WhipArt ti regala per Natale la sciarpa di ''A Christmas Carol''
Benedetto Naturali - 17.11.2009

Partecipa all’esclusivo contest sul nostro portale e potrai ricevere in regalo un simpaticissimo gadget del film Disney.

Quando hai sentito parlare per la prima volta di Scrooge e del racconto “Canto di Natale” di Charles Dickens?
Raccontaci brevemente cosa rappresenta oggi per te questo racconto e cosa succede nella tua notte di Natale.
I 5 racconti più belli, scelti dalla redazione cinema di Whipart, riceveranno in regalo la sciarpa di “A Christmas Carol”, il nuovo film diretto da Robert Zemeckis, con Jim Carrey, nelle sale italiane dal 3 dicembre.
Cosa aspetti allora? Scrivi il tuo pensiero, utilizzando l'apposito tasto (commenta articolo) entro le ore 00.00 di giovedì 3 dicembre 2009 con il tuo nome, cognome e mail, e continua a seguire il Contest su Whipart.it, leggendo i commenti degli altri.
Gli autori dei 5 migliori brevi racconti verranno contatti direttamente dalla redazione cinema di Whipart per ricevere in regalo la bellissima sciarpa natalizia del nuovo capolavoro Disney di Natale.
Prendi parte all'evento e lasciati trascinare dal calore e dalla magica ambientazione natalizia di “A Christmas Carol”.
A Christmas Carol su Facebook
UPDATE:
La redazione cinema ringrazia tutti per aver partecipato in modo così numeroso e si rammarica di non poter regalare a tutti la sciarpa; purtroppo la scelta è stata necessaria e molto difficoltosa, in molti erano meritevoli, anzi quasi tutti, sia per l'impegno, per il sapersi mettere in gioco, a nudo e per l'aver centrato il tema del contest in modo così profondo. Dopo ore ed ore di discussioni interne, votazioni e riflessioni, si è deciso all'unanimità di regalare il simpatico gadget natalizio alle persone che meglio hanno interpretato e rielaborato l'argomento natalizio facendolo proprio. Ecco i loro nomi:
Luna Laera
Lucia Masciulli
Annalisa Cameli
Michele Egizzi
Stefano Sisto
Grazie ancora e Buon Natale.
Rimanete sulle nostre pagine, ci saranno ancora tante altre possibilità e contest in futuro.
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Gli ultimi commenti
Nome: Luna Laera
Commento: Un grazie di cuore alla redazione di Whipart Cinema per il caldo regalino!
" Con gli Spiriti non ebbe più da fare; ma se ne rifece con gli uomini. E di lui fu sempre detto che non c'era uomo al mondo che sapesse così bene festeggiare il Natale. Così lo stesso si dica di noi, di tutti noi e di ciascuno! E così, come Tiny Tim diceva: "Dio ci protegga tutti e ci benedica"."
- C. Dickens -
*Buon Natale a tutti!*
Nome: Gemma Menghetti
Commento: Luci colorate, la tavola apparecchiata con la tovaglia rossa, il calore dei parenti, i doni. Natale.... senza guardare il calendario sento che si sta avvicinando, vedo le vetrine dei negozi addobbate con luci colorate. Ogni anno l'8 dicembre adoro fare l'albero di natale, il presepio e attaccare le luci colorate alla finestra. Quando era piccola davanti la chiesa dove andavo a messa c'era un ragazzo con un cane che chiedeva l'elemosina ed ogni Natale gli regalavo il torrone, o il pandoro; questo gesto mi rendeva felice; Riunirsi la notte di Natale e il pranzo di Natale con chi è solo, è bellissimo. Scaldarsi vicino al camino con la persona che ami, e sentire il crepitio del fuoco. Quest'anno mi piacerebbe veder nevicare.... Questo per me è il Magico Natale.
Nome: Sandro Granatiero
Commento: La Notte silenziosa del Natale, la notte santa! Tutto è calmo, tutto è luminoso. Tutti ballano con la Vergine Maria, con Giuseppe e suo figlio, un Santo bambino così tenero e mite, che dorme in pace celeste, dorme in pace celeste aspettando Babbo Natale, come tutti.
Notte silenziosa, notte santa! Qualche pastore lo va a visitare.
Da lontano, lungo il cielo, schiere celesti cantano Alleluia, Cristo il Salvatore è nato! Cristo il Salvatore è nato.
Notte silenziosa, notte santa! Figlio di pura luce dell'amore di Dio.
Il suo volto santo irradia con l'alba la grazia redentrice, oh Signore Gesù, con la tua nascita. Signore Gesù, alla tua nascita tutti diventano più buoni, tutti più generosi, e persino Sgrooge inizia ad amare se stesso, come dovremmo fare tutti noi.
Non è mai troppo tardi per cambiare e ricominciare.
Nome: Stefano Sisto
Commento: Quando ami qualcuno, vuoi che quel qualcuno sia con te sempre. E se ciò non dovessere essere possibile, almeno che ti sia accanto allo scoccare della mezzanotte...che siano le 00.00 di Natale, di Capodanno, del tuo compleanno... Insomma si cerca il calore di quel primo bacio d'auguri. Per me il Natale è fondamentalmente questo, il calore di quei baci, di quegli abbracci di persone che ti amano, sia che si tratti dell'amore della tua vita, dei tuoi genitori, dei tuoi fratelli, dei tuoi nonni, dei tuoi nipoti, dei tuoi amici.
Molti ritengono che possa essere un buon punto di partenza per un domani in cui si comincia a cambiare. Ma no...non è questo. Ogni giorno è buono per cambiare. A Natale si celebra l'amore. In tutte le sue forme. Bisogna insegnare questo ai piccoli... Forse a Scrooge non l'aveva detto mai nessuno. [Sono scandaloso, lo so... Ma l'ho letto per la prima volta pochi giorni fa... Proprio in previsione di vederne il film d'animazione... ] Comunque, avrei voluto dirglielo io, quella sera in cui leggevo di lui...entrare nel libro (come ne "La storia infinita"), prenderlo per le spalle, scuoterlo e fargli capire che poco siamo da soli...avrei voluto farlo davvero. Quella sera. Mentre il pino scoppietteva nel camino. Mentre dei fiocconi di neve scendevano sulla strada bagnata, senza riuscire a raccogliersi... Valerio, l'amore della mia vita, che entra in casa con gli occhiali appannati, soffiando nelle mani chiuse a pugno. -Stefano, dovresti vedere che fiocchi vengono giù!- Tornare frettolosamente alla mia lettura, mentre lo sentivo togliersi il cappotto e darsi ai fornelli. Il suo fischiettare motivetti a me sconosciuti era rassicurante. Continuai a leggere in questa atmosfera: il pino nel camino, la neve che svolazzava per poi scomparire sulla strada, i motivetti fischiettati da Valerio. Mi lasciai trasportare da tutto quello che mi circondava, in quel racconto...quello che accadde dopo è semplice vita, con quel qualcosina in più, che non può far che bene...
