III Edizione del Festival Internazionale del Film di Roma – La notte magica e surreale di Toni D'Angelo
Paolo Massa - 02.11.2008

Tags: toni d'angelo, nino d'angelo, una notte, cinema
In una Napoli notturna, dove tutto sembra più tranquillo e pacificato rispetto al giorno inquieto e caotico della città, la notte diventa la metafora del solo tempo durante il quale sembra possibile liberarsi dalle costrizioni del giorno quando sempre più spesso si rischia di recitare la vita e di non viverla a pieno.

La cosa forse più interessante di un Festival del Cinema (o del Film, come nel caso romano) è quella di assistere a proiezioni che difficilmente sarà possibile ritrovare poi nel piccolo cinema sotto casa (se ancora ne esistono) e men che meno nei grandi e periferici multisala delle nostre città. Ecco perché dopo aver visto con piacevole sorpresa Una notte, opera prima di Toni D'Angelo (figlio del celebre cantante napoletano Nino, tra l'altro anch'egli fra gli interpreti della pellicola), la soddisfazione è tanta pur nella consapevolezza che, purtroppo, il film in questione non avrà una distribuzione adeguata come invece meriterebbe. Va dato il merito perciò al Festival Internazionale del Film di Roma, e alla sua sezione La fabbrica dei progetti, di aver voluto valorizzare un piccolo grande film laddove sia Venezia che Torino avevano deciso di scartarlo.
Veniamo alla storia. Siamo in una Napoli notturna, dove tutto sembra più tranquillo e pacificato rispetto al giorno inquieto e caotico della città, tra immondizia e traffico paralizzante per le strade. Nelle prime sequenze assistiamo ad un terribile incidente d'auto che coinvolgerà colui il quale, Antonio, sarà poi l'anello di congiunzione dei vari personaggi della pellicola. Di Antonio non sappiamo (e vediamo) niente, solo che conosceva Salvatore, Annamaria, Alfonso e Riccardo, i quattro compagni ritrovatisi nella loro Napoli per commemorare la morte dell'amico. E dalla veglia funebre ha inizio l'incontro, dopo anni di lontananza per lavoro, dei quattro personaggi.
Il loro viaggio in taxi, in attesa che la notte passi e arrivi così il giorno dei funerali, sarà un'occasione imperdibile per ritrovarsi a parlare del passato vissuto insieme, del presente incerto e del futuro ancora più oscuro. Il Caronte di turno alla guida del taxi è interpretato da un intenso Nino D'Angelo, alle prese con un personaggio, Raffaele, da un lato sì disincantato ma dall'altro ancora capace di stupirsi e sperare in un altro giorno da vivere dignitosamente.
Nel corso di questa lunga notte on the road i quattro amici avranno l'occasione di scoprire nuove cose sulle rispettive vite, potranno riavvicinarsi dopo essersi allontanati, ritornando anche solo per una notte i ragazzi che furono un tempo. Commuovendo e divertendo il film alterna efficacemente vari registri, dal malinconico all'ironico, e le varie tappe che i quattro fanno lungo la strada – una volta in un bar, un'altra volta ad una festa, e sul finire sulla spiaggia in riva al mare – permettono al regista di caratterizzare al meglio e in profondità tutti i personaggi della storia.
La notte diventa così la metafora del solo tempo durante il quale sembra possibile liberarsi dalle proprie ansie e tabù, dalle costrizioni del giorno quando sempre più spesso si rischia di recitare la vita e di non viverla a pieno. Una pellicola rara e preziosa da non perdere.
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