzata mettendola in relazione con il tempo presente. Il cinema contemporaneo, sembra suggerire Hazanavicius, necessita di un'operazione di sintesi tra la spontaneità e l'ingenuità delle proprie origini e le istanze estetiche visive del proprio tempo.
I richiami cinematografici sono evidenti (da È nata una stella di George Cukor a Cantando sotto la pioggia di Stanley Donner, passando per Viale del tramonto di Billy Wilder) e anche la struttura narrativa rispecchia i canoni della Hollywood classica (l'ascesa e il declino; la commedia che vira sul drammatico e fa sospettare un'infausta conclusione; l'amore che dopo mille contrasti e incomprensioni finalmente trionfa), ma l'abilità di Hazanavicius sta soprattutto in una serie di intuizioni davvero sorprendenti che permettono a The Artist di essere qualcosa di più che un semplice omaggio cinefilo.
Dalla splendida e surreale sequenza del sogno di George, alla scelta estetica di sfumare il bianco e nero in varie tonalità di grigi per esplicitare i vari stati d'animo vissuti dal protagonista; senza dimenticare la splendida partitura musicale di Ludovic Bource che non si limita ad essere abbellimento auditivo, ma diventa peculiarità imprescindibile della messa in scena filmica. La musica del film è, infatti, vera e propria forza pulsante che definisce i caratteri dei personaggi, la drammaticità di alcune situazioni e la solarità di altre, oltre ad essere un'operazione di reinvenzione e omaggio per un modello cinematografico lontanissimo dall'estetica e dalla sensibilità contemporanea.
Benché il manierismo sia sempre dietro l'angolo e alcuni espedienti narrativi siano abbastanza scontati (il cagnolino onnipresente che cattura simpatie), The Artist è un prodotto assai affascinante, un intelligente divertimento e un anacronistico, ma riuscito, atto d'amore verso la magia della settima arte.


REGIA: Michel Hazanavicius
SCENEGGIATURA: Michel Hazanavicius
ATTORI: Jean Dujardin, Bérénice Bejo, John Goodman, James Cromwell, Missi Pyle, Penelope Ann Miller, Malcolm McDowell
FOTOGRAFIA: Guillaume Schiffman
MONTAGGIO: Tariq Anwar
MUSICHE: Ludovic Bource
PRODUZIONE: La Petite Reine in coproduzione con Studio 37 e France 3 Cinéma
DISTRIBUZIONE: BIM Distribuzione
PAESE: Francia 2011
USCITA CINEMA: 09/12/2011
GENERE: Commedia, Drammatico
DURATA: 100'


  • The Artist: words are very unnecessary

  • The Artist: words are very unnecessary

  • The Artist: words are very unnecessary

  • The Artist: words are very unnecessary

  • The Artist: words are very unnecessary

  • The Artist: words are very unnecessary


zoomma video

Gli ultimi commenti

L’ECLETTICA ARTISTA CONTEMPORANEA GISELLA GIOVENCO ESPONE IN MOSTRA ALLA BIENNALE DI TORINO LA SUA OPERA DEDICATA A PAPA WOJTYLA REALIZZATA CON PREZ
Città: Torino - Provincia: TO
dal: 17-12-2011 al: 29-02-2012

Aurelio Amendola. Happenings e Pinacoteca di Ritratti d'Artista
Città: Milano - Provincia: MI
dal: 19-01-2011 al: 18-02-2012

FESTA DELL'ARCHIBUGIO AL MUSEO FERRUCCIANO A GAVINANA!
Città: Gavinana - Provincia: PT
dal: 26-12-2011 al: 26-12-2011

RITA BOTTO. LA REGINA DEL WORLD JAZZ IN LINGUA SICILIANA
Città: catania - Provincia: CT
dal: 29-12-2011 al: 29-12-2011