Appuntamento al cinema, allora! Buona celebrazione dell'amore, buon Natale a tutti!
Nome: Diego Potito
Commento: Ci sono poche cose che continuano ad esistere, almeno nella nostra cultura, e che non subiscono l’usura del tempo. Una di queste è certamente il festeggiare il Natale. In casa, in qualche locale, con la famiglia o con gli amici, comunque Natale è “con i tuoi”. E purtroppo per Sgrooge tutto il Natale non è questo e i tre fantasmi sono li a ricordarglielo, a ricordaci soprattutto che vivere la festività con chi ci vuole bene, ci ama, ci rispetta, ci adora, ha bisogno di noi, è il più bel regalo che possiamo fare agli altri e a noi stessi. Vogliamo più bene tutti, superiamo le nostre barriere mentali e psicologiche. Buon Natale a tutti.
Nome: Luca Bellantuono
Commento: Da ragazzino adoravo leggere Topolino e, tra i molti albi che possiedo di tale testata una storia, che mi colpì moltissimo e lessi più e più volte per la bellezza era proprio Christmas Carol. Mi piacque talmente tanto che mi feci comperare il libro di Dickens in versione integrale per un pubblico maturo. E lo stile utilizzato, il linguaggio arcaico e la staticità che invece nel fumetto er meno evidente non mi fecero apprezzare il racconto da cui era tratto il fumetto. Solo parecchi anni dopo rilessi il libro e ne apprezzai a pieno il contenuto proprio per i presunti difetti che da ragazzino evidenziavo.
Così come è cambiato il mio gradimento nei confronti del libro è cambiata anche la mia concezione del Natale. Adoravo stare attorno all'albero ad aprire i regali, fare un pranzo tutti insieme ed attendere anche con ansia il fatto di andare alla classica messa di mezzanotte. Poi ... crescendo ... il Natale per me ora è il più classico stereotipo del consumismo. L'OBBLIGO di dover fare un regalo senza farlo con il cuore ma solo per dovere (infatti faccio regali quando me la sento anche se distanti dalle feste piuttosto che prendere cose inutili); l'OBBLIGO di abbuffarsi fino a stare male perchè è festa (mentre lo stesso giorno la gente che muore di fame continua a morire di fame); l'OBBLIGO di andare anche a messa ma con i vestiti migliori che l'armadio possa offrire facendo in modo che non sia una messa ma una sfilata di moda (e dimenticandoci i valori che Cristo predicava).
Ho già provato ad andare il giorno di Natale in un orfanotrofio ma ormai (anche a ragione) sono tutti più prevenuti ed è più arduo entrarvici come "ospiti". Però il mio sogno per i prossimi Natali sarebbe quello di poter andare in uno di questi posti che accoglie bambini più sfortunata e cercare e modo mio di fare felice qualcuno anche se soltanto per un giorno. Fare in modo che per almeno un giorno anche quei bambini meno fortunati di molti altri si sentano felici come tutti i bambini che definiamo "normali".
Nome: Alessandro Dora
Commento: Ho conosciuto uqesto racconto sempre tramite la Disney e il suo cartone con Paperone,uncle scrooge, nella parte di....Scrooge! e ancora adesso ogni anno lo guardo. Poi mi è stato regalato il libro per Natale e da li è nato un amore che rinasce ogni anno nel periodo natalizio.
"Marley era morto!" così inizia questo racconto meraviglioso che mi prende e mi porta all'interno delle seu pagine. Ogni volta che lo leggo inizio un viaggio dentro il libro che mi fa sembrare a fianco di Scrooge. Le descrizioni dei paesaggi, i banchetti natalizi,i colori e sapori che diventano talmente reali grazie a Dickens. Sono curiosissimo di vedere questo film in 3 d perchè credo che la mia immaginazione diventa "realtà". Che grande persona il nipote dell'avaro e che testardaggine nei confronti dello zio. Credo che nel libro lui sia il 4° spirito del natale che racchiude tutti gli altri perchè ha sempre cercato di coinvolgere Ebenezer nella magica festa. E credo poi che quando lo zio appare sull'uscio di casa per il pranzo,il giovane moltiplica per mille il suo entusiasmo. Che dire poi di Cratchit e la sua familia? è troppo commovente stare in casa loro. Ciò che mi porto dentro è che il Natale esiste: per me che son cristiano è la nascita di Cristo ma anche la festa della solidarietà tra le persone e lo stare insieme. Sarà retorica ma dovrebbe essere Natale tutto l'anno....io ci credo e voi? Buon Natale e che Dio vi benedica tutti quanti!
Nome: silvia zimbone
Commento: Il racconto "canto di natale" mi commuove ogni volta che lo vedo, e ogni anno puntulmante in qualche modo a natale lo riesco a vedere.
Scrooge è un personaggio particolare che mi piace e mi mette angoscia perchè lo vedo molto simile a me, non per la ricchezza (purtroppo) o la taccagneria, ma per il suo rapportarsi con le altre persone.
E' una persona schiva, riservata che vuole stare sola,sa dentro di se che non è la cosa giusta, ma lo deve fare...e fortunatamente grazie a quei tre fantasmi nella magica e unica notte di natale riesce a sbloccarsi e trovare la felicà in mezzo agli altri.
Vorrei anche io sbloccarmi ed essere felice più con gli altri che con me stessa, ma ogni giorno che passa è sempre più difficile...solo nel periodo natalizio riesco a riscoprire il piacere che c'è a stare circondata da persone care che ti vogliono bene e che cercano in tutti i modi di starti vicino e renderti felice...vorrei proprio che i miei fantasmi mi facessero visita e mi aiutassero a superare questo blocco e a vivere felice non solo un pò a natale ma anche durante il resto dell'anno :)
Nome: Annalisa Cameli
Commento: Io sono un po’ come Scrooge, con l’unica fon-da-men-ta-le differenza che lui è ricco e io no.
