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Nel meraviglioso mondo di Avatar

Marco Valerio - 25.01.2010 testo grande testo normale

Dopo Titanic un nuovo trionfo commerciale e artistico per James Cameron sempre più king of the world

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Premessa: è difficile parlare di un film come Avatar in poche righe, senza dimenticare qualcosa, sintetizzare e cercare di non banalizzare i mille spunti che una pellicola del genere può offrire, ognuno dei quali meriterebbe un articolo di approfondimento a parte.
James Cameron è tornato al cinema dodici anni dopo il trionfo di Titanic con un progetto, sulla carta, ambizioso come pochi e con propositi rivoluzionari. Se la portata di Avatar sia rivoluzionaria o meno solo il tempo ce lo dirà; di sicuro si tratta di un passo innovativo importante verso un nuovo modello di intendere e fare cinema.
Coerente con la propria poetica larger than life, Cameron dà libero sfogo a tutte le potenzialità spettacolistiche della macchina filmica e cerca di spingersi verso nuovi orizzonti e nuove conquiste, non solo tecnologiche, ma espressive.
Viene quindi da sorridere di fronte a certe critiche riguardanti una eccessiva semplicità e non particolare originalità della trama, confondendo ciò che è semplice con ciò che è banale e la non originalità con il non avere nulla da dire.
Se infatti Cameron adotta una struttura narrativa lineare, essenziale e quasi schematica, con una caratterizzazione dei personaggi e una definizione delle psicologie che non brillano certo per complessità o profondità lo fa in maniera assolutamente funzionale alla propria ricerca e al proprio percorso creativo.
Prima ancora che per parole, per personaggi e per situazioni il cinema di Cameron parla per immagini e in Avatar tale tendenza si radicalizza in una ricerca formale ed espressiva che non è mai fine a sé stessa, ma è intrinseca e saggiamente nascosta in un racconto così semplice e privo di sfumature all'apparenza, ma incredibilmente sfaccettato, complesso e ricco ad una più attenta visione.
Al di là dei più evidenti richiami a situazioni socio-politico-economiche più o meno contemporanee (come non notare il parallelismo tra il conflitto umani- Na'vi e quello Stati Uniti - Vietnam/ Afghanistan/ Iraq) l'elemento più sorprendente di Avatar è la riflessione sulla tecnologia che non rimane mai solo teorica, ma trova applicazione diretta all'interno dello stesso mezzo filmico.
Come Fellini ormai quasi cinquant'anni fa con 8 ½ realizzava un film su un film che a sua volta verte sul cinema, a sua volta Cameron realizza un film due volte raddoppiato, in quanto è il primo esempio di opera filmica sulla tecnologia, utilizzante la tecnologia ad affrontare di petto la sua applicazione pratica e teorica al cinema.
Il soldato paraplegico Jake Scully è il corrispettivo filmico dello spettatore tradizionale, vincolato ad una rappresentazione bidimensionale; grazie alla tecnologia Scully viene proiettato nel suo avatar, così come noi siamo proiettati in una nuova dimensione fruitiva: affascinante e ambigua così come appare l'universo alieno agli occhi del marine. La simbiosi tra i due poli è quindi perfetta e la capacità di stupirsi ed emozionarsi viaggia su un doppio binario: quando Jake si muove nella giungla di Pandora e progressivamente impara a conoscerla, noi impariamo con lui.
Al di là dei record di incassi e di budget; al di là di un uso del 3d sicuramente meno pioneristico, ma non ancora del tutto maturo; al di là delle inevitabili (seppur il più delle volte gratuite, grottesche, se non totalmente idiote) polemiche ciò che fa di Avatar qualcosa di più di un semplice film è la magia delle sue immagini; la poesia e le emozioni che sa trasmettere; l'amore per il cinema che da ogni fotogramma traspare e che in ognuno di noi viene alimentato.


Regia e sceneggiatura: James Cameron
Attori: Sam Worthington, Sigourney Weaver, Giovanni Ribisi, Michelle Rodriguez, Zoe Saldana, Joel David Moore, Laz Alonzo, Wes Studi, Stephen Lang, Peter Mensah, CCH Pounder, Dileep Rao, Matt Gerald, Scott Lawrence, Jacob Tomuri
Fotografia: Mauro Fiore
Montaggio: John Refoua, Stephen E. Rivkin
Musiche: James Horner
Produzione: Twentieth Century-Fox Film Corporation, Lightstorm Entertainment, Giant Studios Inc.
Distribuzione: 20th Century Fox
Paese: USA 2009
Uscita Cinema: 15/01/2010
Genere: Azione, Fantascienza, Avventura
Durata: 166'


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I VOSTRI COMMENTI:

Nome: Giulio
Commento: Il film è veramente uno spettacolo per gli occhi, sono rimasto colpito soprattutto dalla profondità di campo resa possibile dal nuovo 3D. E certamente chi come Faenza parla di film inumano, straparla senza ragione. Però onestamente una storia un pochino meno manichea sarebbe stato lecito aspettarsela, tutta questa tecnologia solo per raccontare la solita storia del buon selvaggio e degli invasori cattivi, con quel militare interpretato da Stephen Lang che sembra un pupazzetto dei GI JOE. Alla fine questa "rivoluzione" non mi sembra abbia cambiato il cinema come l'invenzione del sonoro, semmai è più come il cinemascope, una nuova modalità espressiva per certi tipi di film. Assolutamente da vedere, ma mi auguro che l'inevitabile Avatar 2 abbia una sceneggiatura migliore, così forse avremo davvero un capolavoro e non soltanto un ottimo film.

Nome: Marco
Commento: Andate a vedere il film con gioia e non curatevi di chi lo demonizza o lo snobba: tutta invidia.

Nome: Paolo Massa
Commento: D'accordissimo Marco. Una storia semplice che lascia ammaliati grazie alla sola forza delle immagini. Come dire: è il cinema, bellezza!

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