L'euro della discordia

Giulio Ragni - 12.02.2011 testo grande testo normale

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Tags: aumento, biglietto, cinema

Il biglietto del cinema rischia di aumentare di un euro grazie ad una nuova tassa voluta dal Governo, ed è guerra tra esercenti, contrari alla tassa, e i Centoautori, favorevoli alla proposta

Nelle ultime settimane una logorante guerra di posizione si è combattuta nel sistema cinematografico italiano, e l'oggetto del contendere è stata la ventilata ipotesi, da parte del Governo, di inserire una tassa di scopo di un euro sui biglietti venduti, per finanziare le agevolazioni fiscali promosse dal Ministero. La tassa era stata prima annunciata, poi ritirata, infine reinserita nel cosiddetto “Decreto Milleproroghe”, e se, come sembra ormai certo, dovesse essere approvata, dal primo luglio di quest'anno fino al 2013 entrerà in vigore la nuova imposta, con probabile aumento del costo del biglietto per gli spettatori.
La cosa che lascia perplessi più di ogni altra questa volta non è tanto l'atteggiamento del governo, in linea con l'assoluta mancanza di competenza fin qui dimostrata in materia – sarebbe bastato caricare la tassa sui veri soggetti forti della filiera distributiva, ovvero televisioni a pagamento e soprattutto provider telefonici, per ottenere lo stesso effetto con maggiore equità, tanto per dirne una – bensì la divisione che si è registrata all'interno del circuito cinematografico, finora compatto nel protestare contro le sciagurate politiche culturali del governo, tra le associazioni degli esercenti, giustamente preoccupati di perdere spettatori (cosa probabile nel medio periodo) e di vedere andare in crisi le sale d'essai soprattutto nei centri urbani (quelle che maggiormente proiettano cinema italiano d'autore, tra l'altro), e il movimento dei Centoautori, favorevole alla tassa.
Inutile dire che tale divisione ha permesso al governo di andare avanti nello scellerato proposito senza subire eccessive pressioni, con le due parti pronte a rinfacciarsi con acredine i rispettivi, presunti egoismi. L'unica cosa certa è che ad essere penalizzati saranno gli spettatori, mentre non stupisce affatto, trattandosi di Bondi & Co, un governo che colpisce indiscriminatamente un sistema produttivo proprio nella sua stagione d'oro.
Chi ne esce maggiormente con le ossa rotte sono però proprio gli autori di cinema, che con la loro cieca adesione all'infausto balzello, sembrano confermare purtroppo il tremendo stereotipo degli artisti parassiti che vogliono solo finanziamenti a pioggia per finanziare i loro film, senza criterio alcuno. Il nodo tutto politico che soffoca la creatività resta inalterato infatti, se pensiamo che il nostro autore forse più celebrato all'estero in questo momento, Marco Bellocchio, non riesce a trovare finanziamenti per il suo nuovo film sull'Italia contemporanea. E allora dunque a cosa serviranno questi soldi tanto bramati dai Centoautori? Per foraggiare l'ultimo capolavoro (si fa per dire) di Citto Maselli, che come al solito nessuno vedrà? Per permettere ad ogni partitino politico di fare il proprio ottuso e vanaglorioso Barbarossa? No grazie, se queste sono le premesse, non contate sui nostri soldi.

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Nome: Matteo
Commento: Il multiplex vicino casa mia ha già aumentato a gennaio il biglietto portandolo a 8 euro... ora diventeranno nove...poi non si lamentassero che uno scarica i film...


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