Biografilm Festival 2017, Cherchez la femme e Dopo la guerra - le recensioni

Francesca Druidi - 06.07.2017 testo grande testo normale

Tags: Biografilm Festival 2017, Biografilm Europa, Cherchez la femme, Dopo la guerra

La commedia francese di Cherchez la femme di  Sou Abadi e il film drammatico Dopo la guerra di Annarita Zambrano sono due dei film presentati nella sezione Biografilm Europa del Biografilm Festival 2017.

Cherchez la femme di  Sou Abadi

In uscita quest'estate nei cinema francesi, Cherchez la femme è il debutto nel lungometraggio di finzione della documentarista di origine iraniana  Sou Abadi, che ha conquistato il pubblico del Biografilm Festival portandosi a casa l'Audience Award nella sezione Biografilm Europa. La commedia si ispira a un aneddoto storico, allo stratagemma usato da un'alta carica politica in Iran che, per fuggire dopo la rivoluzione khomeinista, si nascose sotto il velo integrale fingendosi una donna. E il niqab, il velo che copre il corpo delle fedeli musulmane lasciando soltanto un'apertura per gli occhi, è anche il grimaldello narrativo di Cherchez la femme.

Armand (Félix Moati) e Leïla (Camélia Jordana) sono due studenti di scienze politiche, innamorati e impegnati in un'associazione che si occupa di richiedenti asilo. I progetti della giovane coppia, in partenza per New York per uno stage all'Onu, sono ostacolati dal fratello maggiore di Leïla, Mahmoud (William Lebghil), che ritorna dallo Yemen cambiato e sopraffatto da una visione fondamentalista che non lascia margini di discussione a Leïla e al fratello più piccolo Sinna (Carl Malapa). Per incontrare Leïla, rinchiusa in casa dal fratello, Armand prende una decisione drastica: vestire il niqab e diventare Schéhérazade, una giovane devota che farà involontariamente capitolare Mahmoud, disposto a tutto pur di sposarla. 


Commedia degli equivoci, che fa del travestimento, della farsa e del ritmo indiavolato i propri ingredienti, Cherchez la femme si prende il rischio di affrontare un tema spinoso e drammatico come la radicalizzazione delle seconde generazioni di immigrati in Europa. Avendo come chiari riferimenti A qualcuno piace caldo di Billy Wilder e alcuni capisaldi della letteratura francese (l'opera di Marivaux e il Cyrano de Bergerac di Rostand), Sou Abadi si prende gioco dell'integralismo delle ideologie politiche e religiose (dal femminismo della madre iraniana al comunismo del padre di Armand), riuscendo nell'intento di far ridere ma senza sbracare in volgarità o eccessi. Basato sul classico triangolo amoroso, Cherchez la femme è, al contempo, una commedia politica e una favola sull'integrazione possibile. Ingenua sì, ma brillante e godibile. In Italia uscirà a dicembre con il titolo di Due sotto il burqa, distribuito da I Wonder Pictures.

Dopo la guerra di Annarita Zambrano
Bologna, 2002. Un professore lascia l'aula universitaria contestato dagli studenti per la sua posizione sulla riforma dell'articolo 18. Viene freddato sulle scale. L'assassinio - il riferimento al giuslavorista Marco Biagi non è puramente causale - è rivendicato da un gruppo politico di estrema sinistra che si rifà a un movimento macchiatosi negli anni Settanta e Ottanta di diversi attentati. Le autorità ritengono che dietro l'agguato terrorista ci sia Marco Lamberti (Giuseppe Battiston ), un ex militante condannato per l'omicidio di un giudice e fuggito in Francia da vent'anni dove, grazie alla dottrina Mitterand, si è rifatto una vita e ha avuto una figlia, Viola (Charlotte Cetaire ).

Marco ha interrotto da anni i rapporti con la famiglia: la madre Teresa (Elisabetta Piccolomini) e la sorella Anna (Barbora Bobulova), il cui marito Riccardo (Fabrizio Ferracane ) aspira a diventare Procuratore generale. Con lo smantellamento della politica di asilo dei terroristi stranieri rifugiatisi in Francia, Marco rischia l'estradizione in Italia. Pensa perciò alla fuga, costringendo la figlia adolescente a rinunciare alla sua vita per seguirlo in America Latina. Nel frattempo, i suoi familiari in Italia subiscono le conseguenze della condotta di Marco, mai pentito né tornato sulle proprie posizioni e azioni.

L'esordio nel lungometraggio di finzione di Annarita Zambrano , presentata nella sezione Un Certain Regard dell'ultimo Festival di Cannes prima di approdare al Biografilm Festival , è un'opera che non pretende di fare analisi politica su un tema scomodo e già ampiamente dibattuto come gli anni di piombo in Italia, ma si concentra sulle vittime collaterali del terrorismo. Attraverso l'alternanza tra le vicende francesi e quelle bolognesi, Zambrano vuole restituire le debolezze dei suoi personaggi, disegnando un quadro di incomunicabilità tra padri(madri) e figli dove in discussione sono la reazione alla violenza e il senso di responsabilità individuale e collettivo.

Di Dopo la guerra si apprezza la costruzione di una tensione motiva e claustrofobica che sottende a tutta la narrazione, soprattutto le vicende francesi, ma il film risulta poco incisivo in tutti i suoi comparti per dare una risposta convincente alle molte questioni che solleva. Delude, in particolare, il finale che risolve in modo fin troppo facile e sbrigativo l'intreccio e il destino dei protagonisti.

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