La nostra vita è solo metà della storia

Simonetta Gallucci - 06.10.2017 testo grande testo normale

Ritesh Batra impacchetta e confeziona un film dall'incedere misurato, che lascia aperti molti interrogativi e si pone come incipit di riflessioni personali ad ampio raggio.

Tony Webster (Jim Broadbent) è un signore divorziato, bisbetico, chiuso in se stesso ed in un polveroso negozio di macchine fotografiche, antiquato e desueto almeno quanto la sua avversione al mondo social. Quando Tony apprende di aver ricevuto in eredità il diario del suo amico di gioventù Adrian Finn (Joe Alwyn) da parte della madre di Veronica (Freya Mavor), sua prima fidanzata, è costretto a fare i conti con un passato per alcuni versi doloroso, che negli anni si era sedimentato e sembrava essere stato dimenticato. In una sorta di dialogo dentro e fuori dal tempo, l'anziano signore farà i conti con il se stesso da giovane (Billy Howle) tanto quanto con una Veronica (Charlotte Rampling) invecchiata ed ingrigita, per scoprire infine che "la nostra vita non è la nostra vita, ma solo la storia che raccontiamo" e che, fuori di noi, resta sempre l'altra metà della storia.

Tratto dal romanzo "Il senso di una fine" di Julian Barnes, vincitore nel 2011 del Booker Prize, il film di Ritesh Batra porta sul grande schermo una profonda verità, che molto spesso ci sfugge pur essendo sotto i nostri occhi ogni giorno: il divario inevitabile che esiste tra la vita intesa come successione di accadimenti, e quella vista attraverso gli occhi di ognuno di noi, trasmessa agli altri con le nostre parole, che nel momento in cui viene vissuta e raccontata è già diversa dal fattuale, diventa già una nostra interpretazione.

Come afferma lo stesso protagonista: "Quante volte raccontiamo la nostra vita? La adattiamo, la abbelliamo, facciamo tagli ad arte e creiamo una nuova realtà. E quando tutto sembra sfuggire, come facciamo a sapere che le nostre vite sono intrecciate per sempre?"

Partendo da questi presupposti diventa difficile poter esprimere un giudizio obiettivo, nella consapevolezza ora che qualunque pensiero sarà investito da un carico di ricordi ed emozioni che trascendono la pellicola in sé per collegarsi ad una trama di esperienze personali addotte come prove della tesi portata avanti in questo film.

Quante volte abbiamo raccontato una bugia, o una finzione, così frequentemente a noi stessi o agli altri da riuscire a trasformarla in verità? E quante volte ci capita di parlare di fatti e persone che sembrano, dai nostri racconti, essere durati un'eternità, quando magari sono stati solo eventi fuggevoli? E quanti di noi perpetuano ogni giorno la presenza di una grande assenza?

Con delicatezza e un pizzico di ironia il film ribadisce tutto questo o, quanto meno, questa ne è una personale interpretazione, perché in fondo "ciò che si ricorda non è mai ciò a cui abbiamo davvero assistito".

TITOLO ORIGINALE: The Sense of an Ending
Regia: Ritesh Batra
Cast: Jim BroadbentCharlotte RamplingHarriet WalterMichelle DockeryMatthew Goode

Anno: 2017 
Produzione: Gran Bretagna
Durata: 108 min 
Data uscita: giovedì 12 ottobre 2017 
Genere: drammatico 



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