Del Natale non sopporto la corsa ai regali, le luci, gli alberi, le campanelle che suonano, gli addobbi, i mercatini... Quello che non sopporto non è l'atmosfera del Natale in se', che può rivelarsi molto stimolante, frizzante e tranquilla allo stesso tempo, ti da pace e allegria. Si è vero che la pausa dal lavoro (se ce l'hai un lavoro, "de sti' tempi"...) delle feste ti permette incontri con gli amici, quelli che non vedi da tanto. Però è anche vero che gente che neanche ricordavi ti manda gli auguri con un sms.
Mh... Sono molte le cose che non sopporto.
Non sopporto chi compra un abete da mettere in casa senza radici, col fusto tagliato, per poi buttarlo vicino al bidone della spazzatura.
Non sopporto chi fa a gara a chi addobba in maniera più vistosa il portone del condominio.
Non sopporto chi compra regali costosi, stressandosi inutilmente, perchè tanto la maggior parte delle volte il regalo è sbagliato.
Non sopporto chi regala ai bambini un gioco elettronico invece che un bel libro cartonato.
Non sopporto l'obbligo tacito dei pranzi e delle cene coi parenti, "perchè non è dabbene, se non vai".
Non sopporto le code alle casse del supermercato perchè la tizia di turno ha scordato di comprare il fiocco rosso.
Non sopporto le code in strada della gente che si ricorda all'ultimo momento che non ha comprato il regalo alla cugina della zia del cognato del nonno.
Non sopporto gli auguri falsi, quelli che ricevi (o fai) solo perchè "a Natale si è tutti più buoni".
Potrei entrare più addentro all'argomento, dicendovi che la cosa che più non sopporto è che noi, almeno, queste cose possiamo non sopportarle, mentre non ci saranno abeti, regali, luci, addobbi, code e quant'altro in molte parti del mondo.
E sia ben chiaro, mi piacciono gli abeti, le luci, i regali, i bambini, gli incontri, gli auguri, le spese, girare in macchina.
...Se c'è qualcosa che mi piace del Natale?
Bhè, si qualcosa effettivamente c'è...
Mi piace fare un albero sgangherato assieme alla mia famiglia ridendo e scherzando con addobbi creati da noi.
Mi piace mettere un biglietto alla porta per dare il benvenuto a chi viene a trovarmi.
Mi piace fare regali spassionati, che siano comprati, che sia un biglietto, che sia una cartolina, un ritaglio di giornale... tutto l'anno. Senza date.
Mi piace regalare a mio figlio un gatto di pezza fatto a mano, regalatomi da mia madre quando ero piccola.
Mi piace cucinare assieme ai parenti, anche se poi tra una cantata e l'altra l'arrosto verrà bruciato.
Mi piace, andando per negozi, guardare oggetti e pensare "questo piacerebbe a...", ma tutto l'anno.
Mi piace viaggiare in macchina di notte, sotto le luci ad intermittenza, con un buon cd, in silenzio.
Mi piace donare a chi ha più bisogno i soldi dei miei regali, magari alle donne che ogni giorno vengono picchiate e che non riescono a mantenere i loro figli.
Mi piace fare auguri veri. Mi piace augurarvi un sereno natale.
Ma che il Natale, quello che piace a me, sia tutto l'anno.
E allora ci faremo regali sempre, che sia un sorriso o un pensiero.
Le luci, averle dentro ...Non fuori.
Questo è lo Scrooge che mi porto dentro, ogni anno.
Questo è il mio racconto di Natale, da sempre.
Nome: ele
Commento: Il camino attizzato. Le caldarroste sulla brace. Un freddo che intirizzisce le ossa e il calore della famiglia. Le chiassose tombolate e la frenetica attesa che fa da preludio all’apertura dei regali. Se guardo indietro, al passato, il mio occhio vaga nelle opache acque dei ricordi e la nostalgia è l’unica certezza che affiora in superficie. Il Natale vissuto con gli occhi del bambino è una carezza calda, una dolce ciambella da gustare poco a poco. Una gioiosa festa fatta di doni e colori il cui sapore mielato si perde nella notte dei tempi. Il Natale degli adulti invece ha il retrogusto amaro del dovere e il passo convulso della vita frenetica. I regali da fare, gli acquisti per il cenone, le rimpatriate famigliari da organizzare. Quando la fiaba ammantata di colori del bambino muta nella grigia realtà del mondo adulto, la mente comincia a popolarsi dei mille spettri del tempo in una farraginosa danza di ricordi, calde sensazioni presenti e inafferrabili percezioni future. Proprio allora in fondo all’anima si va affacciando l’immaginario spirito del tempo. Cangiante come l’umore esso mi appare in tutta la sua inquietudine e un brivido freddo mi corre lungo la schiena. La sua possente mano mi lambisce il volto e i miei occhi vacillano in preda al panico. Vedo in lui il riflesso delle mie paure, dei miei sogni infranti, delle mie ingombranti nostalgie. È l’ombra di un amico che non conosco più e insieme la luce di un amore che non ho mai incontrato. La sagoma scura del suo corpo si staglia nella mia mente e poco a poco la coltre di nebbia che lo avvolge comincia a sollevarsi, lasciando intuire la fisionomia del suo volto, l’esuberanza della sua folta capigliatura, la prepotenza dei suoi arti. No so chi esso sia ma la sua presenza riesce a temprare il mio animo come solo il saggio tempo sa fare. Non so niente di lui eppure so che quando quel fantasma tornerà a farmi visita, il Canto di Natale avrà infine svelato il suo più recondito segreto lasciando il passo alla consapevolezza di un’età adulta che vive nel ricordo di una soave melodia andata. Per riappropriarsi di quella fantasia e di quella leggerezza non resterà allora che rivivere la propria fanciullezza grazie al potere immaginifico di un candido ed eterno Racconto di Natale... Merry Christmas!
Nome: Anna
Commento: Come posso esprimere in poche parole cosa possa rappresentare per me il Natale…!?
Inizierei dai miei ricordi che mi legano ad esso:
al solo sentir pronunciare la parola Natale balenano nella mia mente immagini come il camino acceso nelle riunioni familiari, il solo vedere le decorazioni per la città sembra far riecheggiare le poesie che da bambina recitavo in piedi sulla sedia a mio nonno che ormai non c’è più, il più bel albero addobbato con mia madre, il tutto accompagnato dalla colonna sonora dei miei natali, ossia Jingle Bell Rock.
E’ questo che rappresenta il mio Natale:un fiore di stella natalizia i cui petali profumano ognuna di un ricordo diverso dei miei natali..
Nome: Daniela
Commento: Nella mia libreria da moltissimi anni è presente il lbro "Il Canto di Natale", ha una bellissima copertina in seta blu.
