Alien: Covenant – Il paradiso è l’anticamera dell’inferno

Fabrizio Rigante - 09.05.2017 testo grande testo normale

Tags: Alien, Ridley Scott, fantascienza, azione

Secondo prequel della trilogia di Ridley Scott, dopo il poco convincente “Prometheus”. L’equipaggio della Covenant approda su un pianeta sconosciuto, credendolo ideale per iniziare una missione colonizzatrice, ma dovrà, però, fare i conti con una razza pericolosissima di alieni xenomorfi.

Partita per colonizzare un nuovo pianeta, l'astronave "Covenant", dopo aver intercettato delle frequenze radio, decide di cambiare rotta, per dirigersi verso un pianeta sconosciuto che però sembra possedere le condizioni ambientali ideali per poter far rinascere la specie umana. Qui, l'equipaggio incontra David (Michael Fassbender), unico superstite della nave scomparsa dieci anni prima, la "Prometheus". David è un androide, sosia di Walter, guida dell'equipaggio della "Covenant".

Il pianeta sconosciuto, tuttavia, cela qualcosa di mostruoso. Quando infatti due membri dell'equipaggio vengono contagiati, la situazione precipita e sarà compito di Daniels (Katherine Waterston) aiutare i propri compagni a lasciare un paradiso apparente che è in realtà l'anticamera dell'Inferno.

Terzo film del franchise di Alien diretto da Ridley Scott, e secondo film della trilogia dei prequel, Alien: Covenant (che doveva chiamarsi inizialmente Paradise Lost) abbandona in parte i temi filosofici del suo predecessore Prometheus per rivolgersi all'azione, mantenendo però invariata la struttura narrativa. Lo schema insomma è sempre lo stesso: l'arrivo di un'astronave su un pianeta sconosciuto, l'incontro con gli alieni xenomorfi, la contaminazione, la fuga e lo scontro finale nell'astronave. Uno schema che nel primo film della saga funzionava alla perfezione, creando una sensazione incredibile di claustrofobia, soprattutto nelle scene finali in cui Ripley si trovava a dover fronteggiare da sola lo xenomorfo.

Qui le varianti non mancano ma in particolare l'obiettivo era definire meglio gli alieni xenomorfi: chi, come e perché sono stati creati? L'origine era ancora sconosciuta, perlomeno fino a Prometheus, in cui però, al di là della magnificenza grafica, la sceneggiatura lasciava molto a desiderare e quindi non forniva tutte le risposte.
Ora invece qualcosa è più chiaro: è l'uomo stesso che ha voluto ibridare la razza umana attraverso degli esperimenti genetici e gli xenomorfi non sono altro che il risultato di queste sperimentazioni. Lo xenomorfo è inizialmente un parassita che ha bisogno di crescere all'interno di un corpo. Dopo essere stato ospitato, e quindi dopo che il corpo non è più in grado di sostenerlo, il parassita diventa a tutti gli effetti uno xenomorfo, con sangue acido e una tendenza a distruggere tutto ciò che trova sulla propria strada. Questo lo si sapeva già: o meglio, la dinamica della trasformazione dello xenomorfo era chiara fin da Alien ma in questo caso, a Ridley Scott, interessava indagare sul chi, come e perché e sembra che Covenant si discosti, in qualche modo, dalla reticenza di tutti gli altri film della saga.

Al di là di questo, la grande novità è il tema del doppio: David e Walter hanno lo stesso aspetto ma rappresentano due tipologie diverse di androide. David è in grado di amare, di nutrire dei sentimenti, mentre Walter – il modello più evoluto – è meno umano e più meccanico. Questa antitesi si basa molto sugli sguardi e sui dialoghi ma anche sull'insegnamento: per esempio, David insegna a Walter a suonare il flauto. Walter è in grado di farlo ma non ha il dono della creazione: può quindi riprodurre qualunque opera musicale ma non crearla, a differenza di David.

Dall'altro lato, come si è detto, lo schema e la natura dei personaggi deve essere identico a quello degli altri film, per cui non c'è da sorprendersi se Daniels sia il clone di Ripley prima ancora che la stessa Ripley sia clonata in Alien: la clonazione: ovvero, il fatto che Daniels suggerisca al capitano della "Covenant" di non atterrare su un pianeta sconosciuto (premonizione di una catastrofe), che indossi soltanto una canottiera (come Ripley) e che sia proprio lei a dover distruggere la creatura – sono tutti elementi che riconducono alla stessa Ripley e che non apportano alcuna novità al personaggio, che smette così di essere un personaggio (nonostante Ripley torni in tutti i film successivi al primo, cross-over esclusi) per trasformarsi in uno stereotipo. È come se ogni film della saga fosse schiavo del primo, quello del 1979. In tal senso il secondo, Aliens – Scontro finale (1986) di James Cameron rappresentava una vera e propria rottura rispetto al capitolo precedente, essendo più orientato alla dinamicità e all'azione che a suscitare ansia e tensione.

In conclusione, non si può certo dire che, con Alien: Covenant, Ridley Scott non si sia accorto dei limiti strutturali (soprattutto nella sceneggiatura) di Prometheus e che non li abbia risolti.
La grafica e il ritmo superano senz'altro il primo dei tre prequel ma la struttura narrativa, i ruoli e le relazioni tra i personaggi ricalcano sempre l'archetipo, Alien, mentre quello che dovrebbe essere il colpo di scena finale è un trucco vecchio quanto il cinema stesso che, grazie a un po' di intuito, diventa un gioco prevedibile che perde quasi ogni efficacia narrativa.
Ciò non impedisce al film di essere appassionante e godibile soprattutto visivamente. Ma l'estetica è davvero tutto?
Cameo per James Franco nel ruolo del marito di Daniels. Stando a Ridley Scott, il sequel affidato a Neil Blomkamp non si farà.


DATA USCITA: 11 maggio 2017
GENERE: Fantascienza
ANNO: 2017
REGIA: Ridley Scott
CAST: Michael Fassbender, Katherine Waterston, James Franco, Noomi Rapace, Guy Pearce, Carmen Ejogo, Billy Crudup, Danny McBride, Demian Bichir, Jussie Smollett, Amy Seimetz, Uli Latukefu, Andrew Crawford, Nathaniel Dean
SCENEGGIATURA: Michael Green, Jack Paglen, John Logan
FOTOGRAFIA: Dariusz Wolski
MONTAGGIO: Pietro Scalia
MUSICHE: Jed Kurzel
PRODUZIONE: Scott Free Productions, Twentieth Century Fox Film Corporation
DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox
PAESE: USA
DURATA: 121 Min



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