Blade Runner 2049, un viaggio alla ricerca di sé

Fabrizio Rigante - 05.10.2017 testo grande testo normale

Tags: blade runner, 2049, Villeneuve Gosling

Trent’anni dopo le vicende narrate nel film culto di Ridley Scott, i replicanti sono stati banditi ma l’enigmatico Neander Wallace ha acquisito la Tyrell per sviluppare una nuova serie di androidi. Intanto, l’agente K indaga su un segreto di vitale importanza, capace di sconvolgere gli equilibri dell’umanità. Un sequel che si distanzia dall’originale pur mantenendo invariato l’indubbio fascino dell’ambientazione futuristica.

Sono trascorsi trent’anni da quando il cacciatore di androidi Rick Deckhart (Harrison Ford) ha “ritirato” Roy Batty, l’ultimo replicante.
Nel 2020, un grande blackout ha distrutto quasi tutti i dati memorizzati su dispositivi elettronici, mentre alle gravi carestie legate ai cambiamenti climatici ha risposto Neander Wallace (Jared Leto), che ha acquisito le tecnologie della Tyrell per sviluppare una nuova serie di replicanti, diversa dai vecchi Nexus 6 e immortale.
Ma proprio i replicanti Nexus 6 sono ancora in circolazione, anche se costretti a vivere in clandestinità. Incaricato del “ritiro” è l’agente K (Ryan Gosling), un Blade Runner della polizia di Los Angeles. In particolare, l’agente K deve ritrovare un vecchio Nexus 6 e per farlo rispolvera un segreto che potrebbe rivelarsi una catastrofe per l’umanità. Di conseguenza, ogni persona che ne è a conoscenza deve essere eliminata.
Nel corso di questa ricerca, l’agente K si imbatte anche in Rick Deckhart, scomparso per trent’anni e capace, per tutto questo tempo, di vivere in totale isolamento.
Il tema fondamentale del Blade Runner di Ridley Scott era la differenza tra uomo e replicante, laddove i replicanti, simili all’uomo ma considerati privi di umanità, erano sfruttati come schiavi. Arrovellati da domande sul loro vero scopo e sulla vera natura della loro esistenza, i replicanti sono angosciati dalla conquista dei diritti dell’umanità, raggiungibili attraverso l’installazione di ricordi, che permettono di governare le proprie emozioni. Ma nel momento in cui un replicante si accorge di essere «un nato, non un creato», il suo ruolo cambia, per ritrovarsi alla pari con il suo stesso creatore.
Misurarsi con un predecessore tanto amato non deve essere stato facile né per Denis Villeneuve né per chi ha firmato la sceneggiatura, capace di recuperare gli antichi cliché che avevano reso il film di Ridley Scott indimenticabile ma, allo stesso tempo, di reinterpretarli nell’ottica di una società sempre più avveniristica, in cui l’uomo è costretto a fronteggiare la sua stessa nemesi, quel replicante da lui creato e che prima o poi arriverà a detronizzarlo. Questo è l’amletico dubbio ed è proprio questa la minaccia che si affaccia all’orizzonte: la minaccia di una guerra inevitabile, scatenata dalla scoperta che il replicante è come l’uomo non soltanto per l’aspetto ma anche per l’anima e che quell’anima gli consente di recuperare quei diritti che gli sono stati sottratti fin dall’atto della sua stessa creazione, a causa della sua stessa natura.
È emblematico il rapporto tra l’agente K e la sua ragazza virtuale, capace di cambiare abbigliamento e pettinatura in poco tempo, pur essendo soltanto una creatura digitale. La ricerca dell’agente K non è rivolta soltanto alla scoperta del maledetto segreto che potrebbe cambiare le sorti dell’umanità ma è anche un viaggio alla ricerca di se stesso, alla fine del quale l’agente K opta per la soluzione più logica, che però, allo stesso tempo, potrebbe non esserlo. In tal senso la sceneggiatura non aiuta a far chiarezza e sembra costretta a dover aprire ancora molte scatole cinesi prima di trovare quella giusta, capace di risolvere del tutto l’enigma.
Lo scenario fantascientifico di Blade Runner 2049 non è soltanto una prosecuzione dell’originario film di Ridley Scott ma ne è allo stesso tempo la replica, qualcosa che voglia assomigliare all’originale, pur differenziandosi per qualcosa in più. Se in Blade Runner era la cultura cyberpunk ad aver maggior spazio, ora è l’effetto dolcemente retrò a provocare un sorriso amaro in chi assiste allo scontro tra l’agente K e Rick Deckhart in un locale vuoto ma allo stesso tempo popolato dai fantasmi di un passato incancellabile, proprio come lo sono gli ologrammi di Elvis e di Marylin, a ricordare ciò che era e che non sarà mai più.
Ryan Gosling, come sempre, è inespressivo.
DATA USCITA: 05 ottobre 2017
GENERE: Fantascienza
ANNO: 2017
REGIA: Denis Villeneuve
CAST: Ryan Gosling, Harrison Ford, Ana de Armas, Jared Leto, Mackenzie Davis, Robin Wright, Dave Bautista, Lennie James, Edward James Olmos, Sylvia Hoeks, Barkhad Abdi, David Dastmalchian, Hiam Abbass, Mark Arnold
PAESE: USA
DURATA: 103 Min
DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Italia
TRAILER ITA https://www.youtube.com/watch?v=P_0YHwIm8c0

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