Mi era stato regalato da mia mamma un lontanissimo Natale dello scorso secolo.
Lo tengo con cura sia per il valore intrinseco del volume sia per il valore affettivo.
Non mi ricordo quali emozioni, a suo tempo, mi abbia fatto nascere la lettura del racconto.
Qualche anno fa ho rivisto il cartone animato tratto da questo libro e mi sono commossa, il Natale rende tutti più buoni, almeno in superficie.
Per me Natale oggi è una festa da vivere in famiglia, con le persone a me più care.
Preparare per tempo il presepio, andare alla Messa di mezzanotte e poi mangiare il panettone seduti tutti assime intorno al tavolo per scaldarci un po'.
Riti semplici, ripetitivi, che danno un significato pregnante a questa meravigliosa festa che ricorda la nascita di Gesù.
Buon Natale a tutti .... cerchiamo di essere un po' più buoni!
Nome: Modena Carlo
Commento: Signora dei vicoli scuri dal vecchio cappotto sciupato
Asciugati gli occhi e sorridi c'è un altro Natale alle porte
Non senti le grida e le voci e qualcosa di strano nell'aria
Anche i muri ingrigiti dei vicoli splendono sotto la luna
Ti ricordi c'incontrammo in un giorno di neve e di freddo
E la sera ci facemmo un bicchiere di scura ed un giro di walzer
Con tanti saluti ad un altro Natale
Signora dei vicoli scuri abbracciami forte stasera
Anche i gatti festeggiano a volte e cantano sotto le stelle
Dimentica il freddo le lacrime e le scarpe coperte di fango
E il destino di un vecchio ubriacone cullato dal canto del vento
Ti ricordi c'incontrammo in un giorno di neve e di freddo
E stasera ci faremo un bicchiere di scura ed un giro di walzer
Con tanti saluti ad un altro Natale.
Signora dei vicoli scuri non mollare la lotta
Verranno momenti migliori il tempo è una ruota che gira
Vedremo le rive del mare in un giorno assolato d'estate
Scoleremo cinquanta bottiglie al riparo di un cielo lontano
Ti ricordi c'incontrammo in un giorno di neve e di freddo
E stasera ce ne andremo a ballare per strade e a brindare un saluto
E un cordiale fanculo ad un altro Natale
Nome: Fata Smemorina
Commento: Manca un mese al Natale... un niente, insomma!
Mamma che ansia: Natale->Capodanno->2010... il 2012 che piano piano si avvicina...ma secondo voi finirà il mondo?;P
Comunque il Natale è il Natale. Non c'è niente da aggiungere. Uno dice Natale ed ha detto tutto...Lo sanno tutti cosa succede a Natale. Inoltre avete già detto di tutto di più...
Il problema è dopo... cosa accade dopo il Natale? Bella domanda...
Dovremmo chiedere a quel bruto dello spirito del Natale Futuro...ma chi ci vuol parlare con quello? Io no di certo. Per questo preferisco aspettare...o meglio non aspettare, o meglio ancora non aspettarmi nulla, arte imparata da poco... Perchè quello che ci aspettiamo è solo l'inizio...ma quello che non ci aspettiamo è quello che cambia la nostra vita! Bhè buon cambiamento e...
...Buon Post-Natale! :D
Nome: Cosetta
Commento: Il Natale...un'atmosfera magica che ti coinvolge e che riporta tutti,per un giorno,all'infanzia,all'ingenuita'..Ricordo quando ero piccola mia mamma,i suoi sorrisi,le sue ''piccole bugie'' per ingannare le nostre curiosita' e i nostri desideri che,immancabilmente venivano esauditi la mattina di Natale...E poi i suoi racconti,ogni tanti incalzati dalle precisazioni della nonna,...primo fra tutti:''Canto di Natale''...Ancora ricordo le sue parole,il suo modo di narrare che ci coinvolgeva ed ora,coinvolge mio figlio e i miei nipoti....Ogni vigilia e ogni Natale sono io a raccontare le vicende di Paperone Scrooge e,mia mamma e mia nonna mi incalzano con precisazioni che affascinano i ragazzini che con occhi spalancati e le mani serrate sui loro regalini nuovi ascoltano in silenzio... e commuovono me e mia sorella ..Buon Natale a tutti
Nome: Cristina Risso
Commento: Ci si sposa e parte della nostra vita finisce negli scatoloni, pronta per essere trasportata. Capita di rispolverare vecchi ricordi, che si credevano sepolti chissà dove. Così ho ritrovato un volumetto delle più belle parodie Disney, con il racconto "Canto di Natale".
Naturalmente c'è zio Paperone nella parte del vecchio e avaro Scrooge, proprio cucita a pennello.
Mi sono seduta sul pavimento, dimenticando per un po' il resto del mondo.
Ho riletto la storia, conosciuta da bambina prima ancora di aver letto Dickens.
Il balzo indietro nel tempo è stato totale e sconvolgente.
Mi piaceva , durante il periodo natalizio, sognare che al mondo apparissero tanti spettri simili e che riuscissero a redimere un bel po' di persone grette e meschine .
Non mi vergogno: qualche lacrima è caduta, sul vecchio Topolino sgualcito dalla copertina dorata.
Poi mi rassereno: i miei fantasmi dei Natali passati mi mostrerebbero solo bei ricordi, mentre manderei via decisa lo spirito dei Natali futuri. Preferisco ignorare il destino, che tra l'altro non credo già tracciato.
Rimane il Natale presente...in mezzo a scatoloni ed ansie per una nuova vita che sta iniziando.
Ripongo il volumetto in cima alla pila di libri. Zio Paperone mi osserva burbero dalla copertina.
Gli strizzo l'occhio e continuo il mio trasloco.
