Le strade di David Lynch
Azzurra Capuano - 08.11.2006

Tags: David Lynch,Inland Empire,Eraserhead,Blue Velvet,Mulholland Drive
Le trame dei film di David Lynch sono difficilmente sintetizzabili e hanno sempre diviso critica e pubblico. br> Chi cerca a tutti i costi di dare una spiegazione razionale ai suoi film di certo resterà deluso. br> La bellezza delle sue opere, come sostiene Lynch stesso, è nel lasciarsi trasportare dal flusso delle immagini e del suono senza cercare di dare una spiegazione analitica e razionale ad ogni singolo accadimento sul grande schermo. br>

Alla 63esima mostra di Venezia David Lynch, all'età di 60 anni, è stato premiato con il leone d'oro alla carriera e ha presentato nella categoria fuori concorso il suo ultimo labirintico Inland Empire, realizzato totalmente in digitale con sceneggiatura “work in progress” ovvero realizzata una scena alla volta durante le riprese. br>
Le trame dei suoi film sono difficilmente sintetizzabili e hanno sempre diviso critica e pubblico. br> Chi cerca a tutti i costi di dare una spiegazione razionale ai suoi film di certo resterà deluso. br> La bellezza delle sue opere, come sostiene Lynch stesso, è nel lasciarsi trasportare dal flusso delle immagini e del suono senza cercare di dare una spiegazione analitica e razionale ad ogni singolo accadimento sul grande schermo. br>
C'è chi sostiene sia un genio, un visionario, un surrealista, altri che abbia dei seri disturbi mentali. br>
Percorrendo a ritroso la sua carriera artistica, 30 anni fa, nel 1976 realizzò il suo primo lungometraggio intitolato EraserHead:
Henry Spencer diventa padre di una “creatura” venuta prematuramente alla luce. br>
La creatura emette un lamento continuo, un pianto che rischia di far impazzire i suoi genitori. br>
Il film è in bianco e nero e, fatta eccezione per alcune battute, è muto, sono i rumori che sostituiscono le parole. br>
Se questa descrizione vi è sembrata l'opera di un folle, allora preparatevi perchè il mondo cinematografico di Lynch propone personaggi singolari, una realtà che si frammenta, genitori che uccidono i propri figli e hanno rapporti incestuosi come nel suo serial tv Twin Peaks, trasmesso in italia nel 1991, che ha affascinato, inquietato, e tenuto con il fiato sospeso i telespettatori chiedendosi “Chi ha ucciso Laura Palmer?”; deformità fisiche che nascondono cuori puri come in The Elephant Man in cui il vero mostro non era il protagonista, affetto fin dalla nascita da tumori della pelle che lo rendevano spaventoso a prima vista, ma la crudeltà delle persone che fingendo buonismo, lo circondavano; detective improvvisati come in Blue Velvet del 1986 in cui Jeffrey Beaumont (Kyle McLachlan, attore feticcio lynchiano), tornando verso casa ritrova un orecchio umano mozzato e indagando si incontrerà con Dorothy Vallens (Isabella Rossellini), una cantante di un night club tormentata da un terribile Frank Booth (Dennis Hopper); viaggi impossibili a bordo di una vecchia tagliaerbe come l'anziano protagonista di Una Storia Vera, film che si può dire tra i più “comprensibili”, lineare e poetico; cercatori di elisir di lunga vita come in Dune, unico film di fantascienza di Lynch, in cui nell'anno 10191 sul pianeta Arrakis c'è una sostanza che può donare la vita eterna chiamata “Melange”. br>
Il tema del doppio, gli scambi di identità serpeggiano in Strade Perdute, del 1996, o nel penultimo capolavoro Mulholland Drive , del 2001, in cui i personaggi sono come delle reincarnazioni senza memoria della vita passata. br>
Dietro la facciata surreale, spesso si nasconde una profondità di pensiero dovuta alla ricerca di Lynch di altri modi di pensare rispetto a quelli occidentali che il regista ha trovato nelle profondità del pensiero orientale (induismo, buddismo, zen). Questo suo aspetto è stato illustrato nella recente conferenza all'Auditorium di Roma sulla meditazione trascendentale. br>
In attesa di vedere nelle sale cinematografiche il suo ultimo film Inland Empire, che ripropone tutte le ossessioni più care al Leone d'oro alla carriera, non sveliamo altro per non perdere il piacere della scoperta. br>
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