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Roma Film Fest - Dr. Plonk, l'attualità della vecchia commedia muta

Benedetto Naturali - 01.12.2007 testo grande testo normale

La sezione EXTRA del Rome Film Fest riserva il film più geniale, graffiante, ironico e profondo di tutta la festa: Dr. Plonk, del poliedrico regista olandese, che vive in Australia, Rolf de Heer.



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La sezione EXTRA del Rome Film Fest riserva il film più geniale, graffiante, ironico e profondo di tutta la festa: Dr. Plonk, del poliedrico regista olandese, che vive in Australia, Rolf de Heer.

Dr. Plonk è una surreale commedia muta in bianco e nero, in stile vecchi film di Charlie Chaplin e Buster Keaton, sulla fine del mondo vista attraverso gli occhi di uno scienziato del secolo scorso. E' il grande anno 1907 ed il Dott. Plonk, famoso scienziato e inventore, calcola che il mondo finirà tra 101 anni a meno che non si agisca immediatamente. Come è sempre accaduto ai visionari nel corso dei secoli, Plonk viene deriso per le sue idee dai politici, dai burocrati e perfino dal suo fedele servitore, il sordomuto Paulus. Gli viene chiesta una prova ma l'unica prova accettabile è il futuro stesso che sta finendo. Essendo un pensatore laterale, Plonk inventa una macchina del tempo. In rapida successione, Tiberius il cane, Plonk e Paulus visitano il futuro, 100 anni dopo; perfino il Primo Ministro Stalk e la Sig.ra Plonk effettuano il viaggio. Non tutti ritornano, ma tutti trovano il 2007 leggermente diverso rispetto a quello che si aspettavano...

Il personaggio del Dr. Plonk è interpretato da un attore non professionista: l'artista da strada, Spin, alias Nigel Martin alias Nigel Lunghi, che interpreta Rundle Mall ad Adelaide, fa giochi di destrezza, fa l'equilibrista e può veramente attirare le folle. Ed intorno a lui è stato forgiato il personaggio bizzarro del dottor Plonk capace di incredibili performance fisiche adatte ad un film vecchio stile. Il personaggio di Paulus, assistente sordomuto di Plonk, è invece interpretato dal grande attore australiano Paul Blackwell.

Il geniale regista olandese, con casa in Australia, Rolf de Heer ha realizzato film del tutto diversi tra loro: prima ha realizzato un film per bambini (Tail of a Tiger, 1984); poi un mystery thriller di fantascienza (Incidente a porta del corvo, 1987); poi è venuto un film musicale (Dingo, 1990); e se questo non bastasse anche una "black comedy" così "black" che alcune persone volevano che fosse proibita (Bad BoyBubby, 1993). Come per riparare a quella trasgressione, il suo film successivo fu un film ecologico polemico (Ipsilon, 1995); un film molto serio su una bambina (La stanza di Cloe, 1996); ed un film ancora più serio su una persona disabile (Balla la mia canzone, 1998). Poi ancora un film d'avventura/storia d'amore magico- realistico: Il vecchio che leggeva romanzi d'amore, 2000; un "road movie" politico d'epoca senza strade: The Tracker, la guida, 2002; un thriller psicosessuale: Alexandra's Project, 2003. Non contento di mescolare i generi, cominciò poi a mischiare le sue lingue, con un dramma/commedia preistorico girato interamente nelle lingue aborigene australiane originali (10 canoe, 2006); e infine questo, una commedia muta che non ha nessuna lingua.

"Dopo Dieci Canoe dove sono state utilizzate otto lingue diverse parlate dagli aborigeni australiani, un film muto era proprio quello che mi ci voleva!" - scherza il regista quando racconta la genesi di Dr.Plonk - "Dr.Plonk nasce dal mio amore per il cinema muto: dalle ‘serata cinema' della mia scuola quando ero bambino dove venivano, prima di ogni film, mostrati sempre due o tre rulli delle cosiddette ‘comiche'. In più sentivo fortemente la sfida di realizzare una pellicola senza dialoghi e tutto fosse lasciato in mano all'elemento visivo della trama. Scrivere la sceneggiatura è stata la cosa più difficile perché sei obbligato a pensare esclusivamente in termini puramente visuali. L'unica maniera in cui ci sono riuscito è stata quella di ideare il personaggio dell'assistente sordo muto del protagonista. E' stato attraverso il suo non potere parlare che ho trovato il giusto approccio per la narrazione. "

Il film è stato realizzato con 7000 metri di pellicola altrimenti inutilizzabile rimasti per dieci anni nel frigo dell'ufficio di De Heer in Australia ed è stato girato con una macchina a mano. "Abbiamo comprato una macchina da presa degli anni Venti per scoprire che l'emulsione della pellicola di oggi rende praticamente impossibile il suo utilizzo. - continua il regista nonché produttore e sceneggiatore - Così abbiamo modificato una macchina da presa più recente e vi abbiamo inserito la manovella dell'epoca. Un film muto e in bianco e nero doveva essere per forza girato così. Era l'unica maniera per ricreare quel tipo di movimento e di ripresa. "

Dr. Plonk: un piccolo grande film dal divertimento assicurato, che fa anche riflettere.



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