BRIVIDITALIANI - Profondo rosso

Claudio Questa - 29.01.2011 testo grande testo normale

Tags: BRIVIDITALIANI, profondo rosso, dario argento, deep red

1975: il Giallo non sarà mai più lo stesso. Esce nella sale Profondo rosso. Di lì a poco, il film otterrà uno strepitoso successo a livello mondiale.

Durante una conferenza sulla parapsicologia una sensitiva tedesca, Helga Hullmann, avverte in sala una presenza con un passato di sangue, grida, delitti. La sera stessa, Helga torna a casa e viene brutalmente uccisa. Marc Daily, giovane pianista inglese, assiste casualmente alla tragedia, senza poter intervenire e salvare la donna. Precipitandosi all'interno dell'appartamento della vittima, però, nota una strana serie di quadri lungo il corridoio, che alcuni minuti dopo, con l'intervento della Polizia, sembrano essere stati spostati. Risoluto ad individuare l'autore del delitto, Marc inizia le sue indagini, affiancato da Gianna Brezzi, una giornalista a caccia di scoop.
Marc e Gianna scoprono in una villa le tracce di un crimine sepolto nel passato e rimasto impunito. I due sembrano avvicinarsi alla verità, ma l'assassino continua a mietere vittime nei modi più efferati: scrittrici affogate nell'acqua bollente di una vasca da bagno, professori pugnalati dietro al collo, dopo essere stati ferocemente sbattuti contro gli spigoli di un caminetto e di un tavolo e così via. E anche quando il mistero sembra risolto, un dubbio martella nella testa del protagonista...

Cosa dire su questo film che non sia già stato detto? Tutto, anche l'improbabile e impossibile, funziona alla perfezione. A partire dalla coreografia dei delitti, efferati, sanguinolenti eppure terribilmente concreti: nelle sequenze di morte ogni singolo spettatore partecipa al dolore della vittima di turno. Chi non ha mai battuto una parte del corpo contro uno spigolo? Chi non ha mai sperimentato il dolore che si prova anche solo sfiorando l'acqua bollente? Le paure ancestrali riportano all'infanzia di tutti noi; non a caso una delle scene più terrorizzanti è quella del pupazzo meccanico di Carlo Rambaldi che si avvicina minaccioso a Giordani con un ghigno agghiacciante (e poco importa se esce dalla parte opposta al punto in cui l'assassino sferra il suo attacco!). Gli attori si muovono alla perfezione, su tutti Gabriele Lavia e Glauco Onorato, e le lunghe sequenze all'interno della villa abbandonata, claustrofobiche e sottolineata dalla musica d'avanguardia degli ottimi Goblin, sono pregne di simbolismi e di barocca messa in scena. Capolavoro assoluto del cinema italiano (e non solo di genere).
Una curiosità: visto l'enorme successo riscosso da Suspiria in Giappone, Profondo rosso, che in questo paese uscì successivamente al grande capolavoro horror di Argento, venne distribuito con il titolo di Suspiria 2, pur non avendo assolutamente nulla a che fare con il film in questione.



Profondo Rosso
Regia Dario Argento
Sceneggiatura Dario Argento, Bernardino Zapponi
Produzione Seda Spettacoli, Rizzoli Film
Distribuzione Cineriz
Fotografia Luigi Kuveiller
Paese Italia
Genere Giallo
Durata 126'
Uscita 7 marzo 1975

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