Nome: angela basetti
Commento: Da piccola non ero una grande fan dei libri di Dickens, pur essendo una avida divoratrice di libri di ogni genere...leggevo tanto e a volte anche troppo in fretta, senza poi ricordare bene il contenuto del testo...mi importava piu' di vincere le varie gare di lettura organizzate dalla maestra o professoressa di italiano di turno (le vincevo regolarmente) che del libro in se' e per se'...Anche crescendo, durante gli anni bui del liceo, il mio approccio alla lettura non miglioro'...sempre da una notevole distanza e distaccato, in piu' conobbi Dickens grazie al professore di inglese,ma all'inizio non mi piacque granche',era troppo triste e smielato per i miei gusti...Beh, del Canto di Natale ho saputo dell'esistenza niente poco di meno che dalla parrucchiera, lo leggeva una signora e mi incuriosi' mi proposi di leggerlo quanto prima, ma poi come tanti buoni propositi anche questo non fu mantenuto...Pero' in casa mia il Natale è la festa maggiormente sentita, c'è la tradizione di fare l'albero il giorno dell'Immacolata(lo faccio sempre io e poi mio padre lo aggiusta a suo piacimento!), da piccola creavo delle decorazioni x l'albero con mio padre in vetro e sono riuscita a conservarle fino ad oggi, ci ritroviamo sempre per il pranzo natalizio coi nonni e cari amici...Ma tornando al Canto di Natale, è tornato alla mia attenzione qualche giorno fa quando al cinema ho visto il trailer del film 3d e mi è piaciuto tantissimo;è proprio vero, il cinema è un mezzo potente e ha la capacità di render affascinante ed impreziosire ogni libro poi trasposto cinematograficamente, inoltre puo' correggere abitudini distorte come la mia (di leggere superficialmente) e di alcune insegnanti che prese da tantissime altre attività e responsabilità a volte si scordano dei classici e bei libri sempre attuali!
Nome: Monica
Commento: L'atmosfera natalizia che si respira da bambini è incredibilmente magica.
E anche io, da piccola, aspettavo con trepidazione la notte della Vigilia, carica di aspettative e di curiosità nello scoprire i doni.
Amando la lettura, ho incominciato molto presto a leggere libri e le storie natalizie mi appassionavano molto.
Ricordo con piacere la storia della piccola fiammiferaia che ci insegnava ad essere sempre pronti ad aiutare il prossimo, e che il comportarsi negativamente portava con sè un ritorno di infelicità.
Il Canto di Natale, lo trovo invece un racconto che segna il passaggio dall'infanzia alla giovinezza, nonchè una fiaba per tutti.
Perchè al suo interno nasconde una morale molto simbolica, le azioni compiute nel passato che si ripercuotono sul presente e successivamente sul futuro.
Questo racconto lo trovavo quasi spaventoso, proprio per l'idea che la notte della Vigilia, qualcuno potesse anche giudicare tutte le mie azioni e decidere di punirmi invece che premiarmi.
Tuttavia, pur apprrezzandone il tema e la trama, capivo che Scrooge era molto burbero, intrattabile e meritava di rivedere la sua situazione.
Ciò mi consolava perchè mi dava prova che il mio comportamento non era cosi malevolo e che la giustizia oltre a giudicare potesse permettere di ravvedersi.
Perchè in fondo anche i cattivi possono pentirsi e passare un bel Natale.
Nome: Michele Egizzi
Commento: A casa mia si faceva sempre l'albero la vigilia di Natale, il 24, e anche se ho solo 40 anni, posso dire che "allora" nevicava parecchio, ma neve o non neve, si andava a raccogliere il muschio per il presepe, e a tagliare un albero di Agrifoglio che decoravamo per le feste. Veramente mio padre non tagliava mai un albero intero, ma qualche ramo qua e là... da alberi di agrifoglio sapersi nei boschi intorno, e poi, una volta arrivato a casa, con pazienza, con filo di ferro e spago li legava in modo da "creare" un albero vero.. una volta ci fossero state le decorazioni, nessuno si sarebbe accorto che non si trattava di un albero vero... Fare l'albero, per mio padre era una vera una specie di rito, ogni anno... aprire la scatola con le decorazioni, che odorava di solaio, le palline ancora tutte di vetro, che si rompevano solo a guardarle.. e lui con pazienza ci metteva tutta la sera ad aggiustare con gusto tutto.. prima le luci, poi le palline, poi, i fili argentati, e alla fine il puntale, che mi ricordo era rotto da un lato, e lui lo metteva girato in modo che la parte rotta, rimanesse verso il muro... dopo il presepe, lì eravamo liberi si sbizzarrirci io e mio fratello, mio padre si interessava solo delle lucine.. il resto, con grande gioia, toccava a noi, sistemavamo con cura il muschio che avevamo raccolto per pomeriggi interi e poi fatto asciugare in solaio, pronto per quella sera magica...
Nome: Giulia
Commento: Ero alle medie e fui scelta come narratrice della favola in inglese... fu proprio una bella recita e ci divertimmo molto a realizzare costumi e scenografie...
Nome: chiara ciofolo
Commento: Solo quando arriva Natale capisco che l'anno è giunto al termine...mi riempio di tristezza e malinconia...cercando d'immaginarmi come sarà l'anno successivo..riempiendomi di speranze per dei giorni migliori...
Mi sveglio la mattina del 24 con un senso di angoscia e terrore..mi sento soffocare..non voglio che questo giorno passi..voglio che duri un'eternità...
Ma inesorabilmente il tempo trascorrerà...ed eccoci qui..la notte di Natale..la stanza si riempie di lucine colorate lampeggianti...di doni sotto l'albero..di persone che si accalcano attorno il mio camino..per scaldarsi le mani e cantare quelle melodiche musichette..
Ed eccomi qui.Come ogni anno...a sentire dentro il mio cuore quel calore e quell'emozione che per 360 giorni non avevo provato...e capisco cosa sia davvero per me il Natale...
Un giorno magico..che per incantesimo...mi fa vivere serena,felice e piena di vita..
Cosa che i restanti 360 giorni non riusciranno mai..
Buon Natale a tutti voi!
Nome: Tiziana
Commento: quel natale ero un pò triste,avevo 9 anni circa e ancora non capivo bene il senso di un rifiuto,volevo un libro di storie meraviglioso,amavo molto i libri e in più c'era un senso di disagio perchè tutti a scuola lo avevano, ma mamma mi disse chiaro e tondo che costava veramente troppo e non potevamo permettercelo. eravamo tutti riuniti da una zia e quando ormai la mezza stava per scoccare mi ero rintanata alla finestra a scrutare il buio,tanto sapevo che ciò che volevo non sarebbe arrivato. e poi le luci si spensero e io vidi una scia luminosa nel cielo completamente scuro, pochi minuti dopo stringevo tra le mani il mio libro...non ho mai osato chiedere a cosa abbia rinunciato mia madre per accontentarmi. IL CANTO DI NATALE mi riporta sempre indietro a questo ricordo, quando per la prima volta capii che natale non era solo fare doni ma anche donare un pò se stessi, come scrooge ogni anno mi ritrovo ad avere dubbi e malumori, e così ho preso l'abitudine di leggerlo ogni inizio dicembre, mi ricorda le cose importanti e cerco sempre di fare in modo di condividere questa storia con altri, l'anno scorso ho portato tutta la famiglia a teatro, una fantastica rappresentazione, sono venuta via in lacrime, quest'anno andremo al cinema a indossare occhialetti ultramoderni che ci catapulteranno dentro una storia che però non ha tempo, e così rispetterò ancora il mio rito, ritornerò un pò bambina e mi libererò delle convenzioni, farò regali col cuore ma soprattutto starò insieme alle persone che amo di più al mondo. questa storia è una lezione ma anche un nuovo inizio, ogni volta.
oh...volete sapere cosa era la scia nel cielo? la slitta di babbo natale ovviamente!!!
