74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica - mother!

Benedetto Naturali - 06.09.2017 testo grande testo normale

Tags: mother, venezia74, aronofsky, lawrence

La relazione di una coppia viene messa a dura prova quando alcuni inattesi ospiti si presentano a casa loro, gettando nello scompiglio la loro tranquilla esistenza.

Sono tempi folli in cui vivere. Mentre la popolazione mondiale sta per sfiorare quota 8 miliardi, ci troviamo di fronte a questioni così serie da sfuggire alla nostra comprensione: gli ecosistemi collassano mentre il fenomeno dell'estinzione ha assunto proporzioni senza precedenti; le crisi migratorie fanno traballare i governi; palesemente schizofrenici, gli Stati Uniti aiutano a negoziare un trattato epocale sulla questione climatica per poi chiamarsi fuori solo alcuni mesi più tardi; annose controversie e credenze tribali continuano a provocare guerre e divisioni; il più grande iceberg mai documentato si stacca dalla calotta dell'Antartico e finisce in mare alla deriva. Allo stesso tempo, ci troviamo di fronte a questioni troppo stupide perché si possano comprendere: in Sudamerica per ben due volte alcuni turisti uccidono i cuccioli spiaggiati di una rara specie di delfino, soffocandoli nella frenesia da selfie; la politica assomiglia sempre più a un evento sportivo; alcuni muoiono ancora di fame, mentre altri possono permettersi di scegliere a un buffet. Come specie il nostro impatto è diventato pericolosamente insostenibile ma continuiamo a vivere in uno stato di negazione delle prospettive che gravano sul pianeta e del posto che occupiamo al suo interno.

Da questo brodo primordiale di angoscia e impotenza nasce mother! e sgorga come da un sogno delirante.

Il film racconta di una coppia come tante, uno scrittore (Javier Bardem) e la moglie (Jennifer Lawrence) di cui non scopriamo mai il nome, che vivono in una bellissima casa in campagna che lei ha restaurato per farla diventare "il loro Paradiso". Una notte bussa alla loro porta un ospite inatteso (Ed Harris), seguito dalla moglie (Michelle Pfeiffer). La loro sulfurea presenza comincia a scatenare in casa eventi sconvolgenti: tutto sembra congiurare contro la protagonista, bionda e innocente come una Madonna (lo suggerisce anche il character poster-santino del film), invischiata in atmosfere diaboliche alla Rosemary's Baby.

Il regista e autore Darren Aronofsky, habituè veneziano, già presente in passato con The fountain , The Wrestler (vincitore del leone d'oro), Il cigno nero e addirittura presidente di giuria, ha scritto la prima bozza di mother! in soli cinque giorni. Nel giro di un anno stava già girando le riprese. Il suo è un cinema dove demoni, incubi e debolezze personali prendono spesso corpo, caratterizzato da una visione pessimistica della vita, senza lasciare la speranza di vedere la luce solo guardando negli angoli più oscuri di noi stessi.

mother! ha inizio come la storia di un matrimonio. Al centro della trama una donna alla quale viene chiesto di dare, dare e ancora dare fino a quando non le resta più nulla.
Alla fine la storia non è più in grado di contenere la pressione che sta ribollendo al suo interno. Diventa qualcos'altro che è difficile spiegare e descrivere. Uno stream of consciousness registico e allucinogeno.
Non è chiaro dove affondino le radici di questo film apocalittico, dai toni biblici e molto metaforico. Alcune cose sono state ispirate dai titoli che leggiamo in prima pagina ogni giorno della nostra vita, altre dalle continue, interminabili notifiche che ci arrivano sul cellulare, altre ancora dall'avere vissuto, il regista, in prima persona l'uragano Sandy abbattutosi su Manhattan, mentre altre sono sgorgate direttamente dal suo cuore e dalle sue emozioni più profonde.
Nel complesso, si tratta di una ricetta che difficilmente Aronofsky sarà mai in grado di replicare, ma è un drink che va servito e gustato tutto d'un fiato nel bicchiere giusto. Buttatelo giù! Salute!


Darren Aronofsky - mother!
Venezia 74
Usa / 120'
lingua Inglese
cast: Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Michelle Pfeiffer, Domhnall Gleeson, Ed Harris
sceneggiatura Darren Aronofsky
fotografia Matthew Libatique
montaggio Andrew Weisblum
scenografia Philip Messina
costumi Danny Glicker
suono Simon Poudrette
effetti speciali Mario Dumont


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