Biografilm Festival 2017 - Parigi può attendere - La recensione

Francesca Druidi - 17.06.2017 testo grande testo normale

Tags: Parigi può attendere, Eleanor Coppola, Diane Lane, biografilm festival

È nelle sale Parigi può attendere - Paris can wait, esordio nel lungometraggio di finzione di Eleanor Coppola, moglie di Francis Ford nonché madre di Roman e Sofia, che ha ritirato al Biografilm Festival di Bologna il Celebration of Lives Award a nome di tutta la famiglia Coppola.

Eleanor Coppola, autrice di documentari legati ai film del marito Francis Ford - su tutti Viaggio all'inferno, diario sulla realizzazione di Apocalypse Now - scrive una sceneggiatura partendo da uno spunto profondamente autobiografico. Non trovando il regista giusto per portarla sullo schermo, su suggerimento del grande regista decide a ottant'anni di mettersi in gioco dietro alla macchina da presa con Parigi può attendere. Impossibilitata da un'influenza a partire da Cannes alla volta di Budapest insieme al marito Francis Ford, Eleanor si fa accompagnare in macchina a Parigi da un collega. Così nel film incontriamo l'americana Anne (Diane Lane) alla Croisette con il marito Michael (Alec Baldwin), talmente assorbito dal suo lavoro di produttore cinematografico da non avere mai abbastanza tempo da dedicare alla moglie. In partenza per Budapest, Anne decide di non affrontare il volo aereo a causa di una fastidiosa otite. Viene in suo aiuto il socio francese di Michael, Jacques (Arnaud Viard), che si offre di accompagnarla a Parigi sulla sua affascinante decappottabile Peugeot. Il viaggio, destinato sulla carta a durare sette ore, si dilata, trasformandosi in un delizioso tour enogastronomico e culturale tra i paesaggi da cartolina e le meraviglie dei borghi e delle città francesi. Del resto, Jacques è un viveur follemente innamorato del cibo e del buon vino, allergico ai legami impegnativi e dalla battuta sempre pronta. Insomma, un concentrato vivente di stereotipi sul classico e imperituro tombeur de femme francese. Anne, inizialmente infastidita dalle soste, soprattutto culinarie, imposte dal suo autista, si scioglie e pian piano comincia ad apprezzare sapori e colori di ciò che la circonda, immortalandone i dettagli con la sua fedele macchina fotografica. Passando attraverso l'inevitabile confronto con uno stile di vita distante anni luce dal suo, incarnato da Jacques, il road trip di Anne - moglie trascurata e madre di una figlia diciottenne che ha ormai lasciato il nido - diventa l'occasione da non sprecare per riappropriarsi di se stessa, vivere meglio il presente e aprirsi al futuro con maggiore consapevolezza, pur senza dimenticare il passato. Inferiore a Un'ottima annata di Ridley Scott ma più sfumato di un'operazione patinata come Sotto il cielo della Toscana (con la stessa Diane Lane), Parigi può attendere è una commedia più esistenziale che non sentimentale, un invito ad apprezzare la bellezza delle pause e dei piccoli, grandi, piaceri dell'esistenza. Gradevole e rinfrescante, il film si fa perdonare la sfacciata ingenuità, una certa ripetitività nel meccanismo narrativo e il ricorso all'archivio poco originale di stereotipi e luoghi comuni, grazie a convincenti attori non protagonisti: i formaggi, i vini, le specialità culinarie e gli scenari della Provenza e della regione del Rodano. Eleanor Coppola, che ha impiegato sei anni per trovare i finanziamenti necessari, va sul sicuro scegliendo come alter ego finzionale Diane Lane, credibile nel trasmettere le insicurezze, le ferite e il fascino di una cinquantenne pronta a cercare la propria felicità.

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