Nome: Lucia Masciulli
Commento: Avviene un qualcosa di magico a casa Ciano, qualche giorno prima di Natale.
Qualcosa che non è il semplice riunirsi per cena e festeggiare quella che è la festività
più bella di sempre. Qualcosa che non ha a che fare con spiriti e uomini redenti.
E' quel qualcosa che ti prende e ti porta via. Qualcosa che ti investe come un treno in corsa.
Qualcosa che voi umani chiamereste con il nome di vera amicizia.
La celebrazione dell'amicizia. Si vorrebbe non finisse mai. E non finirà mai. Ci sono cose che si sa
per certo che non finiranno mai. Una di queste è l'atmosfera, la bellissima atmosfera di casa
Ciano. Atmosfera creata da noi, studentesse, amiche, complici, sorelle... con le nostre vite sempre
più intricate le une nelle altre. Con i nostri segreti, le nostre paure, le nostre stupende qualità,
i nostri immensi difetti, sempre pronte a esserci le une per le altre.
Non finirà mai. Ti riempie la vita. E' come la cannella nei dolci.
Ad alcuni può non piacere la cannella. Ma noi siamo come la cannella nei dolci. Quel sapore forte e dolce
allo stesso tempo, quell'odore che non lascia spazio all'interpretazione. Lo sai che c'è; non
puoi non sentirla se c'è. Non puoi non lasciarti attraversare, inebriare da quel profumo. Presa così
forse non è nulla di che la cannella. Un bastoncino come tanti. Ma è l'atmosfera di un dolce caldo a
renderla meravigliosa. Completa quel qualcosa che di per se andrebbe pure bene...
E' come se ci guardassi dall'alto, mentre scodelliamo la pasta... mentre brindiamo...mentre scherziamo
con l'ironia che ci ha sempre caratterizzato. Mentre qualcosa brucia di la' nel forno, tipicamente.
'a Livella recitata da una memoria un po' brilla... i giochi stupidi che ci vengono in mente d'improvviso...come quando
finimmo col chiamarci con soprannomi stupidi per tutta la sera (altrimenti severe penitenze^^)o a percorre, stese sul pavimento
con la sola forza dei gomiti, tutto il lungo corridoio... o quando Chicca ha ballato mezza nuda, sul balcone, la macarena...
giochi, fumo caldo...l'immensa pila di piatti da lavare, e noi che litighiamo per
chi deve farli...Niente spiriti. Magari a vederci Ebenezer riderebbe e scherzerebbe con noi...
Casa Ciano è senza via scampo...;)
Nome: Sipontina
Commento: Noi non avevamo bisogno di guardare il cielo per vedere le stelle: le avevamo dentro casa: una stella filante per ogni bambino. Eravamo noi i padroni delle stelle e potevamo muoverle e farle danzare con un semplice gesto della mano, disegnando arabeschi nelle cui scie c'era tutto il candore della nostra infanzia. Bisognerebbe andare a pescarli lì i ricordi, in quelle linee scintillanti. Ogni anno sempre gli stessi gesti, le stesse parole, le stesse attese, gli stessi stupori, ma ogni volta con un'emozione diversa e magari qualche dente o centimetro in più rispetto al Natale precedente. Noi eravamo al tavolo dei bambini, rigorosamente davanti alla tv a guardare per l'ennesima volta il povero Topolino vittima delle angherie di Scrooge-zio Paperone, mentre dalla cucina arrivava il puzzo delle anguille arrostite e del baccalà fritto. Ogni tanto uno di noi andava di là e si fermava ad ammirare nonna con le mani imerse nella pasta appiccicosa delle pettole e gli occhiali sempre un po' abbassati sul naso e opachi di frittura. Nulla ci dava tanta sicurezza e tanto calore come assistere a quella scena e farne parte. Anche il puzzo di cucina era parte di noi e ne eravamo fieri. Come quando, ognuno di noi, in rigoroso ordine d'età, e anche di altezza, saliva sulla sedia e recitava la poesia di Natale sotto gli occhi protettivi delle nostre mamme, alle quali scappava qualche suggerimento, come se fossimo in una competizione d'altri tempi. A volte capitava che fuori nevicasse e noi ci chiedevamo se Babbo Natale ce l'avrebbe fatta ad arrivare nelle nostre case senza camino. E mentre la neve cadeva in strada noi lasciavamo che qualche soldino cadesse nei nostri cestini come premio delle nostre letterine, mentre non ci accorgevamo che gli zii sparivano nella stanza accanto per cammuffarsi da Befana e Babbo Natale. E ancora regali, e ancora sorpresa e ancora nostalgia. E allora eccole le stelle, filanti e brillanti mentre, formando una piccola processione, recavamo Gesù Bambino per i corridoi stretti tra le pareti impregnate di fritto e cucina. Fuori c'era la neve, o forse no. Ma di sicuro cadeva la neve quella notte in cui anche l'ultima stella ha lasciato per sempre quella casa.
Nome: Aldo Esposito
Commento: Scrooge per me è zio Paperone che, insieme al fantasma di Pippo, guarda, sotto la neve, da fuori dalla finestra di casa di Topolino che è con la sua famiglia a festeggiare il più povero e triste dei Natali ma allo stesso tempo felicissimi di godere la semplicità dello stare insieme, dei non-regali e del misero cibo natalizio. Un insegnamento che non dimenticherò mai e che porterò sempre nel mio cuore. Grazie Dickens. Grazie Scrooge. Grazie Walt Disney!
Nome: Mita
Commento: Quando ero ragazzina, verso i 13 anni, in parrocchia facemmo la recita del "Canto di Natale" e mi ricordo che per il ruolo principale fu scelta Ilaria che essendo una ragazza, si vestì da uomo e interpretò lei il ruolo il ruolo maschile!
Nome: Antonio Pezzolla
Commento: C'è un po' di Scrooge in ognuno di noi. Forse nel mio capo un po' di più di un po'.
Forse lui è Scrooge e ancora non lo sa. Fortuna che lo stipendio non lo decide lui.
