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The Box - La ricerca della felicità in una scatola

Giulio Ragni - 21.07.2010 testo grande testo normale

Il regista di Donnie Darko torna con un nuovo fantathriller. Ma il risultato è modesto.

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Cosa fareste se uno sconosciuto bussasse alla vostra porta e vi offrisse un milione di dollari premendo un semplice bottone, in cambio della vita di una persona? Parte da questa intrigante premessa il nuovo film di Richard Kelly, ispirato ad un racconto dello scrittore di science fiction Richard Matheson, già al centro di un bell'episodio del serial Ai confini della realtà.
Purtroppo duole constatare che l'esito finale di questo The Box è assai modesto, e getta più di un ombra sulle reali potenzialità di Kelly come regista, dopo il tremendo pasticcio di Southland Tales e il successo (forse) sopravvalutato di Donnie Darko: infatti dopo una prima mezz'ora ben congegnata, e con una presentazione sottilmente inquietante dei protagonisti, il film si perde in malo modo, incerto sulla strada da prendere tra spaccato di provincia, thriller sull'avidità e le ambizioni frustrate degli esseri umani, e B movie di fantascienza paranoica. Ancora una volta Kelly prova a giocare su più piste narrative sovrapponendole, con ardite mescolanze tra (fanta)scienza e suspence emotiva, cercando di confondere le carte allo spettatore: ma dove in Donnie Darko diventava suggestione e fascino ammaliante per la sua non immediata intellegibilità, qui il regista si perde in voragini narrative, e un plot che si fa via via sempre meno interessante, con tanto di inevitabili e stucchevoli implicazioni metafisiche a cui appigliarsi quando il racconto si aggroviglia su se stesso e non si sa più dove andare a parare.
Forse il racconto di partenza non necessitava del sovraccarico metaforico voluto dal regista, che pretende di parlare di temi altisonanti quali egoismo, dilemmi morali, sacrificio, redenzione, quando sarebbe bastata forse una narrazione più lineare e meno ibridata di echi e suggestioni drammaturgiche così disparate: in tal modo, nell'inutile pignoleria della regia nel ricostruire feticisticamente i dettagli d'epoca - il film è ambientato negli anni Settanta - finiscono mortificati i pur volenterosi interpreti, come il sempre ottimo Frank Langella, che potrebbe scegliere copioni migliori, all'altezza del suo talento; né mancano le cadute nel ridicolo, come la lunga scena della biblioteca con i "dipendenti", girata con mediocri effetti speciali, roba che E venne il giorno del tanto criticato Shyamalan a confronto sembra un capolavoro di Kubrick.
Cosa salvare in questo The Box? Il rapporto solo accennato tra i due personaggi deformi del film, quelli del già citato Langella e di Cameron Diaz, un'empatia fra freaks purtroppo poco sviluppata, tanto da richiedere una didascalica spiegazione in prefinale: anche in questo si capisce come Richard Kelly sia un regista scarsino, troppo pieno di sé da essere convinto che basti il suo tocco per trasformare in Arte qualsiasi cosa, anche la materia più infima, e drammaticamente miope di fronte agli elementi di maggiore interesse delle storie che ha tra le mani. È già il secondo bidone che regala ai suoi spettatori, non siamo così sicuri che avrà ancora molte opportunità di questo passo.

The Box
Regia: Richard Kelly
Cast: Cameron Diaz, James Marsden, Frank Langella
Produzione: Darko Entertainment, Lin Pictures, Radar Pictures
Distribuzione: Lucky Red
Paese: Francia, USA 2009
Uscita Cinema: 21/07/2010
Genere: Fantascienza, Thriller
Durata: 115 Min

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