E' un uomo solo. E la solutidine tende ad amplificare il modo di essere di ciascuno
di noi. Non c'è il limite dell'altro. Di una moglie che ti accarezza, di un figlio che
smussa gli spigoli del tuo cuore. Si, spigoli... perchè è come una scatola. Ha il cuore
a forma di scatola, come le inutili scatole dei tubetti di dentifricio o della maionese,
buone solo a tenere al riparo dal tempo e dal viaggio un qualcosa di effimero destinato
a finire. Se solo capisse che quegli spigoli duri permettono di farci entrare dentro
solo un quantità limitata di roba. Roba scelta con attenzione. C'è poco spazio per i sentimenti.
Quelli hanno bisogno di linee ondulate, di orizzonti indeterminati... Non ci stanno in una
scatola; se pur qualcosa riuscisse ad entrare, rimarrebbe intrappolata in una sterile
casupola di ghiaccio, sommersa da chissà quale blocco interiore.
Mi piacerebbe dirglielo. Fargli capire cosa significa il calore. Farlo sedere
assieme a mio marito, mio figlio, mia madre, ed una decina di parenti, in questa notte
speciale. Fargli capire che se solo volesse, può salvarsi... venire fuori da quel mare di
solitudine,di falsi sorrisi e vivere. Incravattarsi la vita al collo, una volta per tutte.
Nome: Nico
Commento: Sarebbe davvero bello se qualcuno, che sia sotto forma di spirito o in carne ed ossa,
venisse a trovarci e spulciando nel passato, passando per le vie intricate del presente
e per quelle incerte del futuro, ci desse la possibilità di cambiare il corso degli eventi.
Penso che ognuno di noi abbia qualcosa di cui andare davvero fiero dietro di se, ed altrettanti
progetti bellissimi davanti a se. Ma le piccole e grandi macchie nere che rovinano
i colori vividi delle nostre vite ci sono; "si fanno le schifezze e poi si pagano"
direbbe qualcuno.
A Natale ognuno è portato a pensare a chi è meno fortunato di noi, ai poveri, alle persone sole.
Ma c'è un gruppo di persone, un gruppo ingente di persone, uomini e donne, che cadono
nel dimenticatoio delle mente comune. Uomini e donne che pagano ogni giorni gli errori fatti.
Uomini nati con la disgrazia di essere deboli. Donne che sognano il loro amore, guardando
una luna a strisce.
Un carcere è pieno di anime che scontano, che pagano le loro schifezze. Giustamente. Come
è logico che sia. Ho imparato, dalla vita, che è decisamente meglio quando hai qualcuno a
fianco, mentre paghi le tue schifezze. Piccole o grandi. Che hanno fatto del male a te o
a qualcun'altro. E' bello il sapersi vicini a qualcuno. Si hanno mille ragioni in più per andare
avanti, quando la solo tua ragione d'essere non basta.
Mi vengono in mente quegli occhi... decine di occhi. E una voce, un'unica voce, un canto
bellissimo. E la voglia di accelerare il corso degli eventi; i tempi del cuore che
combattono contro i tempi della legge...
Noi. Un gruppo di giovani volontari.
Loro. I carcerati di una città come tante.
Un canto. Natale.
Nome: Ermione'86
Commento: Non ha mai sentito parlare di Scrooge. Ne sono sicura. E non perchè me l'abbia detto,
ma so per certo che se le chiedessi: -Conosci per caso Scrooge, nonna?-, lei mi risponderebbe
in un dialetto bellissimo: -C' ne cogg'? (Trad. Chi è Scrooge?)-
Fa parte di altri tempi nonna... Tempi in cui le storie che si raccontavano la sera
attorno al braciere erano storie di miti e leggende popolane: anime che vagano per i boschi,
nani dispettosi che vengono di notte e intrecciano le code dei cavalli...robe del genere...
Nonna di storie me ne ha raccontate, storie di vita vera, storie di americani ospitati nel
fienile ai tempi della guerra, storie di ore passate a percorrere sentieri boscosi per
raggiungere un'improvvisata maestra, storie di vita in campagna, in una delle masserie più
ricche dell'epoca. Nonna non era ricca, era stata affidata a questi proprietari terrieri,
orfana di padre, con una mamma che aveva troppe bocche da sfamare e pensò bene di farla
crescere nell'agiatezza di tavole mai vuote, di pane sempre fresco.
I suoi ricordi sul Natale... C'era tutto un rito che cominciava giorni prima della festa. Chili e
chili di dolci, mandorle abbrustolite, pettole al miele e al vin cotto, rosoli caserecci,
formaggi con latte munto dalle loro stesse vacche, carni, selvaggina, cavatelli fatti in casa,
sughi fumanti il pentole di rame, funghi di bosco, focacce, pane e pane e pane...
il vino rosso nuovo, l'acqua fresca del pozzo...
Una tavolata che non finisce mai... amici, parenti, conoscenti... tutti a mangiare e ad
avvinazzarsi... e poi la lunga processione verso la cappella vicina.
Una messa natalizia che odora di sudore e dignità... Il vestito buono...Il cappello tra le mani del "padrone"...
No, nonna non ha mai sentito parlare di Scrooge, ma io ho sentito e sento ancora parlare
nonna, raccontare di tempi passati, di avventure di metà '900... e mi pare di sentirlo davvero quell'odore
di mandorle abbrustolite...
Nome: Francesca Rossini
Commento: "Marley, prima di tutto, era morto. Niente dubbio su questo. Il registro mortuario portava le firme del prete, del chierico, dell'appaltatore delle pompe funebri e della persona che aveva guidato il mortoro. Scrooge vi aveva apposto la sua: e il nome di Scrooge, su qualunque fogliaccio fosse scritto, valeva tant'oro. Il vecchio Marley era proprio morto per quanto è morto, come diciamo noi, un chiodo di porta." Così inizia il racconto e queste righe mi hanno sempre messo molta tristezza addosso difficile da dimenticare ogni notte di Natale quando guardo la neve che cade sulla strada.
Nome: Luna Laera
Commento: Una grande, grandissima passione: leggere i fumetti del famigerato TOPOLINO.
Ne ho centinaia, tutti ordinati (o quasi) in una libreria, ingialliti dal tempo che passa e
dal sole che batte tutto il giorno in quella geniale veranda dove mia madre gli ha depositati
(forse sperando che un giorno o l'altro possano evaporare...).
Un tempo: poche settimane al Natale. Un luogo: il mio caldo lettuccio.
Copertina bellissima... Non quella sul mio letto... Quella del nuovo numero di TOPOLINO.
Un nome: Scrooge McDuck.
Chi? Scrooge McDuck. Paperon De' Paperoni, per intenderci.
Non ero ancora nata quando uscì per la prima volta il cortometraggio d'animazione
"Il canto di Natale di Topolino" dove Paperon De' Paperoni interpretava
il taccagno e solitario Scrooge. Diversi anni dopo lo riproposero in versione fumetto.
Ed io ero lì, come ogni mercoledì, a gustare pagina dopo pagina il mio amato Topolino (che non
riuscivo a farmi durare per più di due sere, tanta la voglia di finirlo prima possibile).
Storia affascinante... E mi restò dentro, come una delle più belle mai lette.
Quella fu la prima volta in cui lessi di quello spilorcio di Scrooge. Nel mio lettuccio caldo.
Poche settimane prima di Natale. Insolito approccio al racconto di Dickens, allora nemmeno sapevo
che fosse una rivisitazione del racconto di Dickens. Forse non sapevo nemmeno chi fosse
Dickens. Ma mi restò dentro.
Mi restò dentro in quel modo in cui le cose semplici restano dentro. Silenzioso e vivo.
Forte e lieve. A tempo indeterminato. In quel modo di cui sono capaci solo i bambini.
Crescendo si tende a tenerle strette dentro per paura che scappino, le cose semplici.
Oppure le lasciamo scivolare via, come un soffio che muove un po' di
polvere e la rideposita poi nello stesso posto. Dipende.
Quello che voglio dire è che è bello averne di questi ricordi, ricordi semplici, momenti che non hanno segnato l'inizio di un qualcosa o la fine di un'altra. Momenti di vita incredibilmente banale.
Meravigliosamente banale.
Come possono essere venti persone che pranzano attorno ad un tavolo, il giorno di Natale.
I più piccoli che recitano la loro poesia. Luna che come al solito va a ripescare foto
color seppia dal mobile della nonna. Ricordi che aleggiano nell'aria. Risate.
Meravigliosamente semplice. Se avete capito cosa voglio dire.
Una giornata sospesa nel tempo-non tempo. Quasi addormentati.
Il giorno dopo?
Una nuova possibilità. Un nuova occasione per cambiare le cose. Tutta la buona volontà per
il "non è mai troppo tardi"...
Propositi che svaniscono il 27 dicembre, puntualmente (per alcuni anche prima).
Non tutti sono bravi come Scrooge.
Ma questa è un'altra storia...
Nome: Annalisa Esposito
Commento: La prima volta che ho sentito parlare di questo racconto ero piccola, molto piccola, talmente piccola che per me era una 'fiaba' e non ancora un racconto di Charles Dickens. Di questo racconto, ricordo sicuramente i dettagli, la bellezza con cui Charles Dickens scrive di una notte magica, ma anche tetra, in cui l'uomo si confronta, forse per la prima volta, con se stesso, ma sopratutto con i valori umani, con il passato, il presente e il futuro. Un romanzo carico di nostalgia, malinconia, ma anche tante luci colorate. D'altronde è Natale! Ricordo poi Topolino e Zio Paperone nella versione Disney e gli occhi luciccanti di mia sorella piccola mentre guardava per la prima volta una storia unica nel suo genere. Per me non c'è storia più bella legata al Natale e quando in tv trasmettono la versione cinematografica non resisto a ri-guardarlo per l'ennesima volta. E' uno di quei racconti che spero conoscano sempre tutti, da cui trarre un "piccolo" insegnamento, perchè secondo me, non c'è Notte di Natale in cui guardando un albero di Natala, un bambino che scarta un regalo, la mamma che cucina, la nostra mente non inizia a vagare, pensando:
a chi è meno agiato di noi, a chi purtroppo non passa il Natale con la famiglia, a chi vive di pochi sorrisi e tante lacrime, a chi desidera talmente tanto qualcosa da non avere il coraggio nemmeno di provarci nel tentare di conquistarsela, alle nostre paure, alle nostre illusioni, agli sbagli, ai rimpianti e alla nostra forza interiore, a quel che abbiamo perso ma che abbiamo amato, al sorriso di un amico, una situazione divertente, esaltante, entusiasmante; al tempo che scorre troppo veloce e a quelle situazioni in cui il tempo si sarebbe dovuto fermare per viverle appieno, a quell'abbraccio mancato e a quella carezza richiesta, a quel calore marginale e a quella verità intensa. Dettagli, emozioni, caratteristiche di una vita in cui ci sentiamo un pò Ebenezer Scrooge, un pò Fred (l'affettuoso nipote) e a volte vorremmo anche essere Lo spirito del Natale Passato, Lo spirito del Natale Presente e quello del Futuro.
Buon Natale! ^^
Nome: Tiziana Giacomelli
Commento: La favola di Dickens mi ha sempre messo molta ansia e paura, caricando sempre le mie notti di Natale di aspettative da mantenere. Ho sempre amato/odiato Scrooge, da un lato ne avevo pena, da un altro se lo meritava...
Nome: Maria Rosa
Commento: Fantasia. Emozioni. E nel cuore l'attesa.
Resto in ascolto del tempo e mi accorgo che i suoni sono gli stessi. Inutili e comuni.
Davanti allo specchio cerco la magia del Natale, che è bacio d'amore, carezze a lume di candela, parole davanti al camino che fuma.
Sola, percepisco il silenzio. Quel senso di abbandono e di morte che invade la casa. Sarei felice dei miei capelli bianchi, delle rughe sulla fronte, degli occhi privi di passione se accanto a me vivesse ancora la speranza.
In sordina, mi raggiunge il respiro assonnato di mia madre, che domani, venticinque dicembre, compirà 94 anni.
Il suo nome è Natalina e tra le dita rinsecchite dall'artrite, c'è ancora il sapore del lavoro, un'esistenza di lacrime e sangue.
Io l'assisto nella camera accanto e quando mi debbo alzare dal letto, fatico a passare dal materasso al cuscino della mia seggiola a rotelle.
Il mondo ormai ci ignora. Gli amici se ne sono andati ad uno ad uno, perché infastiditi dal mio comportamento e dal fatto che non l'ho messa a giacere in un cronicario. Neppure uno ci ammira o ci compatisce. Nonostante, vorrei averla vicina per sempre e saperle donare quelle briciole di bene e di affetto che nessuno uomo mi ha mai saputo dare.
Sola e domani sarà Natale: un giorno come tanti, mentre dal cielo scende la neve e quella porzione di illusione che tutto stempera e rende lieve.
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